BACIO BLU

martedì, maggio 22, 2007

IL CACCIATORE DI AQUILONI

COPERTINA

"Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1973. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E' stato tanto tempo fa.Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato.Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto.Oggi me ne rendo conto."

Questo brano è tratto dall'ultimo libro che ho letto: "IL CACCIATORE DI AQUILONI" il primo romanzo dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini

Il cacciatore di aquiloni narra la storia di Amir, un ragazzo afgano figlio di un ricco uomo di affari di Kabul; insieme ad Amir e suo padre Baba vivono i loro servi Hazara, padre e figlio Hassan e Ali.

Hassan è coetaneo di Amir e i due ragazzi giocano sempre insieme e rimarranno uniti finchè Amir e suo padre non dovranno fuggire dall'Afghanistan sotto il dominio dei sovietici .

Sullo sfondo della trama principale ci sono molti eventi storici come la caduta della monarchia, l'invasione russa, l'esodo di massa verso il Pakistan e per finire il regime talebano.

La storia è scritta in prima persona,il linguaggio è ricercato, ma semplicissimo da capire, lo stile è scorrevole e le descrizioni sono molto accurate.

Si dice che il tempo guarisca ogni feritama, per Amir ilpassato è terribile, lo insegue e lo riacchiappa ogni volta che con la mente torna al suo amico e alla sua terra di origine.

Sono trascorsi tanti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan, il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni, è cambiata per sempre in uno stretto e buio vicolo di Kabul; così quando una telefonata gli giunge nella sua casa americana capisce di non avere più scelta:deve correre a Kabul,tornare nella sua vecchia casa di bambino per trovare il figlio di Hassan e poter così rscattarsi e pareggiare i conti con le sue colpe e i suoi errori.

Ad attenderlo in quei luoghi non ci sono solo i vecchi fantasmi,ma trova un mondo violento e terribile, un mondo dove le donne sono invisibili e la bellezza è contro la legge,un mondo dove gli aquiloni non volano più...

Trent'anni di storia afgana dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ad arrivare ad oggi, rivivono in questo emozionante romanzo pieno di atmosfera.

Un romanzo che racconta una realtà completamente diversa dalla nostra attraverso una storia toccante e avvincente che ti prende dalla prima all'ultima pagina.

Un libro che consiglio a tutti di leggere e dopo averlo fatto guardarsi un pochino dentro, è un viaggio tra le miserie, i colori e la storia di un paese disonorato, un viaggio attraverso il disfacimento di uomini e di città, un romanzo che fa piangere e pensare, un romanzo forte dal punto di vista delle emozioni e vero dal punto di vista della storia,un libro che non avrei voluto che finisse e che ho letto tutto d'un fiato.

Vi assicuro che vale la pena di leggerlo perchè rappresenta l'essere umano così com'è, con le sue paure, i suoi errori e la sua voglia di rimediare al male fatto.

 

 

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mercoledì, novembre 08, 2006

I MIEI MARTEDI' COL PROFESSORE

COPERTINA

LA LEZIONE PIU' GRANDE:

LA VITA, LA MORTE, L'AMORE

"Accetta ciò che sei in grado di faree anche quello che non sei in grado di fare; "Accetta il passato come tale, senza rinnegarlo o scartarlo"; "Impara a perdonare a te stesso e  agli altri"; " Non ritenere che sia troppo tardi per impegnarti".

"La cultura contemporanea non ci fa sentire bene con noi stessi. Sideve essereabbastanza forti per rifiutare modelli di vita cje non funzionano".

"Sono in tanti a condurre una vita senza senso. Sembrano mezzo addormentati,anche quando sono occupati a fare ciò che ritengono importante. Questo perchè stanno dietro a cose sbagliate. Si può arricchire di significato la propria vita disponendosi ad amare gli altri,dedicandosi alla comunità che ci vive intorno e a creare qualcosa che ci dia uno scopo, un senso".

"La cosa più importante nella vita è imparare a offrire amore e a riceverlo, lasciandolo penetraredentro di noi." "Noi temiamo di non meritare l'amore, temiamo che farlo entrare dentro di noi ci renda dei rammolliti. Ma un saggio di nome Lavine ha detto "L'amore è l'unico atto razionale".

"Tutti sanno che si deve morire, ma nessuno ci crede veramente. Se lo facessimo agiremmo in modo diverso". "Quando si è imparato amorire, si è imparato a vivere". "Lamaggior partedi noi va in giro comedei sonnanbuli. Non sperimentiamo appieno ilmondo perchèsiamo mezzo addormentati, intenti a far cose che automaticamente riteniamo di dover fare". "Quando ti rendi conto che stai per morire vedi tutto sotto una luce molto diversa". "Impara a morire, così imparerai a vivere". "Siamo troppo presi dal materialismo che non ci soddisfa. I rapporti affettivi che abbiamo, l'universo intorno a noi... diamo tutto troppo per scontato".

"Se si esclude la famiglia, non c'è oggi una base, un terreno solido e sicuro su cui l'uomo possa contare. Se non hai l'aiuto,l'amore, l'affetto e le premure che ti offre la famiglia, non hai proprio nulla. L'amore è la cosa più importante. Come disse il grande poeta Auden "Amatevi l'un con l'altro, o perite". Senza l'amore siamo uccelli dalle ali spezzate. Questo è partedi ciò che costituisce una famiglia: non solo affetto, ma far sapere agli altri componenti che c'è qualcuno che sta badando a loro. La sicurezza spirituale, la certezza che la tua famiglia sarà lì a prendersi cura di te. Niente altro te la può dare. Non il denaro, non la fama". "Non c'è esperienza come quella di avere figli". Tutto qui. Non esiste sostitutivo.Non è la stessa cosa con un amico. Nè con un'amante. Se vuoi provare l'esperienza di essere totalmente responsabile di un altro essere umano,imparare ad amare e a legarti nelmodo più profondo, devi avere dei figli".

"Non attaccarti alle cose poichè tutto è transitorio". "Se ti fermi alle emozioni - se non ti lasci la facoltà di attraversarle - non potrai mai raggiungere il distacco, sei troppo preso dalletue paure. Paura della sofferenza, del dolore. Paura della vulnerabilità implicita nell'amore". "Ma penetrando in queste emozioni, tuffandotici dentro con tutto te stesso lesperimenti appieno,completamente. Conosci cos'èildolore. E solo allora puoi dire: "D'accordo, ho sperimentatoquell'emozione". "Ci sentiamo soli, spesso disperati, ma non ci permettiamo di piangere perchè non è  previsto. O proviamo un impeto di amore per il nostro compagno, ma non diciamo nulla perchè paventiamo l'effetto di simili parole sul nostro rapporto." " Apri il rubinetto. Lasciati sommergere dall'emozione. Non ti farà male. Ti sarà solo d'aiuto. Se lasci entrare la paura, se la indossi come una seconda pelle, allora potrai dire a te stesso: "Ecco, è solo paura, non devo lasciarle il controllo. La vedo perciò che è, tutto qui". "La stessa cosa per la solitudine: ti  lasci andare, fai scorrere le lacrime, la senti fin nel profondo... però alla fine sei in grado di dire: "Lo riconosco, è stato un mio momento di solitudine. Non ho paura di sentirmi solo, ma ora metto la solitudine da parte e so che al mondo ci sono altre emozioni, e che proverò anche quelle."

"Sappiamo tutti come essere bambini. L'abbiamo dentro di noi. "La verità è che quando la mamma ci teneva in braccio, ci ninnava, ci carezzava la testa, avremmo voluto che non smettesse mai. Noi tutti in un certo senso abbiamo voglia di tornare a quei giorni, quando eravamo accuditi in tutto e per tutto: amore assoluto, attenzione assoluta. Per la maggior parte di noi non è abbastanza. "Tu sai quanto possa essere tragico essere giovani, oltre alla loro infelicità,i giovani non sono saggi. Capiscono molto poco della vita. E chi mai vorrebbe vivere giorno dopo giorno senza sapere quel che accade intorno? Se pensi quanto veniamo manipolati da chi ci suggerisce "compra questo profumo e sarai bellissimo", o "acquista questo paio di jeans e diventerai sexy". E tu ci credi! E' una tale idiozia". "Man mano che cresci, impari. Invecchiare non vuol dire solo declino. E' crescita. Non c'è solo il lato negativo,ma anche quello positivo: tu comprendi di stare per morire, e vivi una vita migliore proprio per quello". "Se la tua vita ha un senso,non vuoi certo tornare indietro, ma, proseguire, andare avanti. Vuoi vedere, fare altre cose. Sei ansioso di arrivare a sessantacinque anni. Se continui a lottare sempre contro la vecchiaia, sarai sempre infelice, perchè accadrà comunque. E... "Il fatto è che morirai." E' impossibile che il vecchio non invidi il giovane. La questione è accettare quel che si è, ed esserne contenti. Devi scoprire quel che c'è di buono, di vero e di bello nella tua vita com'è adesso. Guardare indietro ti rende competitivo. E l'età non è un argomento competitivo".

"E' con l'amore che si continua a vivere,persino dopo lamorte." "Tutti hanno fretta, la gente non ha trovato alcun significato nella propria vita, così corrono di continuo cercandolo. Credono che sarà la prossima auto,la prossima casa, il prossimo lavoro. Poi scoprono che anche quelle cose sono vuote, e riprendono a correre".

"Ci sono alcune norme da seguire a proposito dell'amore e del matrimonio. Se non rispetti il tuo partner, avrai un mare di problemi. Se non sai raggiungere un compromesso, avrai un mare di problemi. Se non riesci a parlare apertamente di quel che accade tra di voi, avrai un mare di problemi. E se nella vita non avete in comune una serie di valori, avrai un mare di problemi. Dovete avere gli stessi valori".

"Abbiamo tutti lo stesso inizio - la nascita - e la stessa fine - la morte. In che cosa dovrebbe consistere la nostra diversità?" "Investi nella famiglia umana. Investi nella gente. Metti insieme una piccola comunità di coloro che ami e che ti amano." "Al principio della nostra vita quando siamo bambini, abbiamo bisogno degli altri per sopravvivere,no? E alla fine della vita, si ha bisogno degli altri per sopravvivere vero?" "Ma eccoti il segreto: anche nel periodo che sta tra il principio e la fine abbiamo bisogno degli altri".

"Perdona te stesso prima di morire. Dopo perdona gli altri". "E' inutile intestardirsi sulla vendetta". "Non abbiamo solo bisogno di perdonare gli altri, abbiamo anche bisogno di perdonare noi stessi". "Per tutto quello che non abbiamo fatto. Quello che avremmo dovuto fare. Non ci si può bloccare a rimpiangere quel che avrebbe dovuto accadere. I rimpianti non ti aiutano".

"La morte è naturale come la vita. Fa parte dell'accordo stipulato". "Finchè riusciremo ad amarci a vicenda e a ricordare il sentimento d'amore che abbiamo provato, potremo morire senza uscire realmente dal mondo. L'amore che si è creato resta qui. I ricordi sono ancora qui. E tu continui a vivere - nei cuori di chi hai nutrito, educato o commosso su questo pianeta". "Con la morte finisce la vita non il rapporto".

"Nessuno di noi può disfare ciò che abbiamo fatto, o rivivere una vita già registrata. Ma una cosa mi aveva insegnato il professor Morris Schwartz, e cioè: nella vita non esiste il "troppo tardi".

Tutto questo è tratto dall'ultimo libro che ho letto "I MIEI MARTEDI' COL PROFESSORE" di Mitch Albom.

Non è un romanzo, ma un racconto autobiografico,una cronaca dei giorni speciali vissuti con una persona davvero speciale.

Morris Schartz è un professore di sociologia molto amato, ha circa settant'anni, ma ancora in ottima forma e con la passione per il ballo e la vita.

Improvvisamente si accorge di essere ammalato, tutto comincia con qualche piccolo disturbo respiratorio e deambulatorio; nel 1994 gli viene diagnosticato il morbo di Gehrig ,una malattia terminale.

Mitch Albom,l'autore del libro è stato un suo allievo negli anni '70 e tra i due si era instaurato un bellissimo rapporto di stima, amicizia e complicità; di solitosi vedevano ilmarted' pomeriggio per discutere di sociologia.

Arriva il giorno dellalaurea e i due si lasciano con la promessa di mantenere vivi i rapporti, cosa che purtroppo non si avvera perchè Mitch cambia luogo di residenza e si dedica solo al lavoro e a fare soldi.

Un giorno per caso assiste alla TV ad una intervista al suo vecchio professore in un programma che parla appunto della sua malattia, Morrie è già ridotto sulla sedia a rotelle e gli rimane poco tempo  da vivere.

Mitch viene preso dai sensi di colpa per non aver mantenuto i rapporti e decide di andare a fargli visita,la persona che si trova davanti è una malato grave, ma saggio e sereno che ha ancora tantissime cose da insegnare e un amore sviscerato per la vita, i due decidono quindi di ritornare come ai vecchi tempi a vedersi ogni martedì cercando di riprendere il lavoro cominciato tanti anni prima, cioè aiutare il suo allievo a capire il vero significato della vita.

Questo è un libro intenso e straordinario, un libro che mi ha fatto ridere e piangere nello stesso momento, una storia di sentimenti scritta con l'anima e il cuore, una grande lezione di vita per me.

Scritto in maniera semplicissima e chiara, pieno di saggezza e di amore, dove tutti gliargomenti più importanti vengono toccati: il denaro,la famiglia,l'amore, il perdono, l'amore, la vecchiaia e la morte.

Un libro che fa riflettere sulle profonde verità che contiene e forse ti fa anche un pò crescere e rivedere la tua vita.

Un libro che consiglio a tutti di leggere, anche a quelli che all'amore non credono più.

 

 

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venerdì, novembre 11, 2005

LE STRADE DI POLVERE

Castello dei sogni

Ognuno nasce con un tracciato quasi lo portasse inciso nel palmo della mano. Inutile tentare di modificarlo; e il suo destino Luis loavverte forte solo nell'istante in cui lo asseconda.

Questo stralcio è tratto dall'ultimo libro che ho letto: "Le strade di polvere" di Rosetta Loy.

E'il racconto di una famiglia che sembra essere quella dell'autrice del romanzo.

Comincia dall'età napoleonica fino agli anni dell'Unità d'Italia; lo sfondo è quello di una grande casa-cascina ai piedi di Mirabello nelle valli piemontesi.

La casa èstata costruita alla fine del 700 dal Gran Masten,  un piccoloproprietariodi cui non si conosce il vero nome, ma molti personaggi del romanzo portano dei soprannomi.

Pietro diventa Sacarlott, Giuseppe Il giai, quindi ci sono la Fantina, il Mandrognin, la Gramissa, lo Smargium, lo Scarvè, la Marlatteira, la Limasa...

Molte parole delromanzo sono in dialetto piemontese o in francese e i personaggi comunque parlano molto poco, le cose importanti come l'amore per la famiglia o per i figli si docono con le mani.

L'autrice del libro descrive minuziosamente tutti i dettagli che colpiscono tantissimo l'immaginazione.

I paesaggi sono struggenti nella loro semplice bellezza, si racconta la grande storia delle battaglie; c'è Napoleone, Re Vittorio e Napoleone III.

La grande storia è la tentazione di tutti gli uomini di famiglia, che però delusi e sconfitti ritornano sempre nella grande casa.

Un romanzo triste, intenso e bellissimo dove il vero protagonista è il tempo.

Della stessa autrice ho letto anche: "Cioccolata da Hanselmann.

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lunedì, ottobre 10, 2005

NEL FUOCO

Trovò la stella polare eseguì con gli occhi il profilo dell'Orsa Minore.

Un salto, ed ecco la sua sorella più grande,poco più in là, che Connor avevasempre preferito chiamare il Carro perchè gli pareva che questo nome la descrivesse meglio,mentre per suopadre era l'Orsa Maggiore. Poi seguì il dorso di quest'ultima fino alla Corona Boreale, che trascinava ilsuoaquilone, con Arturo aullapunta, fiammeggiante come una fiaccola. Poi percorse l'ampio fiume della Via Lattea fino allo Scorpione che aveva punto Orione, ilgrande cacciatore, diventato per questo invisibile. Un altro cacciatore era Sagittario, mezzouomo e mezzo cavallo,ritto nell'acqua e pronto a scoccare lasua freccia, mentre Aquila volava spaventatalungo il fiume.

"Il cielo è pieno di storie" era solitodire suo padre. "Migliaia di storie. Non devi far altro che stare a guardare e leggerle"...

Questo pezzo è tratto dall'ultimo libro che ho letto: " Nel fuoco" di Nicholas Evans.

La storia è ambientata nel Montana, dove un grande incendio cambierà il corso dei protagonisti del libro.

In una notte tranquilla e senza luna, la scintilla colpisce un abete, ma presto l'incendio si estende in tutta la montagna, cambiando tutte le regole del gioco.

Un bellissimo romanzo che racconta di eroi, passione, amore e morte, un libro avventuroso e commovente, un romanzo che racconta del conflitto tra i doveri dell'amicizia e i diritti della passione.

Un libro che ho letto tutto d'un fiato.

Dello stesso autore ho letto anche: L'uomo che sussurrava ai cavalli e Insieme con i lupi

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venerdì, settembre 30, 2005

L'AUTUNNO DEL PATRIARCA

Bimbi nelsecchio

Trascorrevano interi pomeriggi a contemplare la pioggia, contando rondini come due amanti vetusti nei crepuscoli languidi di settembre, così appartati dal mondo che egli stesso non sirese conto che la sua lotta feroce per esistere due volte alimentava il sospetto contrario che egli esistesse sempre meno,che giaceva in un letargo,che era stata raddoppiata la guardia enon si consentiva nè l'entrata nè l'uscita di nessuno nella casa presidenziale, che tuttavia qualcuno era riuscito a burlarsi diquel filtro severo e aveva visto gli uccelli muti nelle gabbie,le vacche che bevevano nella fonte battesimale, i lebbrosi e i paralitici che dormivano nei roseti, e che tutti erano a mezzogiorno come in attesa che spuntasse il giorno perchè lui era morto com'era anunciato nei catini di morte naturale durante ilsonnomale alte sfere ritardavano la notizia e intanto cercavano  didirimere in conciliaboli sanguinosi i loro contrasti arretrati.

Questo pezzo è tratto dall'ultimo libro che ho letto: "L'autunno del patriarca di Gabriel Garcia Marquez

Racconta la storia di un dittatore sconosciuto di una piccola isola dei Caraibi, egli è chiamato da tutti "Il patriarca".

Vive prigioniero delle sue illusioni e della terribile solitudine che gli regala il potere, rinchiuso in un palazzo fatiscente e circondato da postulanti e adulatori.

In realtà questo signore così temuto è quasi un selvaggio analfabeta, dispotico, violento e amante insaziabile ma frettoloso, è una persona vendicativa,sanguinaria e superstiziosa, vive i suoi ultimi momenti stanco della sua longevità; fino a quando finalmente la morte non arriverà anche per lui a svelare volto del potere.

E' un bellissimo ritratto di uno spietato e tiranno individuo, Marquez riesce a descriverlo nei minimi dettagli e particolari.

Dello stesso autore ho letto anche: L'amore ai tempi del colera - Cent'anni di solitudine - Cronaca di una morte annunciata - Dell'amore e di altri demoni - Il generale nel suo labirinto - Notizia di un sequestro.

Tutti molto belli, Marquez è uno dei miei autori preferiti, ma quelli che mi sono rimasti dentro e che rileggerei sempre sono:

CENT'ANNI DI SOLITUDINE

DELL'AMORE E ALTRI DEMONI

 

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lunedì, agosto 08, 2005

SENSUALITA'

BICCHIERE ROTTO

"Nel giardino c'era una madre seduta accanto al figlio morto, avvolto in un lenzuolo lacero e sporco.

Attendeva che qualcuno portasse fascine da ardere.

Svagato, come se l'abitudine avesse sottratto alla ritualità il suo valore originario, un vecchio gettava alla rinfusa rami e foglie secche su una pietra annerita dal fumo.

poi, senza nessuna devozione, quel povero corpo che ancora mostrava le immagini della miseria fu deposto sulla catasta e di nuovo coperto con qualche fascina.

Il fuoco divampa in un istante; la sua luce gareggia con quella del sole: ma solo per poco.

Subito le fiamme si abbassano come per concentrare la loro forza su quei poveri resti.

Immobile, la madre attende in disparte tra i fiori.

Quando tutto sembra ormai consumato, fruga sotto i tizzoni.

Scopre ancora bianche ossa tra la cenere grigia.

Il vecchio porta altra legna, altre foglie, perchè tutto deve sparire.

Sono i corvi che sanno quando la brace è fredda.

Cauti, si posano sulla pietra che odora di carne bruciata.

Razzolano famelici nella cenere, ma non trovano nulla, perchè il giovane corpo è volato nel cielo di Shiva.

Tutto ciò che rimane, la madre lo raccoglie in un vaso. Discende la grande scalinata che digrada sulla sponda del fiume e, con un gesto largo del braccio che sembra sfiorare l'orizzonte, disperde le ceneri nel Gange.

Questo brano è tratto dall'ultimo libro che ho letto "Sensualità" di Stefano Zecchi.

A Calcutta due donne, vivono una grande esperienza destinata a cambiare la loro vita

Giulia e Miriam sono legate da una grande amicizia fatta di speranze deluse e di grandi ideali, hanno scelto strade diverse, ma si incontrano in India e l'amicizia si riaccende.

Giulia è coraggiosa e ostinata, mentre Miriam è fragile e ironica, tormentata da tristi ricordi.

Le due amiche vanno incontro ad amori diversi, quello di Miriam è delicato e decadente, mentre Giulia trascinata sedotta da un erotismo vitale e primitivo, è trascinata alla scoperta di una sessualità che la vede nelle parti di madre e di amante.

Pur vivendo questi due grandi amori le due donne continueranno ad avere bisogno l'una dell'altra, a cercarsi e a cercare di capire il valore delle loro passioni e il significato delle loro esistenze.

Sullo sfondo di questa storia c'è Calcutta, con i colori, i suoni, le luci e le voci che compongono un tessuto polifonico di grande impatto emotivo.

In questo bellissimo romanzo Stefano Zecchi secondo me è riuscito a svelare l'animo femminile e a raccontarci l'amore.

Dello stesso autore ho letto ESTASI

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domenica, giugno 26, 2005

VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

ANDERS

"L'età che sopraggiunge, traditora e ci annuncia il peggio.

Non si ha più molta musica in sè per far ballare la vita, ecco.

Tutta la gioventù è già andata a morire in capo al mondo nel silenzio della verità.

E dove andar fuori, ve lo chiedo, quando uno non ha più dentro una quantità sufficiente di delirio?

La verità, è un'agonia che non finisce mai.

La verità di questo mondo è la morte.

Bisogna scegliere, morire o mentire.

Non ho mai potuto uccidermi io.

La cosa migliore era dunque uscire per strada, 'sto piccolo suicidio.

Ognuno ha il suo bernoccolo, il suo metodo per conquistare sonno e sbobba."

Questo brano è tratto dall'ultimo libro che ho letto:"Viaggio al termine della notte" di Luis- Fernand Cèline.

E' un romanzo autobiografico e racconta i vagabondaggi del medico Bardamu dalle scene della prima guerra mondiale, all'Africa coloniale, all'America del fordismo fino ad arrivare alla Parigi dei poveri.

Un romanzo senza alcuna morale e dove a malapena si distingue la differenza che c'è tra il bene e il male, racconta dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo nelle colonie francesi, del capitalismo americano e della povertà dilagante, in un mondo dove il bisogno di sopravvivere ti impone spesso delle scelte disgutose.

E' un romanzo comunque che a me me è piaciuto molto perchè pur trattando temi tragici, l'autore ha saputo descrivere molte situazioni in maniera comica e divertente, ed è riuscito a mescolare perfettamente il dolore e l'allegria.

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giovedì, marzo 31, 2005

IL SEGRETO DELLA FELICITA'

 Ogni cosa che facciamo ha una sua successione progressiva

  Esiste una sequenza di azioni anche per essere felici

  La sequenza è infallibile, funziona sempre. Ogni volta chela porteremo a termine saremo felici

  Concentrando la mente su pensieri positivi ci convinceremo che stiamo bene

  Per stare bene, bisogna meditare tranquillamente tre volte al giorno

  Quando meditiamo, dobbiamo ripensare a esperienze piacevoli e ripetere che siamo felici.

ESERCIZIO DI MEDITAZIONE

da ripetere tre volte al giorno

 Scegli un luogo comodo per poterti rilassare

Chiudi gliocchi e conta fino a 10 repirando ogni volta

 Una volta arrivato a 10 concentrati sulla sensazione di rilassamente che si diffonde in te

 Pensa a qualsiasi esperienza piacevole e che ti da benessere e rendila più reale possibile

 Di a voce alta per 10 volte "SONO FELICE "

 Conta a ritroso da 10 a 1 e riapri gli occhi

 Sorridi

Se eseguirai questo esercizio sarai felice.

Se lo farai ogni giorno, scoprirai di esserlo sempre.

La felicità diventerà per te uno stato d'animo attuale.

  

Questo brano è tratto dall'ultimo libro che ho letto "IL BAMBINO CHE IMPARO' A COLORARE IL BUIO" di Billy MISS e Nicholas SPARKS

 

Dopo la morte della mamma e della sorella David diventa un bambino triste e solitario e sembra aver perduto per sempre la strada che porta alla felicità...

Eppure nonostante la grande disperazione sente la forte sensazione di avere la sua sorellina sempre vicino e allora vuole di  nuovo provare ad assaporare ilpiacere di essere felici e l'unica persona che può aiutarlo è suo padre.

David considera il suo babbo una prsona molto speciale, che rispetta se stessa e tutte le creature di questo mondo, dotato di una forza magica e silenziosa.

David decide quindi di assomigliargli e l'uomo per aiutarlo gli regala un vecchio drappo mo9lto logoro, avvolto come un foglio di pergamena con sette raffigurazioni che coniugano il sapere tradizionale ad antiche credenze degli Indiani d'America.

Interpretati nel modo giusto questi simboli gliriveleranno il segreto della conoscenza di se stessi e della gioia.

Ecco la storia di un bambino che attraverso uno strano percorso insegnerà a trovare la pace interiore e a "COLORARE" i momenti più cupi coglindo l'essenza del vivere.

E' un racconto delicato e ricco di spunti di riflessione, anche se non è per nulla semplice mettere in atto ciò che ci dice, anzi a mio avviso quasi impossibile, ma possiamo provarci chissà!!!!

Dopo ogni notte arriva sempre una nuova alba

 

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martedì, gennaio 04, 2005

...Ognuno di noi Angela, sogna qualcosa che scardini il suo mondo ordinario.

Lo sogni seduto sul divano, sbracato in mezzo ai benefit che la vita ti aggiunge ogni giorno.

D'improvviso, spinto da un ridicolo moto di rivolta, cerchi l'osso dell'uomo che ti sarebbe piaciuto essere.

Ma per tua fortuna sei avvolto da un bendaggio di adipe che si è ben assettato intorno a te per proteggerti dagli spigoli, e dalle stronzate che ogni tanto ti racconti...

Questo brano è tratto dall'ultimo libro che ho letto "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini, la storia comincia con una giornata di pioggia e una ragazzina in motorino che non rispetta uno stop; una corsa in ambulanza verso l'ospedale, lo stesso in cui suo padre lavora come chirurgo.

Mentre un collega cerca di salvare la vita della ragazzina Timoteo rimane in attesa e racconta a sua figlia in coma un segreto doloroso, una storia che all'apparenza potrebbe sembrare squallida, la storia di un amore extraconiugale, un amore grande e potente , ma che purtroppo non ha avuto l'esito che i due protagonisti speravano.

E' un romanzo molto intenso e commovente, una storia triste, ma vera, una storia che secondo me potrebbe capitare ad ognuno di noi.

Della stessa autrice ho letto anche "Il catino di zinco" e "Manola". 

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lunedì, novembre 22, 2004

"Certe giornate verso la fine di agosto a casa sono così, l'aria sottile e pungente come questa, con qualcosa di mesto e nostalgico e fmiliare. L'uomo è la somma delle sue esperienze climatiche, diceva il babbo. L'uomo è la somma di tutto quello che vuoi".

Questo brano è tratto dal libro di William Faulkner "L'urlo e il furore".

Il romanzo racconta attraverso le voce di tre fratelli e dalla serva nera la decadenza di una grande famiglia del sud degli Stati Uniti alle soglie della grande crisi.

Sono tre anime sofferenti quelle che parlano, tre destini già segnati dalla storia, ma tuttavia del tutto inconsaevoli di se stessi.

Caddy la sorella è la vera protagonista silenziosa del romanzo, l'oggetto del desiderio, la pietra del paragone, la vittima sacrificale di tutta la famiglia.

E' un romanzo molto strano, difficile da capire e da seguire, tre monologhi di tre diversi io narranti. non so dire se mi è piaciuto o no, certamente è molto interessante e vale la pena di leggerlo.

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