BACIO BLU

giovedì, maggio 03, 2007

CHI HA PAURA DEGLI ORCHI?

ORCHI E FATE

Grandi, brutti e violenti,i mostri sbucano dalle loro caverne

orchetto

Per conoscere la natura di un orco, basta pensare che nella vita di tutti i giorni questa parola è usata per indicare delle persone sgradevoli, torve e malvage! Gli orchi sono tra i mostri più crudeli che esistano anche se a volte vengono raffigurati come un popolo dotato di una cultura ben precisa. Esistono tantissime specie di orchi e spesso vengono anche confusi con i Troll; il primo a parlarne in  una favola è stato Charles Perrault,chiamandoli con il noome di AGRES. La loro caratteristica più diffusa è quella di  cibarsi dei bambini, la bellezza e l'intelligenza non sono il loro punto forte; si affidano soprattutto alla loro grande forza fisica spesso usando armi rudimentali; lal oro stazza è di molto superiore a quella umana, possiedono sovente delle zanne e le loro unghie sono simili ad artigli. Solitamente hanno la pelle verde, sono organizzati in comunità e vivono in ambienti inospitali: i loro nemici giurati sono gli Elfi ai quali riservano trattamenti orribili.

GLI ORCHETTI DI SAURON

orchetti di sauron

Nella terra di mezzo gli orchi non sono molto alti,anzi hanno delle gambe arcuate che consentono loro molta agilità; sono più bassi degli uomini, sono sudici,  perversi e tutti deformi; formano il grosso delletruppe di Sauron e di Saruman.

CORNA E PELLI TIGRATE

oni

Gli Oni sono considerati gli orchi giapponesi, sia per il loro aspetto che per il loro comportamento,il loro volto terrificante è caratterizzato da zanne aguzze e da due corte corna a spirale,i loro capelli sono rossi, blu o verdi e sul corpo indossano delle caratteristiche pelli tigrate oppure un perizoma. Quando devono andare in battaglia però si rivestono di armi e armature simili a quelle umane. Amano molto uccidere e divorare gli uomini, ma detestano i fagioli verdi: scagliandoli contro di loro se ne provoca la loro fuga.

SHREK

shrek

Fra i suoi colleghi è il più simpatico, vive in una palude e preferisce non essere disturbato, tanto che pur di  mantenere la sua riservatezza è costretto a spaventare gli umani che passano vicino alla sua casa,guadagnandosi così la fama di essere spaventoso e malvagio; in realtà è tutt'altro che ostile e nelle sue avventure trova anche l'amore. Il suo name però deriva dal termine tedesco schrecklich che significa "terribile".

CIVILTA' AGGRESSIVE

orco

Gli orchi del video gioco Final Fantasy XI sono una popolazione primitiva di uomini bestia, dalle zanne sporgenti e la corporatura massiccia, in guerra con la specie degli Elvaan: le loro macchine da guerra e le loro asce spesso prese come trofei, sanno essere molto pericolose.

QUANDO GLI ORCHI SONO BUONI

irda

Nell'ambientazione di Dragon Lance appartenente a Dungeons & Dragons, esiste una varietà di orchi amichevoli: gli Irda sono umanoidi alti e di bell'aspetto,con la pelle color ciano e le orecchie a punta, che possono cambiare aspetto a piacimento.

baciotti

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giovedì, marzo 15, 2007

LA STIRPE DEI N ANI

nano degli scudi

"...noi nani siamo il primo lavoro degli Dei e pure quello fatto meglio,, siamo robusti, ben saldi a terra, forti, leali e duri come le nostre sorelle pietre. Nessuna razza si avvicina alla nostra grandiosità, nulla abbiamo a che fare con quelle femminucce degli elfi, gli stupidi goblin, i maleodoranti orchi, i brutti umani, gli inutili hobgoblin,i degenerati drow, quei ladruncoli degli halfling e tutti gli altri; noi siamo i primogeniti, quelli fatti bene insomma. Noi nani siamo belli, non solo fisicamente, alti quanto larghi, barbuti e tozzi, ma anche caratterialmente: coraggiosi, costanti e fermi nelle nostre decisioni sempre giuste. Siamo talmente  adatti alla vita sotterranea che i nostri occhi vedono al buio e siamo  ottimi artigiani, le più belle costruzioni al mondo le abbiamo fatte noi, stabili e durature come le montagne, nessuno si avvicina a noi nell'arte della pietra... e in quella della guerra. I nostri eserciti sono disciplinati, ben ordinati, ben equipaggiati, ben addestrati, ben... beh, sono i migliori sotto e sopra la terra. Le creature malvagie del sottosuolo ci temono, spazziamo via i goblin dai cunicoli, la magia la lasciamo alle femminucce dalle orecchie a punta, non la temiamo e resistiamo pure ai veleni. Continueremo a marciare sotto terra finchè anche l'ultimo mostro delle profondità non sarà stato eliminato; non voglio essere spaccone, questo è il nostro obbiettivo da generazioni. Siamo temibili avversari, ma siamo anche un popolo pacifico, pensiamo alle nostre cose e non cerchiamo guai, ma se qualcuno cercasse di farci un torto la pagherebbe molto cara. Lasciateci in pace e nessuno si farà del male.

In fede,

Torkalid Mano di Pietra figlio di Turdelan Schiaccia Rocce

nani

"Mio caro amico umano, rispondo alla sua domanda sinceramente come sempre. Come premessa voglio dire che io non ho nulla contro questa razza, è che i nani sono troppo brutti e assurdi! Tanto tarchiati che si fa prima a saltarli che a girarci attorno e così pelosi che sono un insulto al buon gusto, puzzano e non fanno altro che tracannare birra. Non sanno divertirsi, parlano solo di lavoro e battaglie; per questo secondo me stanno sotto terra, chi li vorrebbe mai come vicini di casa!? Sono ottusi e con la testa dura come la pietra che scavano ogni giorno: una volta ho provato a parlare con uno di loro, sono impossibili, non gli importa nulla delle foreste, del cielo azzurro,della brezza notturna, dell'arte... e mi ha pure minacciato di prendermi a calci il fondoschiena,  insolente. Se non amassi gli animali direi che hanno il temperamento dei caproni e pure lo stesso odore. Ripeto non ho nulla contro di loro,ma i nani sono troppo... nani.Meglio lasciarli là a picconare il sottosuolo, almeno non combinano disastri nelle foreste.

Con amicizia,

Shifril del Bosco Lungo" (Elfo dei boschi)

NANI DI COLLINA

nano di collina

Questa sottospecie vive nei luoghi collinari e sono i nani più comuni grazie alla loro predisposizione a vivere sia sotto terra che in superficie.

Il loro peso medio è di 65 Kg e sono alti circa 120 cm, di corporatura robusta e la pelle marrone chiaro con le guance rosee, gli occhi vanno dal nero al marrone.

Sono molto longevi: la loro vita raggiunge i 350 anni; vestono semplicemente preferendo i colori che richiamano la tonalità della terra e delle pietre, e raramente indossano  gioielli.

Costruiscono le loro fortezze quasi sempre sotto terra, ma qualcosa possiamo trovare anche in superficie.

NANI DI MONTAGNA

nano di montagna

Vivono in grandi città situate nel cuore delle montagne, con ingressi nascosti agli occhi delle altre razze che portano ad ampie caverne dove grandi comunità vivono ordinate e isolate dai contatti con gli estranei. Sono i più robusti,forti e resistenti, la loro altezza e di circa 135 cm e pesano più o meno 75 Kg. Hanno capelli e barbe folti di color marrone o grigio e la loro pelle è rosata. Si dichiarano i primi tra i nani ad essere stati creati e non amano i cugini di collina poichè questi stringono contatti con altre razze, schivi e riservati, sono molto difficili da trovare e nel caso si riesca bisogna stare attenti al loro carattere burbero; sono anche quelli che vivono più a lungo, circa 400 anni.

NANI DEL SOTTOSUOLO

nani del sottosuolo

Trovare le loro città è quasi impossibile, visto che abitano nelle profondità della terra; alcuni studiosi dicono che vivono lì per scappare da mostri predatori, mentre altri li vedono come l'evoluzione di altri nani che si sono spinti a quelle profondità per esplorare il cuore della terra.

Hanno una folta barba che portano anche le femmine, i capelli variano dal biondo al rosso e gli occhi sono chiarissimi ma lievemente opachi, la pelle è ambrata e lievemente dorata.

NANI GRIGI

nano grigio

Vengono anche chiamati Duergar, sono gli unici nani malvagi e vivono nelle viscere della terra,ancora più in profondità dei nani del sottosuolo, contro i quali spesso combattono.

Sono schivi e meno onorevoli dei loro cugini, si alleano spesso con coboldi e orchetti per attaccare i roccaforti degli altri nani, anche se il più delle volte vengono sconfitti.

Sono costretti a vivere in zone scartate dalle altre razze e le loro città sono  tristi e desolate.

Sono smunti e dalla pelle pallida, la barba e i capelli sono grigi o bianchi, ma spesso sono calvi e chi non lo è di natura si rade i capelli.

fisicamente sono più minuti degli altri nani e pesano solo 55 Kg, arrivano ad una altezza di 120 cm.

NANI DI SUPERFICIE

viso nano

Alcuni esperti pensano che siano stati scacciati dalle loro città da orhetti e draghi, opppure si siano dovuti allontanare a causa di eruzioni vulcaniche o perdite di gas naturale, altri invece credono che singoli individui allontanati per crimini abbiano intrapreso la vita in superficie.

Sono simili agli umani, alti fino a 150 cm e più minuti dei classici nani con un peso di circa 50 Kg.

La pelle è rosea e i capelli e barba sono neri; vivono meno degli altri nani, arrivando a 250 anni; sono slegati alla cultura ancestrale e si mischiano alle altre razze senza problemi, ma hanno una paura folle del buio.

I NANI E IL MONDO

nani che combattono

I nani vivendo isolati dalle altre civiltà, nel corso dei secoli hanno piegato la realtà al proprio volere. Si sono convinti di essere razza primigenia e quella più evoluta. Non si preoccupano di chi comanda o vive sulla superficie, purchè questi non disturbi la loro vita. Ai nani non importa che ci sia qualcuno al di fuori delle loro montagne: schivi e orgogliosi non amano incontrare altri che non siano nani e, se l'incontro è inevitabile, cercano di sbrigare in fretta gli affari che uniscono le diverse razze.

INDIVIDUALISMO NANESCO

NANO ROSSO

Questa razza e la loro società sono basate su una rigida lealtà e legalità; i nani sono ligi alle leggi della propria città e del proprio clan, ritengono che le regole siano fatte per essere rispettate e non infrante; conservano però una forte personalità e individualità: credono si che le regole non debbano mai essere violate, ma hanno anche idee personali ben definite, benchè difficilmente accettino di condividerle con le "razze alte". Se un nano non viene ascoltato o preso in considerazione quando esprime il proprio parere si barrica dietro a un muro di ostinato silenzio insieme a tutto il proprio disappunto.

SENTIMENTO SOTTERRANEO

UN NANO

I nani sono una razza molto riservata e malvolentieri si sbilanciano in battute, scherzi e scambi di opinione, perfino manifestare semplici emozioni è un'impresa difficile; non si insultano mai o si infastidiscono tra loro; anche con le altre razze evitano la scortesia, ma se mai dovessimo incontrare un nano è meglio non domandargli nulla delle sue ricchezze, o scherzare sulla sua razza; in caso contrario se ne ricorderà e ce lo farà pesare ogni volta che gli sarà possibile, anche se solo con una occhiataccia o aggrottando la fronte.

Molti pensano che i nani siano creature imbronciate, senza senso dell'umorismo e a cui non piace divertirsi, ma non è del tutto vero. Vedono i loro simili come compagni e mai li userebbero prendendoli in giro: ai nani piace lavorare, ed è quello il loro divertimento; questo piacere è tanto grande che non hanno bisogno dell'umorismo.

nani a tavola

 

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martedì, febbraio 27, 2007

ATLANTIDE

ATLANTIDE

Atlantide è la città dei sogni,culla ideale della civiltà e simbolo di libertà; esiste nei nostri sogni, da molto, molto tempo...

NASCE IL MITO

atlantide2

Il primo a parlarne fu il filosofo greco Platone, che visse fra il 427 e i, 347 a.C; citò la città in due sue dialoghi, il "Timeo" e il "Crizia",riportando anche una discussione avvenuta il 421 a.C. ad Atene tra Timeo, Crizia, Socrate e Emocrate.

Il testo di Platone è:

"Innanzi a quella foce stretta che si chiama Colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia messe insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte[...] in tempi posteriori[...], essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari,nel volgere di un giorno e di una brutta notte[...] tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve".

Nel primo dialogo,il "Timeo" viene narrato di come Solone, giunto in Egitto,fosse venuto a conoscenza da alcuni sacerdoti egizi di una antica battaglia avvenuta tra gli Atlantidei e gli antenati degli Ateniesi, secondo i sacerdoti Atlantide era governata da una potente monarchia, con enormi mire espansionistiche.

Situata geograficamente oltre le colonne d'Ercole Atlantide controllava politicamente l'Africa fino all'Egitto e l'Europa fino all'Italia. Durante il periodo di guerra contro gli ateniesi, un grande cataclisma fece sprofondare l'isola sotto l'Oceano,distruggendone per sempre la civiltà.

Nel dialogo successivo il "Crizia", Platone descrive più nel dettaglio la situazione geopolitica di Atlantide, datando tutto a circa novemila anni prima.Questa data però potrebbe essere errata: il sacerdote di Sais,in Egitto colui che avrebbe tramandato il racconto, potrebbe aver parlato di 9.000 "mesi" prima e non "anni". Se così fosse, tutta la storia non sarebbe collocata nel 9.399a.C. ma intorno al 1149 a.C. quando cioè, in Egitto regnava Ramses III. Storicamente questo faraone si oppose alle invasioni che provenivano dal mare.

ATLANTIDE DESCRITTA

atlantide energies

Una descrizione della città e della sua fine viene fatta nel racconto dell'amore tra il Dio Poseidone e Clito: una fanciulla di Atlantide.

Poseidone recinse la collina dove ella abitava, alternando tre zone di mare e di terra in cerchi concentrici di diverse misure, due erano fatti di terra e tre di acqua.

Al centro della città si trovava il tempio di Poseidone e Clito,lungo 250 metri e alto in proporzione, rivestito di argento al di fuori e di oricalco all'interno.

Al suo centro si ergeva una statua d'oro di Poseidone, sul suo cocchio di destrieri alati che arrivava a toccare la volta del tempio.

Anche Atlantide era gigantesca: oltre 350 km,di larghezza e oltre 540 km di lunghezza,  la pianura intorno era di 120 km.

Poseidone e Clito ebbero 10 figli, il primo del quale Atlante sarebbe stato il governatore dell'impero: colui del quale, si dice, portasse sulle spalle il peso del mondo.

Atlantide crebbe diventando una monarchia ricca e potente.

L'isola venne divisa in dieci zone governate ciascuna da uno dei figli di Poseidone e Clito e poi, dai loro discendenti.

Dopo qualche tempo a causa della convivenza con gli uomini mortali, i regnanti dell'isola cominciarono a corrompere il proprio spirito e quello che all'inizio era stato un governo saggio si trasformò in una oppressione cieca e feroce; per questo motivo Zeus fu costretto ad intervenire e per ripristinare l'ordine naturale fece sprofondare l'isola nel mare.

Anche se Plutone afferma l'autenticità di quanto scritto chiedendo la testimonianza di Solone, un poeta ateniese vissuto nel 600 a.C. e dei sacerdoti egizi, la mancanza assoluta di fonti precedenti ci porta a credere che il mito di Atlantide sia una elaborazione del filosofo.Atlantide potrebbe essere una allegoria del mondo orientale e in particolare della Persia,sconfitta e respinta dagli ateniesi a Salamina; oppure potrebbe essere un riferimento alle più antiche colture elleniche scomparse.Fra coloro che non credevano che Platone stesse raccontando un fatto storico c'era anche ilsuo allievo Aristotele.

I LUOGHI DI ATLANTIDE

atlantide 3

Ma che sia nata dalla fantasia di Platone o dal ricordo di un evento drammatico.Atlantide da sempre è legata al mito e al mistero.

La sua vicenda è così misteriosa che esistono decine di diverse ipotesi sulla sua collocazione geografica.

Platone per primo parla di un'isola grandisima oltre le colonne d'Ercole, l'attuale stretto di Gibilterra; altri studiosi però hanno formulato diverse ipotesi,alcuni si sono concentrati in America,, che infatti è un continente in mezzo all'oceano Atlantico che però ai tempi di Platone non era conosciuto, inoltre in America non risultano esserci stati cataclismi.

Esistono poi ipotesi che collocano Atlantide all'interno dell'attuale deserto del Sahara; infatti nel periodo passato potrebbe essere stato fertile e avrebbe potuto ospitare milioni di persone.

In alcune mappe geografiche risalenti 1.500 d.C. e al 1.600 d.C. esiste una strana porzione di territorio emerso dopo la Terra del Fuoco: fra l'America meridionale e l'Antartide.

Alcuni studiosi dicono che queste raffigurazioni deriverebbero da mappe molto più antiche, che in teoria non dovrebbero esistere, e che rappresentino proprio Atlantide. Secondo questi nell'estremo Sud vicino all'Antartide, un tempo la terra sarebbe stata fertile e rigogliosa permettendo così lo sviluppo di una civiltà progredita e ricca.

Una recente teoria dice che invece potrebbe essere sorta nel Mediterraneo, secondo alcuni studiosi il mito di Atlantide non sarebbe altro che la memoria deformata e ingigantita della civiltà cretese, oppure di quella minoica, che scomparvero misteriosamente nel 1.450 a.C. in circostanze poco chiare.

La causa potrebbe essere stata l'eruzione del vulcano dell'isola di Thera, l'attuale Santorini, che provocò lo sprofondamento parziale dell'isola e una serie di giganteschi terremoti.

L'esplosione di Thera secondo i geologi avrebbe propagato nel Mediterraneo un'onda anomala di circa 15 metri di altezza ad una velocità di 300 km all'ora! Nello stesso solco si inserisce anche la teoria del giornalista italiano Sergio Frau, cioè che le colonne descritte da Platone andrebbero identificate non con lo stretto di Gibilterra, ma con il canale di Sicilia.

L'isola di Atalntide sarebbe identificabile con la nostra Sardegna e il popolo che edificò i nuraghi coinciderebbe con la stirpe atlantidea. Del misterioso popolo del "Sardana" citati tra "i popoli del mare" che secondo le cronache degli antichi egizi tentarono di invadere il regno d'Egitto,si sa ancora poco,ma l'ipotesi  è molto affacinante.

GLI ALTRI CONTINENTI SCOMPARSI

ATLANTIDE DI PLATONE

Atlantide non è l'unico continente perduto descritto dagli storici e dai poeti; altre civiltà sono apparse sulla terra per poi essere spazzate via.

"Lemuria" situato fra l'Africa e l'India, ma il mistero resta fitto fitto quando si parla della civiltà "Mu": un ipotetico continente situato nell'Oceano Pacifico; venne creato da James Churchward un colonnello dell'esercito britannico in pensione.

Verso lafine del XIX secolo egli lo inventò sulla base di una traduzione risultata poi errata, di un manoscritto Maya fatta qualche anno prima dall'abatefiammingo Charles Brasseur.

Negli archivi di un tempio in  India nel secolo scorso, venne ritrovato un antico testo che raccontava di una civiltà molto antica, antecedente a tutte quelle conosciute, estremamente evoluta sia dal punto di vista scientifico che spirituale.

Questa civiltà era diffusa su tutto il pianeta e scomparve a causa di una catastrofe.

La tradizione tibetana riporta i nomi di civiltà miatiche quali "Sgsmbala" e "Shangri-la".

Testi simili furono ritrovati anche negli archivi delle civiltà precolombiane del Centro America e dell'isola di Pasqua.

UN'IPOTESI INQUIETANTE

ATLANTIDE 4

Su Atlantide e il suo mito aleggiano anche oscure supposizioni, la definizione "il triangolo delle bermude" deve la sua origine ad un giornalista di nome Vincent Gaddis che nel 1964 scrisse un articolo con questo titolo per indicare il tratto di mare conosciuto con l'apellativo di "maledetto", la sua fama risale al 1492 e se ne trova traccia sui diari di navigazione di Cristoforo Colombo.

In oltre 500 anni la verità sugli strani eventi accaduti nel triangolo non sono ancora emerse che ci sia dietro l'ombra di Atlantide?

Charles Berlitz nel suo libro "Withouth a trace", uscito in Italia come "Il trinolo delle Bermude" elenca 143 navi e aerei svaniti in quella zona di mare fornendo anche alcune ipotesi sulle sparizioni elaborate da vari studiosi di tutto il mondo.

Un altro libro "Il mistero risolto" di Lawrence David Kusche demolisce ogni congettura basandosi su un freddo razionalismo.

Parecchi ricercatori sono pronti a scommettere che sul fondo del triangolo delle Bermude riposi la mitica Atlantide.

LE ULTIME RICERCHE

atlantide 5

L'ultima supposizione dice che Atlantide si troverebbe in Spagna e più precisamente in Andalusia, questa è l'opinione dello studioso Rainer Kuchne che si avvale delle rilevazioni geografiche fatte dai satelliti e in particolare alcune ricerche fatte da Georgeos Diaz-Montexano.

Si possono notare infatti alcune somiglianze fra l'ambientazione descritta da Platone e le montagne della Sierra Nevada,inoltre sono presenti alcune ricche miniere di rame; il problema principale però è che non si tratta di un'isola e le dimensioni non coincidono.

Il mistero di Atlantide è destinato a durare ancora a lungo!

Chissà se qualche uomo del futuro riuscirà a scoprire la verità.

artlantide 6

 

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mercoledì, febbraio 21, 2007

GALADRIEL, LA DAMA DI LORIEN

Galadriel

La storia della dama di Lorien, Galadriel, si fonde con la leggenda in così tanti punti da rendere difficile capire cosa sia realtà e cosa invenzione.

volto galadriel

Alcuni raccontano che, mentre si trovava ancora a Valinor, partecipò alle rivolte dei Noldor contro la casata di Feanor in prima persona, ma si dice anche che in realtà essa vivesse serenamente con lamadre ad Alqualonde finchènon incontrò Celeborn, suo futuro sposo: quando decise di lasciare Valinor senza averne il permesso, fu bandita dai Valar e si rifugiò nella Terra di Mezzo, dove divenne la Signora di Lothlòrien.

immagine Galadriel

Nella seconda era, dopo aver sventato i piani di un Sauron che operava sotto le mentite spoglie di Annatar, le fu affidato uno dei tre anelli degli Elfi, Nenya: pare che ad esso sia legato il potere dello Specchio di Galadriel, che la Dama di Lothlòrien usò per mostrare visioni delfuturo a Frodo. 

galadriel 2

Lei e Celeborn accolsero la compagnia dell'Anello dopo la fuga degli eroi da Moria, e alla fine della Guerra dell'Anello salparono alla volta di Valinor.

galadriel 3

Galadriel respinse la tentazione dell'Unico Anello, e per questo le fu consentito di riattraversare il Grande Mare per tornare a casa.

galadriel e frodo

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giovedì, novembre 23, 2006

BELLE FANCIULLE O ANIMALI DEL BOSCO?

Arlecchina

Si è sempre creduto che le fate siano bellissime, ma non è proprio così, queste magiche creature sono composte da energia e hanno il potere di cambiare la propria forma a seconda del loro volere, il loro aspetto può cambiare anche in funzione dei pensieri di chi le guarda: possono assumere l'aspetto di bambine, di belle fanciulle oppure di donne decrepite. Se una persona incontrando una fata ha paura di lei, questa assumerà sembianze terribili, al contrario invece se si è affascinati da lei, assumerà le fattezza di una bellissima fanciulla. Alcune fate grazie al loro legame con la natura per alcuni mesi dell'anno si trasformano in animali, perdendo temporaneamente i loro poteri; se per caso un umano salva da un pericolo la fata che ha assunto l'aspetto di un animale questi avrà ottenuto la sua eterna gratitudine.  Alcune antiche leggendo dicono che le fate possono assumere le sembianze degli animali anche usando un vestito fatto di pelliccia dell'animale cui voglionbo essere;quando poi vogliono ritornare alla loro forma, si tolgono semplicemente il vestito.

DOVE TROVARLE

Devil

Una volta si pensava che il regno fatato si trovava in un'unica città e che questa si spostasse magicamente da paese in paese, ma con il tempo questa fantasia ha perso di forza. Per gli inglesi la residenza delle fate è Avalon, dove Re Artù dopo essere stato ferito venne portato da quattro regine delle fate per essere curato; la leggenda vuole che il re sia ancora lì mentre aspetta di riprendersi il suo regno. I gallesi credono invece che le fate vivano sulla penisola di Pembrokeshire una terra arida e sempre ricoperta di nebbia, sempre in Galles in uno dei molti laghi si dice che sotto la superficie dell'acqua molte persone abbiano visto torri, bastioni merlati e sentito rintocchi di campane,il lago è abitato dalle Gwragged Annwn, che fanno parte delle fate dell'acqua. Molto tempo fa, vicino al lago si apriva una piccola porta che portava a una piccola isola, le fate il primo dell'anno sceglievano delle persone da invitare per mostrare il loro meraviglioso regno fin quando una di queste persone rubò dal loro giardino un fiore. Non appena l'uomo uscì cadde svenuto e da quel giorno la porticina rimane chiusa. Anche in Italia sono state localizzate alcune zone fatate, come ad esempio in Valle D'Aosta, qui si dice che una fata bianca appaia nei prati, sulle alture e nei  boschi, impegnata a proteggere ed aiutare gli abitanti, altre fate abitano sul Monte Bianco e alcune sul Monte Rosa. A Palermo in una piazza chiamata "cortiggiu di li sette frati" durante la notte alcune persone venivano prese e portate nel regno fatato per ritornare poi il mattino dopo. Trovare la casa di una fata è comunque difficile e ancora di più incontrarne una, anche se non impossibile. Tra i rami di grandi alberi, in piccole buche, nei pozzi abbandonati, nei ruscelli e nei laghi, ma anche sopra la linea dell'orizzonte e in ogni luogo intorno a noi: questi sono i luoghi dove esse possono nascondersi. Velate da nebbie argentee o da incantesimi magici, le loro dimore sono nascoste agli occhi degli esseri umani, ma qualche volta quando non vengono nascoste le loro abitazioni appaiono come delle casupole di paglia o cumuli di pietra, questo aspetto dimesso nasconde però il  grande lusso di cui amano circondarsi. Spesso invece di nascondere i loro palazzi costruiscono le loro abitazioni sotto terra.

FATE ED ELEMENTI

Fiorellina

Le fate si raggruppano in quattro ceppi: Fate del  fuoco, fate della terra, Fate dell'aria e Fate dell'acqua.

FATE DEL FUOCO

fate del fuoco

Sono chiamate anche fate splendenti, sono tra quelle a cui bisogna stare più attenti perchè hanno un carattere mutevole e sono capricciose, se dovessimo incontrarne una non dobbiamo offenderla in nessun modo altrimenti potrebbe diventare molto ostile. Queste fate si dividono in Fiammelle e Salamandre, le fiammelle hanno la forma di piccole sfere di fuoco e possono diventare molto grandi, senza di loro non potrebbe esserci il fuoco. Le Salamandre sono agili e snelle e qualche volta prendono le fattezze di piccole lingue di fuoco o scintille. Abitano vicino ai vulcani attivi o nei deserti,ma potrebbero anche nascondersi nella fiamma  di una candela; proteggono sempre la voglia di vivere, le passioni e i grandi amori.

FATE DELLA TERRA

Campanula

Rappresentano la vitalità della terra e si impegnano a rendere compatto il terreno, regalano a chi ritengono meritevole pietre e metalli preziosi e si dividono in Driadi o Amadriadi e Lusuri. I Lusuri hanno la forma di piccoli globi di luce bianca che possono essere grandi come lucciole o più grandi di un pallone. Fanno visita a persone goffe o buffe che però sono divertenti, oppure a persone molto sensibili. Le Driadi invece sono le fate che proteggono gli alberi, le leggende diconoche ognuna di queste fate aveva un albero di cui prendersi cura e che spesso vi abitava all'inerno. La differenza tra Driadi e Amadriadi è che la sorte delle prime è legate a quella del loro albero,mentre le Amadriadi possono allontanarsene. Se siamo in un bosco e ci sentiamo spiati non dobbiano avere paura potrebbero essere queste timide fate che ci osservano,, nelcaso in cui riuscissimo a vederle, spariranno subito e ci lasceranno ai piedi una ghianda o un sassolino da tenere come portafortuna. Vivono tra le rocce, nelle buche, nella profondità del terreno, nei fiori e negli alberi; proteggono la fertilità e la famiglia.

FATE DELL'ARIA

Ariel

Sono le più evolute avendo caratteristiche fisiche che le legano a tutti gli elementi, possiedono infatti le ali per l'aria, le gambe per la terra, la brillantezza del fuoco e la fluidità dell'acqua. Presiedono alle correnti d'aria,dalla brezza agli uragani e risiedono in vetta alle montagne. Si dividono in due sottospecieSylphs e Comeles. Le prime sono anche chiamate le spose del vento, possono avere le sembianze di bellissime dame o orribili arpie prive di denti. All'inizio di ogni stagione fanno lunghe corse nel cielo facendo nascere mulinelli che originano uragani e temporali; dobbiamo stare attenti anche al oro perchè quando si arrabbiano diventano cattivissime. Le Comeles hanno influenza sulla nebbia e la foschia, amano le persone creative e si presentano loro come muse per portare l'ispirazione. Un giorno l'anno in autunno escono dalle loro case per la Sera del destino in cui si divertono con il sonno degli uomini. le fate dell'aria proteggono i bambini.

FATE DELL'ACQUA

Clochette

Le fate dell'acqua si dividono in molte sottospecie, ma ciò che le accomuna è la loro bellezza, e il fatto di vivere nei laghi, torrenti, sorgenti, mari e ovunque vi sia dell'acqua. Attirano i viandanti con la loro sensualità e i loro dolci canti. Tra le tante fate dell'acqua ci sono: Pelne, Silfidi, Ondine, Naiadi, Nereidi. Le Pelne vennero trasformate da un incantesimo in verdi colombe e rimangono sempre nelle vicinanze dei ruscelli, nel caso riuscissimo ad incontrarne una e ad inseguirla,probabilmente volerà verso le rocce, una volta raggiunte si trasformerà in una bellissima ragazza e ci darà dei preziosi consigli. Le Silfidi si vestono d'argento e la loro energia viene presa dall'alba, si nutrono di rugiada e di miele, è possibile vederle ballare sotto la pioggia e sentirle cantare, se dovessimo vederle dobbiamo ricordarci di restare nascosti,altrimenti se si accorgeranno della nostra presenza scapperanno verso il cespuglio di rose in cui abitano e spariranno alla nostra vista., inoltre dobbiamo ricordarci che queste fate attirano nell'acqua gli stranieri sgarbati e li annegano. Le Ondine vivono nel mare, negli oceani e in appartati laghi e torrenti di  montagna; prendono la forma di schiuma bianca, ma potremmo incontrarle sotto le sembianze di sirene. Nel lago di Carezza in provincia di Bolzano vivevano delle Ondine le quali dopo un temporale videro l'arcobaleno, una di queste Ondine si innamorò di lui e lo fece entrare con lei nell'acqua dove si abbracciarono e rimasero per sempre insieme; da quel giorno quell'arcobaleno lasciò scorrere nelle correnti del lago tutti i suoi colori. Le Naiadi si trovano nelle sorgenti più pure, nei laghi e nei fiumi, hanno ildono della profezia e della guarigione, sono le fate protettrici del bestiame e della vegetazione. Qualcuno dice che le Nereidi siano le cinquanta figlie di Nereo e Doride, altri le chiamano Oceanine e le credono create dal fiume Oceano che scorre sulla terra, comunque tra tutte le fate sono quelle che giocano i ruoli più importanti, due  Nereidi storiche sono: Anfitrite, la sposa di Poseidone e Calipso citata perfino da Omero; quest'ultima si innmorò di Ulisse e lo tenne con sè per sette anni lasciandolo andar via solo quando Zeus le ordinò di farlo, ma ella era così innamorata di lui che alla sua partenza morì per il  dispiacere di averlo perso.

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lunedì, ottobre 30, 2006

CREATURE VOLANTI

LIOFANTE

Il mondo della magia e dei miti è ricco di creature fantastiche e dotate di incredibili poteri: tra tutte quelle capaci di volare sono tra le più affascinanti, forse perchè sono dotate di una abilità che spesso ognuno di noi ha sognato di possedere

zampa

Spiccare un balzo,guadagnarel'azzurro delcielo,sfrecciare trale nuvole; poi scendere in picchiata, puntare sulla terra e fare fuggire i nostri nemici.

Peccato che per noi essere umani l'arte di volare rimane solo un sogno, a meno che di lanciarci con un deltaplano o imitare Icaro.

La fantasia dei poeti e degli scrittore però ci aiuta raccontandoci di esseri fatati o mostruosi che invece sono in grado di raggiungere grandi altezze.

Chiudiamo allora gli occhi e immaginiamo per un attimo di essere come loro.

IL GRIFONE

grifone

Questa creatura volante è una delle più antiche, per primo ce ne parla Erodoto, che la definisce un "mostro alato" e ci racconta della sua eterna lotta contro gli Arimaspi, esseri dotati di un solo occhio in mezzo alla fronte e alla continua ricerca dell'oro a cui i grifoni facevano la guardia.

Fu durante ilmedioevo che questo essere venne considerato ugale al demonio, ma bisogna aspettare Dante per vedere il Grifone trainare un carro: il poeta lo descrive come metà leone e metà aquila, due animali pieni di qualità e due simboli di forza e nobiltà.

IL ROC

Il roc

Per aspetto il Roc non è un animale particolare: c'è chi lo avvicina a un'aquila echi a un avvoltoio; sono invece le sue dimensionia renderlo straordinario, un uccello enorme capace di afferrare e sollevare da terra un elefante, portarlo alsuo nido e darlo in pasto ai suoi piccoli!

Il primo Roc a comparire nei racconti è quello che vede Simbad in una delle favole narrate ne Le mille e una notte; poi Marco Polo dice di averne vista una piuma portata in Cina da alcuni messaggeri.

L'IPPOGRIFO

IPPOGRIFO

Questo cavallo alato compare in molti miti; in origine l'ippogrifo era stato immaginato da Virgilio, che si chiese se fosse possibile incrociare un cavallo con un grifone, ma solo nel 500 si tornò a parlare di questo animale e a farlo fu Ludovico Ariosto che lo descrisse in ogni dettaglio.

Si tratta di un incrocio di "secondo grado", perchè nato da un cavallo e da un mostro a sua volta generato da due animali appartenenti a specie diverse (un'aquila e un leone).

ARPIA

arpia

In greco significava "coloro che saccheggiano", le arpie erano temute perchè si scagliavano in gruppo contro gli uomini; a volte, addirittura venivano inviate dagli dei per tormentare gli uomini che erano caduti in disgrazia.

L'aspetto delle arpie era terribile; il poeta Esiodo le decrive come divinità alate, dai capelli lunghi, più veloci degli uccelli, ma la loro immagine nei secoli è spesso trasformata in quella di grossi uccelli dalle zampe artigliose e dalla testa di donna.

LE RENNE VOLANTI

RENNA

Sono loro che trainano laslittadi babbo Natale lungo le rote del cielo,lanottedi Natale, trasportando i regali per tutti i bambini.

Si racconta che un potente mago abbia donato a Kris Kringle (Il nome di babbo Natale prima che cominciasse la sua carriera di portatore di doni) un corno magico, capace di  fare volare le renne che avrebbero poi trainato la slitta, oltre a donare loro una grande forza.

LA SFINGE GRECA

LA SFINGE GRECA

La sfinge greca ha un corpo strano, avendo ilpetto e la testa di donna,ali d'uccello, corpo e piedi da leone.

Essa dimorava nei pressi di Tebe e si dice avesse voce umana e che si divertiva a porre degli enigmi agli sventurati passanti: se questi non sapevano rispondere li divorava.

A mettere fine al suo regno di terrore intervenne Edipo, che riuscì a risolvere il famoso quesito: Qual'è l'animale che almattino cammina con quattro zampe,al pomeriggio con due e alla sera con tre?.

La sfinge fu così delusa dal fatto che Edipo fosse riuscito a rispondere che si gettò da una rupe.

IL DRAGO CINESE

il drago cinese
Immagine tratta da : Il
mito dei draghi e la sua origine, da oriente a occidente
.

Dotato di corna e artigli, dalla pelle squamata e con ildorso attraversato da una cresta di punte.

Secondo lacosmogonia cinese il drago sarebbe nato dallo Yang, cioè il principio maschile che rappresenta lo sviluppo, la luce, i numeri dispari eilcaldo eche ha come propri simboli lemontagne, il fuoco, l'essere umano di sesso maschile,ilcolore azzurro e il drago.

Il drago cinese viene anche chiamatolung ed ha un carattere molto più nobile d9i quelloesibito da molte specie occidentali: La sua natura è divina, lo scrittoreJorge Luis Borges lo ha definito un "angelo che è anche un leone".

Si racconta che un imperatore avesse nelle sue stalle dei draghi che utilizzava sia come animali da tiro oppure da sella.

Si racconta anche di un altroimperatore che si nutriva della loro carne e che per questo riuscì ad assicurare al proprio regno anni di grande prosperità e quando un regnante moriva, si pensava che fosse un drago a portarlo tra le stelle.

Il drago cinese è sempre stato collegato alla figura del saggio e compare nell'emblema imperiale:non per niente il suo trono veniva chiamato il trono del Drago.

Borges riporta una bella leggenda secondo la quale il pittore ChangSeng-Yu aveva appena composto un dipinto murale in cui erano stati rappresentati quattro draghi; tutti quelli che andarono a vederlo si lamentarono perchè l'artista non aveva dipinto gli occhi; punto sul vivo Chang prese i pennelli e aggiunse a due delle figure gli occhi; a quel punto dal cielo cominciarono a cadere lampi e fulmini, il muro si comnciò a sgretolare e i due grande draghi a cui era stata data la vista volarono  via, lasciando gli altri due ancora ciechi, immobili e imprigionati nel dipinto.

FENICE

FENICE

Questo animale occupa un posto molto importante, le sue origini non sono greche, ma risalgono all'antico Egitto, dove veniva chiamato Benu e rappresentavala divinità del tempo; è Erodoto a raccontrci la natura di questo strano uccello.

(Gli EGizi) Considerano sacro anche un altro uccello, che chiamano Fenice. Io però l'ho visto solo in un dipinto, perchè sembra che arrivi qui solo una volta ogni 500 anni quando muore suo padre... (Gli Egizi) raccontano cose che mi lasciano stupefatto. Esso giunge dall'Arabia, portando il corpo del padre per seppellirlo nel Tempio del Sole: prima modella un uovo fatto di mirra, poi lo scava per metterci dentro il corpo del genitore..."

Solo molti secoli dopo si racconterà che in realtà la fenice rinasce semplicemente dalle proprie ceneri.

Prima di morire la Fenice vive circa 1.461 anni per alcuni, per altri un "anno magno" equivalente a 12.994 anni terrestri!

Il ciclo di vita di una fenice in definitiva non sarebbe altro che quello dell'Universo intero, che nascerebbe e morirebbe secondo un ciclo ben definito, ogni volta ripetendosi identico.

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lunedì, settembre 25, 2006

I MAYA UNA GRANDE CIVILTA' MISTERIOSA

mappa

Un piccolo popolo sparso in un territorio poco più grande dell'Italia,nelcuore dell'Americacentrale, è statocapace di dare vita aduna civiltàche ancora oggi riesce ad affascinare pur essendo misteriosa...

scrittura maya

La civiltàMaya èmolto antica, le rtracce della presenza di questo popolopartono dal 2600 a.C,ma ilsuomomento di maggiore splendore si ebbe 3000 anni dopo, quando guadagnò la supremazia su una zona che comprendeva l'attuale Messico, il Guatemala,la zona settentrionale del Brasile e l'Honduras.

Nella loro ascesa i Maya hannoinglobato la cultura di civiltàprecedentiriuscendo ad accedere ad idee che li hanno condotti a costruire fantastiche costruzioni e a svliluppare le loro arti magiche e mitologiche. 

La storia dei Maya è legata alla continua alternanza di momenti di splendore e di declino delle loro città-stato,ognuna delle quali si sviluppò attorno ad un grande centro cerimoniale che a sua volta era circondato da grandi campi e fattorie.

A partire dal 900 d.C., queste meravigliose città cominciarono a spopolarsi e a cadere in rovina; quelle settentrionali finirono per confluire con quelle delle civiltà Tolteca.

La fine arrivò nel XVI secolo, con l'arrivo degli Spagnoli.

LO SGUARDO RIVOLTO ALLE STELLE

figura maya

I Maya avevano raggiunto una grande conoscenza del cielo e delle stelle, riuscendo a sviluppare un calendario basato su cicli di 250 e 365 giorni.

I sacerdoti Maya guardavano i movimenti del sole, dei pianeti e delle stelle per ottenere una guida che li aiutasse nel governo delle vite delle loro città.

Tutti i movimenti venivano catalogati e registrati in codici che poi servivano a costruire i loro calendari.

COME FACEVANO?

piramide maya

Ogni calcolo veniva compiuto basandosi su delle osservazioni effettuate ad occhio nudo,l'unico strumento a loro disposizione era un bastone con la punta biforcuta, con il quale puntavano i singoli corpi celesti e ne determinavano le posizioni nei vari momenti dell'anno.

ALLINEAMENTO E PALAZZI

LA RUTA MAYA

I palazzi delle loro città erano allineati in maniera precisa,così da indicare una direzione che fosse correlata con i movimenti degli astri; per esempio un osservatorio poteva essere costruito in  modo tale da fare entrare nelle sue stanze attraverso una serie di fori i raggi del sole in occasione degli equinozi.

I motivi di tanta devozione per gli allineamenti erano di origine religiosa: attraverso il passaggio della luce,  infatti si intendeva onorare gli dei.

La famosa tomba di Pacal, era costruita in modo che durante il solstizio d'invernoi raggi del sole entrassero nel tempio, colpissero la parete e quindi venissero diretti verso l'orizzonte al di là del tempio stesso; in questo modo l'intero fenomeno rappresentava la morte del sole che che scendeva nell'aldilà.

GLI DEI DEL CIELO

MURO MAYA

Il rapporto tra il cielo e le divinità era molto stretto, al punto che giunsero ad identificare i loro regnanti con il Dio Sole e questi, così come i sacerdoti, usavano indossare "gli abiti dei cieli", che erano le pelli dei giaguari le cui macchie rappresentavano le stelle.

I Maya credevano che fossero gli Dei a guidare il sole e la luna, anche durante la notte essi pensavano che i due astri continuassero a viaggiare costantemente minacciati da divinità malvagie che volevano fermare il loro cammino.

Secondo loro anche gli uomini potevano intervenire in questo disegno cosmico e aiutarei corpi celesti a sfuggire ai loro nemici.

Questo aiuto a volte si traduceva in rituali sacri piuttosto truculenti, che arrivavano anche al sacrificio umano.

IL CICLO ETERNO

oroscopo maya

Secondo i Maya il ciclo di creazione e d struzione dipendeva anche dalle azioni degli uomini: se questi avessero sempre onorato gli dei e si fossero ricordati di offrire loro gli olocausti richiesti, la vita avrebbe continuato a prosperare, altrimenti sarebbe sopraggiunta la fine del mondo.

Il loro calendario prevedeva che ogni 52 anni vi fosse un'alta possibilità che il mondo giungesse ad una fine: le forze divine e quelle del chaos si sfidavano sulla terra in una feroce battaglia che avrebbe determinato il destino degli uomini e di tutte le creature viventi.

DALLE STELLE ALLA TERRA

ARTE MAYA

Dal cielo arrivava la pioggia che rendevafecondi i campi, i quali a loro volta producevano il mais, pricncipale nutrimento dei Maya.

Per poter meritare tutto questo, ancora prima di dissodare la terra e coltivarla, i contadini dovevano digiunare e portare offerte alle divinità della terra che venivano identificate con i frutti del loro lavoro.

Il Dio del mais possedeva una forma umana e si dimostrava sempre benevolo con gli uomini, più tardi divenne Yum Kax, il "Signore delle foreste", il dio della prosperità e dell'abbondanza.

Anche i fagioli erano collegati agli Dei. risiedevano sulle montagne, dove credevano si formassero le piogge, vicino alle grotte o alle sorgenti.

Un'altra divinità molto importante era il Giaguaro che incarnava sia le forze della terra che quelle del sottosuolo.

IL DIO SERPENTE

ilmistero

Il culto del serpente trasse origine da una figura storica, quella di Quetzacoatl, conosciuto come Kukulkan,egli fu un valoroso guerriero,oltre che un capo religioso.

E'il Dio serpente ad essere ricordato come quello legato  alla tradizione dei sacrifici umani,il suo dominio fu però di breve durata; appena il gruppo che lo aveva inrodotto come divinità perse il dominio, Quetzacoatl venne dimenticato.

LE PIRAMIDI DEI MAYA

PIRAMIDE

Costruita per onorare il Serpente piumato,la piramide di Kulkulkan che sorge nell'attuale Messico è straordinaria, formata da 365 gradoni,tanti quanti sono i giorni dell'anno, A Choula si trova il Tlahchiualtepetl,la montagna fatta dall'uomo, una piramide le cui dimensioni sono tre volte quella della piramide di Cheope! I racconti dei Maya attribuiscono la costruzione a stranieri dalla pelle chiara e dalla barba lunga, secondo i racconti questi esseri misteriosi giunti dal sud riuscivano a sollevare i giganteschi massi  usando solo il suono della loro voce e scomparvero poi al nord, dopo avere insegnato agli antichi abitanti del luogo tecniche di coltivazione molto  avanzate e lasciando dietro di loro una serie di enormi edifici.

maya

Mi affascina e mi incuriosisce la civiltà dei Maya, mi piace il mistero che li circonda, forse sono davvero gli  unici che sono riusciti a vivere tra cielo e terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

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martedì, settembre 19, 2006

I NAZGUL: GLISPETTRI DELL'ANELLO

DAVEK

Un tempo valorosi re, si lasciarono corrompere dal desiderio di potere e diventarono schiavi dell'oscuro signore

tolkien

La nascita dei Nazgul è legata alla storia degli Anelli del Potere creati da Sauron. Anticamente l'oscuro Signore insegnò ai maestri fabbri degli elfi come forgiare dei potenti anelli magici e ne fece realizzare tre per i Re degli Elfi, sette per i Principi dei nani e nove per gli uomini. Per sè, ne creò uno molto potente; in grado di controllare tutti gli altri: Il suo piano era semplice: legando il potere delle diverse razze al potere del rispettivo anello magico,Sauron avrebbe potuto facilmente sconfiggerli e sottometterli. L'inganno però venne scoperto dagli elfi prima che potesse essere messo in opera, e così i Re degli elfi decisero di nascondere al sicuro i propri tre anelli. Per i sette anelli dei nani le cose andarono in modo diverso, alcuni vennero distrutti mentre altri tornarono in possesso di Sauron. I nove anelli dati agli uomini infine, donati ai nove Re Stregoni, riuscirono ad insinuarsi nello spirito di coloro che li portavano rendendoli schiavi.

IL POTERE DEGLI ANELLI

FOCUSMAG

La schiavitù dei re negromanti, non era solofisica, il potere dei nove anelli, un pò per volta cominciò a corrompere prima il loro cuore poi la loro anima trasformandoli in degli esseri sospesi fra la vita e la morte. Spettri immortali, senza un vero corpo materiale, condannati per l'eternità a soddisfare gli ordini e i desideri del loro signore. I Nazgul sono diventati i più terribili e temuti fra i servitori dell'Ombra, e vengono chiamati dai vari popoli della Terra di Mezzo con diversi nomi: gli "Spettri dell'Anello" oppure "I Nove". Pur essendo quasi invincibili temono le acque correnti e profonde, il fuoco, i sacri nomi degli Uomini e degli Elfi, come quello di "Themis" ed "Elbereth", e il giorno. Con la luce del sole, infatti, i loro poteri diminuiscono anche se sono comunque capaci di muoversi e di combattere, Pur essendo quasi completamente ciechi possiedono un olfatto finissimo che gli consente di scovare ovunque le proprie prede. Il loro corpo è composto da una nuvola di nebbia opaca e traslucida e sopra di essa i Nazgul portano cotte di maglia, elmi e lunghi mantelli con cappuccio.

CHI SONO VERAMENTE

BLACK RIDER

Non tutti i  Nazgul sono uguali davanti all'Oscuro Signore. I  nove, infatti, sono guidati dal più forte: il "Re dei Nazgul", prima di trasformarsi in un oscuro servitore di Sauron, era un valente guerriero. Sempre in guerra con  i Re di Arnor, riuscì poco per volta aconquistarne ilterritorio fino a quando, nell'anno 1974, assalì Arthedain, conquistò Fornost e scacciò tutti i Dunedain superstiti al di là delfiume Luhun.L'anno successivo sempre a Fornost, le armate di Angmar vennero sconfitte dagli elfi guidati da Cirdan e Glorfindel e da Earnur. re di Condor. Si trattò comunque di una magra soddisfazione; ormai il potere dei Dunedain, nel nord, era terminato e gli ultimi Re erano stati uccisi. I Nazgul fecero allora ritorno nella terra di Mordor in attesa del loro Signore che attendeva a Dol Gundur, nelbosco Atro. Nell'anno 2000 i Nove Spettri dell'Anello attaccarono anche il Regno dei Dunedain del sud e dopo due anni di combattimenti conquistarono la torre di Minas Ithil che divenne la temuta Minas Morgul

GLI SPETTRI

frodo e nazgul

Pur essendo dotati di grandi poteri,i Nazgul combattono utilizzando armi semplici, soprattutto spade e pugnali, per poter combattere con loro è necessario evitare di guardarli negli occhi. Le pupille rosse, nascoste nella fitta nebbia che costituisce il corpo sono capaci di pietrificare chiunque dallo spavento. Solo le armi magiche forgiate dai maestri fabbri degli elfi, contenenti la magia elfica hanno qualche possibilità di ferire i Nazgul. Sopravvivere ad uno scontro contro gli "Spettri dell'Anello" è possibile solo per gli eroi, ma anche questi devono stare molto attenti a non farsi ferire. Un qualsiasi taglio,può consentire ai Nazgul di instillare nella vittima "Il soffio nero", un avvelenamente dell'anima che porta al "congelamento" del corpo e dello spirito. La morte sopraggiunge a circa 10 giorni dal contagio. I Nove si spostano nella terra e nelcielo cavalcando grossi destrieri o mostri alati.

L'UNICO ANELLO

MONSTRES

L'anello di Sauron, nel quale il Signore Oscuro di Mordor ha infuso parte della sua potenza, è in grado di controllare e di dominare anche i restanti Anelli  del Potere. Quelli distribuiti agli altri popoli della Terra di Mezzo. Attraverso l'unico Anello,infatti, Sauron è capace di dominare la volontà di alleati e nemici: un esempio è fornito dai nove anelli degli uomini. I re potenti e ogogliosi che se ne impadronirono o a cui furono consegnati, caddero uno dopo l'altro sotto l'influenza di Sauron e ne divennero gli schiavi. Per evitare la stessa cosa, gli Elfi nascosero i loro tre anelli e fecero in modo che non fossero mai contaminati dal potere di Sauron. Elrond, Galadriel e Cirdan, che ne erano  i portatori, usarono il loro potere per proteggere il loro popolo dal nemico, consapevoli però che il loro destino era legato a quello dell'Anello Dominante, e che  la distruzione di quest'ultimo avrebbe fatto svanire tutto ciò che essi avevano creato. I Nani dal canto loro, si opposero a Sauron con tutte le loro forze, ma la brama di ricchezze e di tesori nascosti li spinse a cadere in trappole e imboscate. Dei loro sette anelli quattro furono distrutti dal fuoco dei Draghi e perduti per sempre, mentre i restanti tre furono recuperati da Sauron, compreso quello appartenente alla linea di Durin da cui discendeva anche Gimli.

naxgul

NOME: Nazgul

RAZZA: spettri dell'Anello

ETA': circa 5000 anni

ALTEZZA: quasi due metri

ARMA PREFERITA: spade maledette

RESIDENZA:Minas Morgul

STORIA: Erano i principali emissari di Sauron nella Terra di Mezzo: durante la terza era, dal reame di Angmar,contribuirono alla caduta del regno di Arnor.  Al tempo della ricostruzione di Barad-dur, si stabilirono  a Minas Morgul, al confine occidentale di Mordor. Attirati dall'Unico Anello,diedero la caccia a Frodo e ai suoi compagni sotto forma di cavalieri Neri. Dopo essere stati travolti dalle acque del fiume di Gran Burrone, persero le loro cavalcature e ritornarono in sella a enormi bestie alate. Il signore dei Nazgul, il più potente dei Nove, era detto anche Re degli Stregoni: si diceva che nessun uomo vivente avrebbe mai potuto sconfiggerlo e, in effetti, venne ucciso davanti alle porte di MinasTirith da una donna e da un hobbit: Eowyn e Merry.

cavallo di nazgul

Tre anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende, sette ai principi dei nani nelle lor rocche di pietra, nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende, uno per l'oscuro sire chiuso nella reggia tetra nella terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.

Un Anello per domarli, Un anello per trovarli, Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli, nella terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende.

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martedì, settembre 12, 2006

PIRATI

ORLANDO BLOOM

I  terribili pirati riescono a conquistare la fantasia di tutti con le loro terribili navi e le loro scorribande, sono il terrore dei mari.

La storia della pirateria è affascinante ed io vi racconterò qualcosa.

BUCANIERI

mappa

I bucanieri sonoun gruppo di pirati che nel 1600 navigavano i mari dei caraibi,utilizzando come base l'isola Espanola nelle Antille; all'inizio si trattava di taglialegna e cacciatori che arrotondavano dando la caccia alle navi che si trovavano a navigare da quelle parti.

veliero pirata

Quando però laSpagna decise di eliminarli, furono costretti a riparare all'isola di Tortuga e fu solo allora che divennero Pirati sul serio.

isola di tortuga

Il termine bucaniere deriva dal francese boucan ed indica una graticola per la carne.

velieri

Tra i bucanieri più famosi spiccano:

Francesco Nau,detto l'Olonese

francesco nau

Bartolomeo il Portoghese

pirata

Rock il Brasiliano. 

rock il brasiliano

CORSARI

NAVE CORSARA

Il XVII secolo fu quello di maggior attività dei corsari; essi erano pirati a tutti gli effetti, solo al servizio di un governo che li assoldava per danneggiare le navi mercantili delle nazioni nemiche.

corsari delle bermude

In cambio di una parte del bottino il corsaro riceveva una bandiera e un "lettera di corsa"; in origine era un'autorizzazione ufficiale che il sovrano concedeva ad una nave mercantile ad attaccare a sua volta navi nemiche nel caso il carico trasportato avesse subito danni o fosse stato rubato; in seguito divenne un modo per giustificare le azioni di brigantaggio compiute ai danni delle navi nemiche.

corsari in battaglia

Tra i corsari più famosi:

Sir Francis Drake

sir francis drake

Henry Morgan

henry morgan

Entrambi diventati celebri per le loro azioni contro le navi spagnole cariche d'oro e di dobloni dirette dall'America alla Spagna

IL TESORO DEI PIRATI

TESORO DEI PIRATI

Quando non spendevano tutto l'oro accumulato con le loro scorrerie, i pirati usavano nasconderloda qualche parte sicura; di solitosi trattava di un'isola sperduta,

isola deltesoro

Esistono moltissime leggende relative a incredibili tesori sepolti e poi dimenticati e in molte si menziona l'esistenza di una mappa che potrebbe guidare chi avesse lafortuna di possederla verso enormi ricchezze.

mappa

Il più famoso bottino è quello nascosto nell'isola di Coco nella Columbia Britannica; il tesoro, conosciuto anche con il nome di "bottino di lima", era stato imbarcato nel 1820 sul brigantino inglese Mary Dear: tra gli oggetti preziosi, c'era una statua d'oro e incastonata di pietre preziose.

isola di coco

Il capitano Thompson non riuscì a resistere alla tentazione: fece uccidere le guardie che vegliavano sul tesoro e fece rotta sull'isola di Coco, dove lo seppellirono,quando lasciarono l'isola però,la loro nave venne catturata dagli Spagnoli,l'intero equipaggio venne impiccato; solo il capitano fu risparmiato a condizione che rivelasse il luogo dove era stato seppellito il tesoro.

costume pirata

Thompson riuscì a sfuggire agli spagnoli, attese il passaggio di una nave in cerca di rifornimenti e tornò alla vecchia vita; da allora moltissimi avventurieri hanno cercato di recuperare l'oro, ma  solo nel 1932 in una insenatura dell'isola, alcuni esploratori belgi riuscirono a rinvenire la famosa statua, molti reperti mancano  all'appello e Coco rimane una meta previlegiata per cacciatori di tesori: nel 1996 con i suoi potenti mezzi la NASA  ha scoperto tre depositi d'oro di cui due sulla terra ferma e uno sommerso.

BARBANERA

BARBANERA

Tra tutti i pirati diventati famosi Barbanera è quello più conosciuto; la sua vera identità rimane ancora oggi sconosciuta, visto che nel corso della sua vita usò almeno 14 cognomi diversi (tanti quante le mogli che ebbe),anche se sembra che il suo nome ufficiale fosse Edward Teach.

La sua attività di pirata durò solo due anni,masi rivelò talmente feroce e spietata da passare alla storia come uno dei pirati più crudeli.

Anche il suo aspetto era terribile: si dice che usasse mettere tra i capelli dei pezzi di miccia accesa, così che da sotto il suo cappello fuoriuscisse del fumo che finiva per avvolgere tutta la sua figura.

Molti erano convinti che si trattasse del demonio in persona!

Un'altra tremenda caratteristica riguardava le sue armi: infatti usava portare addosso sei pistole, infilate in una cinghia che portava a tracolla.

Ogni arma poteva sparare un solo colpo, in questo modo poteva spararne sei senza ricaricare, la sua bevanda preferita era un miscuglio di rum e polvere da sparo e la sua barba era lunga a tal punto che doveva essere attorcigliata attorno alle orecchie.

Anche la sua morte è avvolta nella leggenda e avvenne nel 1718, presso la baia di Ocracoke,dove il tenente Maynard,della marina inglese riuscì ad ucciderlo al termine di un terribile duello.

Prima di morire si racconta che Barbanera subì 25 ferite, di cui 5 ad opera di armi da fuoco.

LA MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA

la maledizione dellaprimaluna

I libri e i film dedicati ai pirati sono moltissimi, ricordiamo Emilio Salgari, un autore che nelcorsodellasua vita scrisse più di 200 romanzi, tra i quali spiccano quelli del ciclo dei Corsari delle Antille,quello dei corsari delle Bermude e soprattutto quello dei pirati della Malesia con il mitico Sandokan!

sandokan

Tra i film più recenti invece una menzione specialemerita "La maledizione della prima luna",il protagonista è Jack Sparrow, un pirata all'apparenza completamente squilibrato, ma che riesce sempre a togliersi dai guai anche se a volte la situazione sembra disperata.

Jack viene catturato dagli inglesi i quali stanno cercandodi eliminare la pirateria dai mari dei Caraibi, a sua volta il pirata sta cercando di recuperare la sua nave, "la perla nera",che il suosecondo, l'infido Barbossa,gli ha rubato, insieme al suo equipaggio.

Il destino però, a sua volta ha giocato un brutto tiro agli ammutinati: il loro bottino è maledetto,li ha tramutati in esseri non morti,incapaci di godere del calore della vita ma anche invulnerabili e quasi immortali: solo la luce della luna è capace di rivelare laloro natura. 

Barbossa però non ha fatto i conti con l'intelligenza e la determinazione di Sparrow e del suo amicoWill, figlio di un suo vecchio compagno di scorribande.

LE LEGGI DEI PIRATI

teschio

Sulla nave dei pirati regnava un rigido regolamento e per farlo osservare il capitano non esitava a ricorrere a misure drastiche, punendo ogni piccola infrazione.

La loro vita era appesa ad un sottile filo e l'unica possibilità di sopravvivere era legata all'efficienza dell'equipaggio; tutto doveva funzionare alla perfezione.

Le decisione venivano prese tutti insieme, compresa l'elezione del capitano, per decidere la quale ogni uomo, mozzi compresi aveva diritto ad esprimere un voto.

Il bottino veniva diviso in parti uguali,con l'eccezione del capitano, a cui spettavano due parti, e del nostromo che ne guadagnava una e mezzo.

Oltre al voto ogni uomo aveva il diritto ad attingere alle provviste di cibo quanto più fresche possibili e a una certa quantità di liquore; nessuno però poteva giocare a carte o a dadi per denarofino a quando rimaneva sulla nave.

Le luci dovevano essere spente alle otto; le armi dovevano essere sempre pronte all'uso ed era proibito fare salire sulla nave donne o bambini.

Chi disertava la battaglia veniva punito con la morte oppure abbandonato in mare aperto.

ALLARMI: PIRATA IN VISTA!

Terribili predoni del mare i pirati erano temuti soprattutto quandoscendevano a terra:dopo mesi trascorsi in mezzo al mare; raggiungevano i porti decisi a godersi la libertà; si recavano subito nelle locande, cominciavano a bere e mangiare e soprattutto a giocare.

Le giornate al porto però non erano solo dedicate al divertimento,dovevano anche riparare la nave e le vele e organizzare l'imminente partenza.

GIOVANNI DA VERAZZANO UN PIRATA ITALIANO

GIOVANNI DA VERAZZANO

Anche gli italiani hanno avuto il loro pirata,anche se Giovanni si distinse soprattutto come esploratore.

Nato in Val di Greve, vicino a Firenze intorno al 1485, appena raggiunta la maggiore età si trasferì in Normandia e cominciò a viaggiare lungo il Mediterraneo fino a quando venne invitato da Francesco I, re di Francia,a trovare una nuova rotta per raggiungere l'Oceano Pacifico, così, con una sola caravella e 50 uomini di equipaggio, cominciò un lungo viaggio che lo portò fino alle coste della Carolina del Nord, il regno di Barbanera!

Il suo viaggiò continuò costeggiando i marini del continente americano fino a portarlo alla baia di New York, quindi nel Maine e infine a casa, in Francia.

Durante il suo lungo pellegrinaggio, ebbe modo di venire a contatto con le popolazioni locali e registrare molte osservazioni geografiche, alcune delle quali si rivelano sbagliate.

Alla fine, venne catturato dagli Spagnoli, accusato di essere un pirata,arrestato e condannato a morte.

La sentenza fu eseguita a Cadice, in Spagna.

 

 

 

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mercoledì, luglio 26, 2006

MERLINO, IL PRIMO DEI MAGHI

MAGO MERLINO

Chi non conosce Mago Merlino? Ha bisogno di pochissime presentazioni; chi non ha mai sentito parlare della sua potente magia?

Eppure molti sono gli aspetti oscuri della sua storia che lasciano stupiti e affascinati, Gio si racconta vi dirà tutto quello che sa di lui, alcune cose dovevano rimanere segrete, ma non riesco a tenerle solo per me...

LE ORIGINI DEL MAGO

STATUA MERLINO

Di solito la figura di Mago Merlino viene associata a re Artù, ma di questo personaggio si comincia a parlare molto prima, quando Goeffrey di Monmounth divulgò la traduzione in latino di un libro gallese nel quale si menzionava il famoso mago.

spada nella roccia

Nello stesso periodo (1130 dopo Cristo), lo scrittore tradusse anche "La profezia di Merlino", in cui il personaggio ci viene presentato come un bimbo di nove anni, vissuto nella Britannia intorno al V secolo d.C. e dotato di incredibili poteri, nel testo si avanza anche l'ipotesi che ilpadre sia un demone,mentre lamadre una principessa reale!

costume mago merlino

Nonappena scoperta lasua natura,i saggi di corte riuscirono a scongiurare l'influsso malefico derivato da quella paternità,mentre il bimbo ha conservato i suoi poteri.

castello mago merlino

Un'altra versione racconta invece che il padre fosse un angelo;  tra le leggende che riporta Manmouth spicca quella che lo vede capace di profetizzare fin da bambino il futuro della Britannia, fu per questo che venne descritto  come il consigliere prima di Uther Pendragon, quindi di suo figlio Arthur (Artù).

Anacleto

In realtàMerlino segue l'educazione di Artù solo fino al momento della sua incoronazione, per poi scomparire per sempre

MAGO E GUERRIERO

VOLTO MAGO

Merlino non è solo un essere dotato di poteri, ma anche un grande guerriero, nell'antichità la forza fisica e quella magica erano collegate anche perchè entrambe venivano utilizzate in occasionio di guerre e battaglie.

pupazzo

Merlino era un Druido, cioè un uomo sapiente e conoscitore dell'arte, della poesia, della musica,oppure veggente, indovino, guaritore, esperto di diritto... insomma un saggio!La figura del Druido era molto importante tra i Celti che il re non prendeva nessuna decisione prima di averlo consultato.

MERLINO E ARTU'

IL MAGO DI AVALON

Tra il mago e il giovane Artù si instaura un rapporto molto stretto; Merlino conosce il fututo che attende il ragazzo e decide quindi aiutarlo tuttavia Merlino (nome originale Myrdin) da alcuni viene dipinto come una specie di demone.

UNA STORIA IMMORTALE

merlin

Secondo la leggenda Artù sarebbe stato il figlio illegittimo di Pendragon, re di Bretagna, e di Ygerne, la moglie del duca di Cornovaglia; non pèotendo essere riconosciuto dai suoi genitori egli cresce ignaro delle sue origini fino a sedici anni, quando si trovò a partecipare ad un torneo molto particolare.

pugnale di merlino

LaGran Bretagna si trovava senza re, Pendragon era morto senza lasciare eredi legittimi, quindi per evitare liti tra pretendenti al trono e mantenere l'ordine, fu deciso che colui che si fosse dimostrato in grado di estrarre la spada dalla roccia in cui era stata infissa, quello avrebbe meritato la corona.

pugnle del mago

Da tutta la Bretagna e le regioni confinanti giunsero cavalieri e nobili,ma nessuno riuscì a superare la prova: la spada sembrava essere saldata; alla fine si fece avanti Artù, all'epoca un semplice scudiero, il quale riuscì ad estrarla senza alcuna fatica; tutti rimasero stupiti tranne Merlino che sapeva già dellevere originidi quel giovane e da allora si occupò dellasua educazione, rimase sempre al suo fiancocome consigliere ed amico guidandone i passi e il destino.

semola emago merlino

Artù decise di creare la tavola rotonda: in un luogo segreto.i più grandi cavalieri del regno si riunivano attorno ad un grande tavolo circolare e lì parlavano e ricevevano gli ordini del re.

il mago

Oltre a difendere la Bretagna questi eroi avevano una missionemolto particolare da compiere: la ricerca del "Santo Graal", un prodigioso calice in grado di donare l'immortalità a chi vi avesse bevuto; Artù e i suoi cavalieri speravano di poterlo utilizzare per salvare il loro popolo ed ottenere la pace.

mago rosa

Nonostante i trionfi e le vittorie re Artù non potè evitare che il suo regno crollasse sotto gli attacchi dei Sassoni; una voltamorto, il suo corpo venne trasportato dalla sua sorellastra Morgana nell'isola di Avalon, il paradiso dei Celti, e lì attende, dormendo, il tempo del risveglio.

LA FINE DI MERLINO?

IL MAGO MERLINO

Ilracconto epico nonriserva a Merlino una fine degna del suo nome; innamoratosi della iovane Viviane, decide di confidarle i suoi segreti, rivelandole anche l'incantesimo dell'imprigionamento eterno,contro ilquale nessun essere vivente,compreso lo stesso Merlino, avrebbe potuto fare nulla.

ilmito

Viviane utilizzò questo incantesimo proprio contro di lui, relegandolo per sempre nella fortezza di Broceliande; il suo spirito però ancora attende chi lo libererà dalla prigione in cui è confinato (sarà forse uno dei folletti di Giò a farlo?)

MERLINO E I SUOI FRATELLI

MAGO SERIO

La leggenda di Re Artù ha ispirato molto autori e sia nella  letteratura che nel cinema la figura di Merlinoèstata ripresa e rielaborata in vari modi, anche se l'episodio del suoinnamoramento non viene quasi mai menzionato e viene sempredescritto solo come un mago saggio e sapiente.

miniatura

Tra tanti esempi ce ne sono almeno due noti a tutti, Gandalf potrebbe davvero essere considerato ilcugino di Mago Merlino, tanta è la somiglianza fisica tra i due.

gandalf

Egli è il precettore, la guida, ed il protettore della Compagnia dell'anello, così come Aragorn e Frodopossono essere considerati gli Artù della storia che li vede protagonisti e laloro missione consiste nel gettare l'Unico anello nel Monte Fato.

obi wan kenobi

Obi Wan Kenobi, Yoda e i maestri jedisono invece dei Merlino in versione fantascientifica: sono le guide dei valorosi cavalieri jedi.

UN'ALTRA LEGGENDA

MERLINO E uTHER

Esiste un racconto nel quale il mago è un re del Galles meridionale che combatte a fianco di Parsifal: nel corsodi una battaglia Merlino assiste alla morte di tre fratelli.

merlino

Impazzito dal dolore, senza memoria si ritira in una foresta dove comincia a vivere come un animale,mantenendo peròildono della preveggenza; impara addirittura a comunicare con gli animali e con gli spiriti della natura.

spada

Infine,recupera la memoria e la ragione bevendo l'acqua miracolosa di una sorgente, ma preferisce rimanere nella forests per non dover assistere alla devastazione della guerra; allora Ganieda (sua sorella) costruisce per lui un palazzo enorme,con 70 porte e 70 finestre.

 

 

 

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