BACIO BLU |
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martedì, maggio 13, 2008
ORTONE E IL MONDO DEI CHI
Gil, Giò il piccolo Ruben e Chicca lo scorso sabato sono andati a vedere questo film e si sono divertiti tantissimo...
Un mattino qualsiasi in un giorno apparentemente come gli altri Ortone l'elefante si sta trastullando in acqua nella giungla di Nullo, quando all'improvviso sente un grido di aiuto molto debole che proviene da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell'aria.
Siccome egli è molto generoso e disponibile soprattutto verso i più deboli,raggiunge il piccolo granello e scopre che su quel puntino adagiato su un trifoglio in fiore vive la città di CHI NON SO,abitata dai microscopici CHI.
Al primo cittadino della città il SINDA-CHI spaventato dalle cose strane che accadono negli ultimi tempi Ortone promette che metterà in salvo la città. E l'avventura comincia; il povero elefante dovrà fin dal principio combattere contro la terribilissima cangura che vedendolo parlare con un fiore, lo crede matto e farà di tutto per rubargli il trifoglio e fargli fare una brutta fine...
Il film di animazione è tratto da un classico per bambino scritto da THEODOR SEUSS GEISEL(1904-1991) conosciuto come DR. SEUSS,autore di più di 40 opere per bambini che hanno venduto moltissime copie, Ortone e i piccoli Chi è stato pubblicato per la prima volta nel 1954.
Il film è raccontato tutto in rima ed è la storia delle difficoltà che l'animale più grande della giungla dovrà affrontare per salvare degli esseri molto più piccoli di lui convinto che: UNA PERSONA E' SEMPRE UNA PERSONA, NON IMPORTA QUANTO SIA PICCOLA.
I registi Jimmy Hayward e Steve Martino sono stati capaci di creare un film dolce, tenero e divertente
Un film che insegna a grandi e piccini che ogni essere vivente è importante grande o piccolo che sia e che ognuno ha un suo mondo che deve essere rispettato perchè esiste anche ciò che non si sente, non si vede e non si tocca.
ORTONE E I PICCOLI CHI
Era il quindici maggio nella giungla di Nullo,mentrefuori si bolle e nell'acqua è un trastullo,lui si sciacqua... e si crogiola nelle gioie giunglevoli...
Quando Ortone l'elefante sente un suon dei più fievoli.
Perciò Ortone si ferma. E con gli occhi va alsuono. "Questa è bella!" lui pensa "Io non vedo nessuno!" Malo sente di nuovo. Un lamento minuto come fa un esserino quando chiede un aiuto.
"Io ti aiuto" fa Ortone. "Ma... dove sei? Chi sei te?" E poi guarda e riguarda.Ma non vede alcunchè. Solo un grano di polvere che svolazza nel ciel.
"Questa..." mormora Ortone" Mai sentito parlare di un granellodi polvere che sa pure gridare! Sai che penso?... Qualcuno ci deve esser per forza proprio in cima al granello,proprio sopra la scorza! Una mini creatura come non si è mai vista, così tanto piccina da sfuggirmi alla vista...
....Un povero scricciolo tremante e allarmato perchè già si vede morire annegato! Io devo salvarlo. Perchè questo penso, ognuno è importante, sia piccolo o immenso".
E con le movenze gentili ed attente la grande proboscide ora tende, il grano di polvere solleva al sicuro infine lo appoggia su un trifoglio maturo.
"Hampf!" Chi hampfa è un'odiosa cangura e hampfa la piccola sua, addirittura! "Se è men di uno spillo quel mini granello! Ci vedi qualcuno?... Ma hai perso il cervello!"
E Ortone: "Credi a me, puoi fidarti, lo sai le mie orecchie son fini enon sbagliano mai. Io lo so che laggiù c'è qualcuno. E per me ce n'èanche più d'uno,forse due, forse tre. Forse... un'intera famiglia, anche questo mi attendo, papà e mamma con piccoli che già stanno crescendo. Per questo ti prego" fa Ortone "e ti imploro: non recare disturbo, non dar noia a loro." "Sei matto!" lo deride l'odiosa cangura. "Matto!" le fa eco la mini creatura. "Sei lo sciocco più sciocco della Giungla di Nullo!" Poi i canguri si tuffano e si danno al trastullo. "Si tuffatevi, bravi!" dice Ortone arrabbiato. "Io non voglio veder quel granello annegato! Io li voglio proteggere. Perchè sono più grande." Estirpò quel trifoglio e poi via... sulle gambe!
Di liana in liana la notizia è in cammino: "Sai che Ortone ora parla con un grano piccino? Quello è fuori di testa! E' davvero impazzito!" Mentre Ortone cammina già da un'ora impaurito. "Cosa faccio? Lo poso? lui si chiede allarmato. "Se lo faccio il granello sarà certo sciupato. Non lo lascio.Non voglio! Perchè questo io penso, che ognuno è importante,sia piccolo o immenso." Aun tratto fa stop sbigottito. Una voce dalgrano ha sentito! "Più forte, ti prego,sennò non ti sento!" fa Ortone al granello, ascoltando più attento. "Mio amico" fa la voce "sei stato eccellente. Hai dato il tuo aiuto a me e alla gente. Le case hai salvato per noi da disastri, le chiese, i negozi, dai tetti ai pilastri." "Vuoi dire..." fa Ortone "che lì avete anche case?" "Si" strilla la voce "e molte altre cose! Lo so non mi vedi, nemmeno a fatica, ma io sono il sindaco di una città amica. A te paion briciole inostri edifici ma a noi sembran grandi, ci stiamo felici. Chissà è la città e Chi ci chiamiamo e tutti noi Chi a te grazie diciamo." E Ortone risponde alSindaco Chi: "Non avere paura non vi lascerò qui!" Non ha ancora finito di parlare commosso che tre scimmie dall'alto gli si buttano addosso! I fratelli Macachi vanno urlando: "Alè! Alè! Questo Ortone che parla con un Chi che non c'è! Non esistono i Chi! Ed un sindaco poi!... Ora basta con queste sciocchezze ci annoi!"
Il trifoglio gli prendono. E lo portano via e lo danno a un'aquila fortee veloce a volare, loro chiedono: "Scusa, ce ne puoi sbarazzare?" E,prima che Ortone possa muovere un pelo, con il grano nel becco sfreccia l'aquila in cielo.
Fino al sol del tramonto, per l'intera nottata quell'uccello scorrazza per larotta stellata, mentre Ortone lo insegue, tra sospiri e lamenti, con le ossa malconce per i massi cadenti, ed implora: "Non farlo, i miei amici li sbandi, han diritto di esistere quanto noi, chen siamgrandi!" Ma lasciandolo indietro, Razzia vola a diritto e gli grida beffarda: "Chiudi il becco, stai zitto! Volerò fino all'alba. Non mi stanco e domani ti nascon do il graanello dove mai tu lo stani!" E alle 6,51 il progetto si avvera. In un orrido posto lo nascose e fu fiera. Mollò giù da quel becco a casaccio il trifoglio tra mille altri su un prato, fioriti e in germoglio. "Ora trovalo!" ghigna "Se ti riesce... non credo!" E virando la coda da lui prese congedo.
"Li trovo!" grida Ortone "I miei amici li trovo! Li devo trovareo di qui non mi muovo!" E tutti i trifogli con cura, uno ad uno, lui scruta e setaccia, "Siete qui?" fa a ciascuno ma ad ogni trifoglio, uno ad uno ha la prova che quello che cerca ancora non trova. A mezzodì è sfatto il povero Ortone, ne ha scrutati setacciati,ammassati un milione. E continua così senza mai interruzzione... Alla fine li trova! Dopo il terzo milione! "Ehi amici!" grida Ortone "Come va? Come state? Tutto bene? Tutti interi? Tutto a posto? Parlate!" Dal granello ora il sindaco fa sentir la sua voce: "Che brutti momenti abbiamo passato! E quando l'uccello poi giù ci ha mollato ci ha dato una scossa che sentiamo ancora e ogni orologio si è fermato a quell'ora. Teiere in frantumi,le sdraio sdraiate, le ruote di bici son tutte acciaccate. Per questo ti supplico" fa il sindaco a Ortone "mentre noi restauriamo ci dai protezione?" "Ma certo che avete la mia protezione! Miei piccoli amici, qui fuori c'è Ortone!"
"Hampf!" hampfa una voce! "Son quasi due giorni che corri ed insisti e parli con chi non c'è, non esiste. Un modo di fare non certo da Giungla! Ed è proprio inutile che altro ti aggiunga! E se son qui è per dirti arrabbiata che del tuo giochino mi sono stufata!" "Anch'io!" fa la piccola al marsupio affacciata.
"E grazie ai Fratelli Macachi e a dozzine di Zii e Zie e di Maca-Cugine, e ogni Maca-Parente, diretto e acquisito, stai per esser legato in gabbia spedito! Il tuo grano di polvere... ah ah! Vedi là il pentolone? Dentro l'olio di Frizz friggerà a perfezione!"
"Lo friggete?..." balza Ortone! "Non potete! ci son tante persone! Vi daranno la prova se ne avranno occasione!" Chiama Ortone "Signor Sindaco! Per carità Devi darela prova chevoi siete là! Chiama tutti a raccolta! Fai venir tutti fuori! Ogni Chi lanci un grido! Ogni Chi a far rumori! Ogni Chi a squarciagola! Altrimenti ogni Chi finirà fritto in fretta dentro l'olio di Frizz!" E giù dentro al granello, nella piazza Chissà, il minuscolo Sindaco radunati li ha già. E il suo popolo strilla. Sono grida impaurite: "Siamo qui! Siamo qui! Siamo qui! Ci sentite?" L'elefante sorride: "Questo è come un barrito. Son sicuro, canguri che lo avete sentito." "Solo un soffio di brezza" la canguraè stizzita "e un frusciare di vento, solo questo io ho udito! Nessun suono di voci. Neanche tu l'hai sentito." "Nemmen'io!" fa lapiccola dal marsupio sortita Poi urlarono: "Questo stupido in gabbia portate! Commetri di fune la sua pancia legate! Serratequei nodi chelo tengano strizz! Eaffondate il granello dentro il succo di Frizz!"
Con la forza ed il vigore si dibatte ora Ortone, ma la banda Macaca era un vero plotone. Lo picchiarono! Bistrattarono! Lo tirarono dentro! Ma lui grida al suo Sindaco anche in questo momento:"Non vi date per vinti! Io vi credo e poi penso che ognuno è importante, sia piccolo o immenso! E voi, così mininmi, voi non morirete se fate sentire a lor che ci siete! E allora forza i polmoni spremete!" Il sindaco batte il tam tam con passione e ognuno a Chissà fa una gran confusione, e batton le pentole! Padelle e posate! I secchi del sudicio! Lattine già usate! Soffiando i bazuca, squillando trombetti, spremendo chi i flauti e chi i clarinetti! In citta corre il sindaco, da levante a ponente. Ogni Chi del suo meglio sembra far veramente. C'èchi berciaechi sbraita! Chi ruggisce e chi trilla! Manon bastano ancora queste altissime strilla! Deve avere qualcuno che rafforzi il baccano. E setaccia ogni casa! E ispeziona ogni piano! Mentre pensache ormai dapperttutto ha cercato, e si appresta a mollare con il cuor disperato, si ritrova ad un tratto adaprire il portone che nascondequalcuno chefa il fannullone! Nel Budel-Condominio, al G-12,oh no! Un minuscolo essere, che si chiama Giò-Giò non fa nulla,ma gioca, giocacon lo Yo-Yo! Non fa un suono! Nè un pio! Nè uno schiocco! ed il Sindaco si lancia ed afferra lo sciocco! Poi col giovane sale sulla torre Eiffelbera: "La cittàsta vivendo lasua ora più nera! L'ora in cui ogni Chi,il cui sangue sia rosso, va in aiuto alla patria!" econcludecommosso. "Dobbiamfareun rumore ancor più roboante! Perciò grida, ragazzo! Ogni voce è importante!"
Così disse làinalto. E salito,Giò-Giò si schiarisce la voce e poi grida il suo"Oh!" Quell"oH...!" Così piccolo, ma in aggiunta bastò! Finalmente! Evviva! Infin da quel grano quelle voci si udirono! Da vicino e lontano! L'elefante sorrise. "Ora è chiaro io spero! Hanno dato la prova che ci sono davvero. E se sono minuscoli, questo non cambia niente, è riuscito il più piccolo a salvar la sua gente!" "E' vero!" disse mamma cangura. "E, d'ora in poi, cercherò addirittura... d'ora in poi li proteggo, lo farò insieme a te!" E la minicangura: "Vale anche per me! Dal sole d'estate, dai freddi più intensi io voglio proteggerli, sian piccoli o immensi!"
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:37 |permalink | commenti (7) | categoria:cinema | Torna su martedì, giugno 05, 2007
PIRATI DEI CARAIBI AI CONFINI DEL MONDO
Nessuna causa è persa fino a che ci sarà un solo folle a combattere per essa. WILL TURNER
Un tiranno ha ordinato che tutti i pirati vengano impiccati, uomini,donne e bambini; non deve restare vivo nessuno... Questo è l'inizio del film...
Will, Elizabeth e il capitano Barbossa si recano a Singapore per allearsi a Sao Feng noto pirata cinese, Will vuole uccidere Davy Jones e riportare il padre alla vita,mentre invece Elizabeth e Barbossa vogliono raggiungere Jack Sparrow ai confini del mondo e liberarlo dalla maledizione di Jones.
Da questo momento in poi la trama diventa pressochè inesistente, un gruppo di persone che combatte battaglie spettacolari e nel loro cammino incontra degli aiutanti che per tutta la durata del film non fanno altro che prendere accordi segreti tra di loro cercando di tradirsi a vicenda... questo è quello che ho capito,cioè quasi nulla.
Gli effetti speciali sono molto belli, come i costumi e la fotografia,ma purtroppo la trama è piena di situazioni e personaggi che muoiono e ritornano e non si capisce il perchè; comunque sia Johnny Depp è un grande e vale la pena andarlo a vedere solo per lui; i suoi tic e il suo sguardo stralunato ti fanno morire dal ridere.
Non ne consiglio la visione a chi non ha visto l'uno e il due; io non ho capito molto avendoli visti, quindi non posso immaginare cosa possa capire chi dei primi due non ne conosce l'esistenza.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:36 |permalink | commenti (7) | categoria:cinema | Torna su mercoledì, aprile 18, 2007
UN PONTE PER TERABITHIA
CHIUDI GLI OCCHI E TIENI BEN APERTA LA MENTE
I DUE NEL LORO MONDO SONO IL RE E LA REGINA
NULLA E' PERDUTO FINCHE' SI CONTINUERA' A CREDERE IN SE STESSI
INVENTARE NON E' MENTIRE
Un ponte per Terabithia è tratto da un romanzo per ragazzi che Catherine Paterson scrisse nel 1976 per aiutare il figlio a superare un grande dolore.
Jess e Leslie sono due ragazzini di undici anni,compagni di scuola e vicini di casa; Jess ama il disegno e la pittura vive in una famiglia numerosa dove mamma e papà sono sempre alle prese con i conti da far quadrare per arrivare alla fine del mese; abita in una casa povera e triste ed è considerato da tutti uno sfigato e per questo viene deriso e sbeffeggiato dai compagni, la sua unica possibilità di farsi valere è la corsa,ma alla prima gara di inizio scuola viene battuto da Leslie, una nuova arrivata figlia di una stravagante coppia di scrittori che vive in una casa che ha le pareti dipinte d'oro per accogliere la luce del sole; sa scrivere ed immaginare, però anche lei non molto amata dai compagni perchè considerata un pochetto strana, non ha nemmeno la televisione!!!! (Neanche io ce l'ho)...
Tra i due ragazzini nasce una profonda e magica amicizia fondano i due talenti e creano un mondo immaginario nella foresta ai margini della città raggiungibile con una corda che attraversa il torrente, questo luogo viene chiamato da Leslie "Terabithia", mentre lui trasforma in forme umanizzate insetti e alberi; è il loro universo, il luogo dove rifugiarsi e trovare il coraggio per affrontare tutti i giorni i compagni di scuola.
Tutto funziona perfettamente tra loro,dopo la scuola si rifugiano nel loro mondo fantastico; almeno fino a quando non accade qualcosa che cambierà le loro vite...
Un film bellissimo che riesce a parlare dell'amicizia in maniera toccante, ma con fantasia, ma se pensate di andare a vedere un fantasy vi sbagliate di grosso, qui vengono toccati tutti i temi legati al mondo degli adolescenti; la famiglia, la scuola, gli amici, l'amore e il dolore, la spazio fantasy è soltanto un rifugio creato dalle loro menti.
Il rapporto che lega Jess e Leslie è descritto in maniera sensibile e intelligente, pochissimi sono gli effetti speciali e tutti secondo me servono solo a spiegare meglio la realtà, solo il potere dell'immaginazione aiuta a sconfiggere il nemico.
Il film finisce in un modo davvero fantastico e significativo, ci insegna a superare il dolore amando le persone che ci sono sempre state vicino,che a volte consideriamo poco, e non perchè non le amiamo,ma solo perchè siamo sicuri che loro ci sono sempre.
Inventare un proprio mondo per essere al riparo dalle cattiverie del mondo aiuta Jess e Leslie e non solo loro tutti noi dovremo avere il nostro mondo inventato; io per esempio spesso mi rifugio nel mio mondo tutto blu abitato solo da folletti e fatine e vi assicuro che dopo sto davvero molto meglio.
Ho pianto molto durante la visione di questo film e sto piangendo anche adesso ripensandoci; perchè il male da sconfiggere non è il Signore del male, ma la vita di tutti i giorni, la scuola, il lavoro, la famiglia, la povertà, l'emarginazione, la solitudine, il lutto o una corda vecchia e logora...
E' un film che consiglio a tutti da vedere, ma bisogna farlo abbracciando qualcuno stretto stretto per non farlo più andare via, il nostro partner, il nostro bambino, la nostra mamma o papà, il nostro migliore amico, non importa chi sia l'essenziale è fargli sentire il nostro calore e il nostro amore.
PER ESSERE DAVVERO ADULTI NON BISOGNA MAI DIVENTARLO
Pensieri scritti da giosiracconta alle 15:42 |permalink | commenti (9) | categoria:cinema | Torna su martedì, aprile 03, 2007
LA TELA DI CARLOTTA
Una storia sulla Lealtà, la fiducia e il sacrificio
Piano... piano, dolce Carlotta
Il piccolo e tenero porcellino Wilbur è frutto della fantasia di E. B. White, scritto nel 1952.
Racconta la storia di una dolcissima e strana amicizia tra il porcellino Wilbur e la ragnetta Carlotta.
Fern è una bambina che vive con la famiglia in una fattoria e che adotta il maialino (salvandolo dalla morte); inizialmente gli inquilini della stalla non accolgono bene il nuovo arrivato, ma presto e grazie al coinvolgimento della ragnetta Carlotta, la diffidenza iniziale si trasforma in amicizia e spirito di solidarietà. Con il suo prodigioso filo Carlotta aiuta Wilbur a non finire sulla tavola di Natale sotto forma di prosciutto e salame,con la valida collaborazione di Templeton, il sorcio ciccione che fa morire dal ridere con le sue battute e la sua ingordigia. Carlotta studia un originale tentativo di salvataggio che porta ad unafelice e commovente fine.
I porcellini sono i miei animali preferiti, quindi per nulla al mondo avrei potuto perdermi questo emozionante film e giuro che ho pianto, lo so è una storia per bambini, ma il film è fatto molto bene e gli effetti speciali sono fantastici.
Un film secondo me capace di commuovere anche i cuori più duri.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 17:03 |permalink | commenti (9) | categoria:cinema | Torna su martedì, marzo 27, 2007
ARTHUR E IL POPOLO DEI MINIMEI
FANTASTICA FAVOLA DI UN BAMBINO RISUCCHIATO NEL MONDO DEI PICCOLI MINIMEI ALTI APPENA DUE MILLIMETRI
UNA STORIA BELLISSIMA PER CHI CREDE NELLE FAVOLE E PER CHI COME ME HA VOGLIA DI ENTRARE NEL MONDO DELLA FANTASIA
UN FANTASTICO FILM DI ANIMAZIONE DEDICATO AL BAMBINO CHE SI NASCONDE DENTRO OGNUNO DI NOI
Il protagonista della storia è Arthur (bambino della fabbrica del cioccolato), quasi un re Artù che quando i genitori sono lontani vive con la nonna. Come tutti i bambini di dieci anni Arthur è affascinato dalle storie che sua nonna gli racconta prima di dormire, sogna tribù africane e incredibili avventure raccontate su un vecchiolibro di incantesimi appartenuto al nonno misteriosamente scomparso alcuni anni prima.
Leggendo attentamente quellibro Arthur si accorge che il suo nonnino ha lasciato un sacco di indizi che portano al ritrovamento di un tesoro nascosto nel giardino della casa. La cosa più fantastica è quella che sotto il giardino si nasconde un mondo invisibile, popolato da minuscoli elfi invisibili ad occhio nudo che si chiamano MINIMEI. Per salvare la casa della nonna che un perfido essere vorrebbe demolire, Arthur comincia a cercare il tesoro seguendo gli indizi lasciati dal nonno; non gli resta altra cosa da fare che quella di seguire le orme del nonno e di entrare nel regno dei Minimei e nella loro terra dei sette regni,ma per fare questo Arthur dovrà rimpicciolirsi e entrare nel loro magico mondo diventando anche lui un Minimei; un piccolo esserino animato con le orecchie a punta, le lentiggini e i capelli sparati in testa. Il piccolo popolo è governato da un sovrano un pò imbranato che ha due figli Beta e Selenia, essi ben presto diventano suoi amici e insieme iniziano il viaggio verso Necropolis per dimora del malvagio "M" (Maltazard) è vietato pronunciare il suo nome nella terra dei Minimei, durante il viaggio Arthur e i suoi compagni incontrano la banda dei Rasta guidati da Max che li aiuta a fuggire, sconfiggere il cattivo e ritrovare il nonno perduto. Questi hanno un locale molto carino alle porte della terra del male,si ubriacano di"Jack di fuoco" e fumano spinelli ballando su un vinile gigante. Arthur in questa incredibilre avventura oltre a recuperare il tesoro riesce anche a conquistare il cuore della bella e dolcissima Selenia.
Questo film ti fa vivere anche se per poco tempo dentro un sogno, dove tutto ti sembra possibile,ti fa venire voglia di tuffarti dentro lo schermo e poter vivere anche tu in quel mondo incantato; un mondo dove non esistono gli adulti e i bambini, ma solo degli esseri capaci di controllare il loro destino e fare tutto ciò che desiderano, un film che ti fa sperare che il cuore sia più forte delle armi. Mi sono innamorata di questi simpatici e bellissimi folletti e spero tantissimo che ne facciano dei pupazzi, perchè io li voglio, sono fatti benissimo, buffi e originali,soprattutto Selenia la bellissima principessa che nonostante abbia mille anni si comporta ancora come una bambina ed è continuamente in competizione con Arthur.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 15:39 |permalink | commenti (6) | categoria:cinema | Torna su giovedì, gennaio 04, 2007
GIU' PER IL TUBO
Roddy è un raffinato topolino di città e vive a Kesington un elegante quartiere di Londra insieme ai suoi padroncini a due zampe. I due zampe decidono di prendersi una piccola vacanza, così il topolino si trova da solo in casa, ma a disturbare la sua quiete arriva attraverso gli scarichi Sid; un grosso topo difogna che decide di installarsi nella casa. Roddy cerca di liberarsi dell'intruso cercando di gettarlo nello scarico del Water,ma purtroppo il suo piano non funziona ed è lui a cadere nella trappola. Attraverso le tubature e gli scarichi fognari di Londra Roddy si ritrova a Rattopolis e qui scopre un mondo molto diverso a quello cui è abituato. Qui conosce Rita una bellissima topolina, una piccola fuorilegge cresciuta troppo in fretta, esperta della vita e con alcuni conti in sospeso con la malavita. Nel tentativo di salvare la propria pelle e poter tornare a casa il topino si trova immischiato in un complotto programmato da un cattivissimo rospo mafioso che disprezza tutti i topi e li vuole distruggere per creare una società di soli anfibi. Toccherà ovviamente proprio a Roddy per amore di Rita salvare le sorti di Rattopolis.
E' un film secondo me bellissimo e ben fatto, si ride dall'inizio alla fine senza smettere un attimo, Per l'animazione è stato usato il computer e la plastilina o pongo, e secondo me i risultati sono stati eccellenti, bellissime e dolcissime sono le lumachine canterine che fanno da colonna sonora a tutto il film. E' una tenera storia d'amore che nasce tra mille difficoltà date dalla differenza tra i due topini, il primo cresciuto nell'agio e nel benessere in un ricco appartamento, la seconda invece un'esperta marinaia della fogna londinese, ma tutti e due uniti nel salvare il mondo dei topi, cioè il loro mondo.
Consiglio vivamente la visione di questo film a tutti quelli a cui piace ridere e divertirsi. Il prossimofilm che Giò e Gil andranno a vedere sarà "La tela di Carlotta" Storia di un ragno e un maialino.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 16:42 |permalink | commenti (12) | categoria:cinema | Torna su giovedì, gennaio 05, 2006
LE CRONACHE DI NARNIA
A volte giocare a nascondino può essere molto più avventuroso di quanto si possa pensare, soprattutto se si trova rifugio in un armadio pieno di vecchi cappotti in una grande casa di campagna: si può finire in un mondo magico, governato dal potere della cattivissima Strega Bianca, ma pieno di esseri fantastici... LA NASCITA DI NARNIA
Tanto tempo fa c'erano due bambini, Polly Plummer e Digory Kirke che abitavano a Londra in due case vicine, essi erano molto amici. Digory viveva insieme allo zio Andrew perchè la mamma era molto malata, quest'ultimo era un mago molto malvagio che aveva deciso di usare i due piccoli per un esperimento,in seguito al quale i due si ritrovarono in una misteriosa foresta, dadove si poteva accedere ad altri mondi, come quello governato dalla regina Jadis. Esplorando quel meraviglioso mondo, Digory e Polly scoprirono anche un pezzettino di mondo senza forma: lì fecero la conoscenza del leone Aslan, il grande eroe. Fu Aslan ad intonare un meraviglioso canto che portò alla creazione di Narnia e feceanche in modo che alcuni animali diventassero intelligenti e in gradodi parlare, creando così i primi nearniani. Appena laregina si accorse di quanto era accaduto cercò di uccidere Aslan utilizzando un lampione, ma lui riuscì a respingere l'attacco e per evitare che lamalvagia strega potesse nuovamente fare qualche scherzetto, il leone incaricò Digory di trovare una mela magica, capace di tenere lontano Jadis. Dopo un lungo viaggio suldorso di un cavallo alato e una difficile prova superata, il bambino fece ritorno con la mela guadagnadosi così l'amicizia e la gratitudine di Aslan, il quale piantò la mela che diede vita ad un grande albero capace di proteggere Narnia dalla strega. Prima di tornare a casa Digory ricevette in dono un frutto dell'albero; lo fece assaggiare alla madre malata, che così guarì, piantò un seme in giardino, dalquale ebbe origine un altro alabero acui, nelcorso degli anni ilragazzosi affezzionò alpunto che quando venne abbattuto da un fulmine,decise di farne un armadio, senza sapere che in questo modoavavacostruito un passaggio per il mondo di Narnia. IL LEONE LA STREGA E L'ARMADIO
Molti anni dopo quattro bambini, Lucy, Edmund, Susan e Peter si trovarono ad essere ospiti nella casa del professor Drake durante i giorni della Seconda guerra mondiale, mentre Londra veniva continuamente bombardata. Durante un noioso giorno di pioggia mentre i ragazzini giocavano a nascondino Lucy decise di nascondersi dentro il vecchio armadio e improvvisamente si trovò in mezzo ad una foresta piena di neve, dove sialzava un lampione acceso; labambina era arrivata a Narnia, ma non era più magica come un tempo:la regina Jadis, trasformatasi in nella Strega Bianca, aveva condannato quel piccolo mondo a vivere in un perenne inverno. Tutto questo lei lo seppe dal signor Tumnus, un fauno molto gentile.
Lucy non losapeva, ma una profezia diceva che ilregnodellastrega sarebbe terminato quando "due figli di Eva e due figli di Adamo si fosseroseduti sui quattro troni". Questo segreto era importantissimo, tanto che anche la strega aveva lanciato una maledizione per cui chiunque avesse incontrato un essere umano sarebbe dovuto andare subito a riferirglielo, il fauno però non lo fece anzi aiutò Lucy a ritornare nel suo mondo. La piccola raccontò subito tutto ai fratelli, ma non le credettero equandodecise di mostrare loro il passaggio essonon esisteva più. EDMUND E LA REGINA DI NARNIA
Durante la notte Edmund segue la sorellina dentro l'armadio e si trova anche lui nel magico mondo di Narnia dove incontra una bianca signora con cui fa amicizia e che gli fa assaggiare i suoi dolcetti preferiti, la signora si presenta come la regina di Narnia e gli chiede di tornare insieme ai suoi fratelli, lei per ricompensarlo loavrebbe fatto diventare un principe e poi re. Il bambino ritrovata la sorella capì che la regina era la Strega Bianca, ma decise di non dire nulla, i due fecero ritorno a casa ed Edmund fece di tutto per fare passare quello di Lucy un racconto di fantasia. TUTTI INSIEME NELL'ARMADIO
Dopo qualche tempo i quattro fratellini si trovarono di nuovo nei pressi dell'armadio e in un attimo tutti e quattro erano a Narnia! La situazione era peggiorata, il signor Tumnus era stato arrestato per avere aiutato Lucy, fu così che decisero di andare ad aiutare il fauno. Fu ilsignor Castoro un nuovo amico a rivelare loro una grande novità: dopo molti anni Aslan il leone stava per tornare e questo voleva dire che il regno della strega era quasi finito, vennero anche a conoscenza della profezia e decisero di seguire il Signor Castoro, il,quale disse loro di doversi incontrare con Aslan presso la tavola di pietra. All'improvviso Edmund scompare, era scappato dalla sua amica strega per tradire i suoi fratelli L'IDENTITA' DI ASLAN
Aslan si presentò ai bambini in tutta la sua grandezza e pieno di forza, è il condottiero di un esercito composto da creature magiche, tra cui anche dei cavalli alati, mandò immediatamente qualcuno a salvare Edmund dalle grinfie della Strega. Peter riuscì a sconfiggere un gigantesco lupo, il capo delle guardie della strega diventando così Lord Peter, il flagello dei lupi. In seguito Aslan si rivelò molto altruista non esitandoad affrontare un grande sacrificio per salvare la vita degli altri.... Dopo molti colpi di scena, momenti emozionanti, incontri incredibili e qualche risata giunse alla fine il momento della grande battaglia, alla qualepreseroparte anche i quattro bambini che dovevano guadagnarsi sul campo il diritto di sedere sui quattro troni. IL DESTINO DI NARNIA Quella raccontata nel Il leone, la strega e l'armadio è solo la prima delle grande avventure che Lewis ha raccontato, esistono sette libri dedicati al mondo di Narnia che arrivano a descriverne anche gli ultimi giorni. Film lungo, ma bellissimo...
Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:46 |permalink | commenti (14) | categoria:cinema | Torna su venerdì, novembre 04, 2005
LA FABBRICA DI CIOCCOLATO
"La fabbrica di cioccolato". Un film per bambini fatto per galvanizzare gli adulti. Un film per adulti fatto per inquietare i bambini. Tratto da un romanzo di Roald Dahl (1964) e diretto da Tim Burton.
... Una ciminiera compare tra la neve e dalla cima attraverso la macchina da presa lo spettatore entra nella fabbrica, un luogo misterioso dove strani macchinari preparano milioni di tavolette di cioccolato; tutto accade automaticamente, l'uomo è presente solo attraverso una piccola mano che colloca in cinque confezioni cinque biglietti d'oro, le chiavi per entrare nella meravigliosa fabbrica di Willy Wonca.
Charlie è un bambino molto povero ma felice; vive in una piccola casa un pochino malandata all'ombra della grande fabbrica di cioccolato Wonca coi genitori e i quattro nonni che dormono tutti insieme nello stesso letto. La famiglia mangia tutti i giorni una zuppa di cavolo allungata e per fare le costruzioni usa i tappi dei tubetti di dentifricio che suo padre riesce a prendere dalla fabbrica in cui lavora. Il piccolo Charlie può avere una sola tavoletta di cioccolato all'anno in occasione del suo compleanno e si addormenta tutte le sere sognando le meravigliose dolcezze cioccolatose che si nascondono all'interno della fabbrica.
Grazie ad un concorso indetto dal misterioso proprietario la possibilità di entrare nella fabbrica diventa reale per i cinque bambini fortunati che troveranno un biglietto d'oro nella loro tavoletta. Willy Wonka aprirà per loro la sua fababrica e rivelerà i suoi segreti e le sue magie.
Charlie ci spera tanto tanto e per fortuna il giorno del suo compleanno è vicino, ma purtroppo quando apre la tavoletta non trova nulla, anche la seconda tavoletta che gli regala il nonno con i suoi risparmi si rivela un buco nell'acqua.
Il tempo passa velocemente e quattro bambini hanno già trovato illoro foglietto d'oro, le speranze di Charlie si stanno affievolenda, ma quando tutto sembra perduto il bimbo trova in mezzo alla neve una moneta di carta e con quella corre a comprarsi una supertavoletta dove finalmente trova il biglietto vincente. Entrato nella fabbrica con gli altri vincitori e nonno Joe incontrerà finalmente lo stravagante Willy Wonka e le sue meraviglie e concorrerà ad un premio molto speciale.
Tutto è fatato e meraviglioso e fantastici sono i balletti degli Umpa Lumpa
I quattro bambini che per primi trovano la targhetta d'oro sono l'immagine di quattro vizi: golosità, Avarizia e superbia
Come la bambina condannata a vincere, e la presunzione del terribile bambino tecnologico
I quattro piccoli concorrenti si autoeliminano per la loro ingordigia e supponenza, lasciando in gara solo Charlie cui Wonka offre la propria fabbrica. Il bambino è superfelice, ma quando scopre che per ottenere la fabbrica dovrà rinunciare alla sua famiglia rifiuta.
Wonka subito non riesce a capire, ma quando Charlie lo aiuta a fare la pace col padre ci ripensa e dona la fabbrica al piccolo, accogliendo anche i suoi familiari e la loro casa.
I due insieme cominciano a inventare nuovi e straordinari dolci cominciando da un aquilone con la coda di liquirizia.
Film bellissimo, un magnifico viaggio nella fantasia dove ritrovi un mondo magico e pieno di cioccolato, ma anche un pochino di cattiveria.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:56 |permalink | commenti (25) | categoria:cinema | Torna su lunedì, settembre 19, 2005
IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL
Il grande maestro dell'animazione "Hayao Miyazaki" ci racconta un'altra delle sue bellissime favole, l'idea è tratta dal romanzo di Diana Wynne Jones "Il castello magico di Howl"
La protagonista principale è una ragazza di 18 anni di nome Sophie; ella lavora instancabilmente in un piccolo negozio di cappelli lasciatole in eredità dal suo babbo. Conduce una vita regolare tutta casa e lavoro fino al giorno in cui per caso incontra il mago di Howl
Egli è sospettato di cibarsi del cuore di giovani e belle fanciulle, ma che più che altro sembra,follemente innamorato del suo aspetto. Il giovane e bellissimo mago in realtà non è altro che un ragazzino mai cresciuto, che ha bisogno di esorcizzare le sue paure con inutili e sgargianti talismani e secondo cui "Se non si è belli non vale la pena di essere al mondo" L'incontro tra i Sophie e Howl è breve ma intenso e scatena le ire della Strega delle Lande.
Una donna arcigna straripante adipe, innamorata di Howl e che quindi per gelosia la trasforma in una vecchina dolorante e con le ossa scricchiolanti, che per di più non dovrà rivelare a nessuno il sortilegio.
Dopo il panico iniziale tuttavia Sophie scopre che la sua condizione non è poi così brutta: "Quando si è vecchi" pensa "non si ha più imbarazzo a chiedere favori". "Nè si ha più nulla da perdere, ne si ha più paura. Certo si può contare solo su se stessi, anzi bisogna persino prendersi cura degli altri.
Solo Howl potrebbe essere capace di spezzare il sortilegio, e così l'unico modo per conoscerlo è quello di intrufolarsi nel suo castello mobile, aiutata da un magnifico spaventapasseri saltellante incontrato durante il cammino "Testa di Rapa"
Anche lui vittima di un sortilegio. Il castello è un'accozzaglia di tubi e macerie sorretti da gambine,l'interno è disordinato, sudicio e polveroso.
Servirà la vitalità della vecchietta che si è proposta come donna delle pulizie per cambiare l'aspetto del luogo, la grinta e l'entusiasmo che da giovane non possedeva, ma che solo la sua nuova condizione le permetterà di conquistare. Insieme ad Howl abita anche il giovane apprendista stregone Markl
che si affeziona immediatamente a Sophie e la segue dapperutto, oltre a Markl c'è Carcifel lo spiritello del fuoco che alimenta il castello e lo fa camminare, inoltre possiede una cosa importantissima; il cuore di Howl
Howl per combattere contro i nemici si trasforma in un rapace e tramite la porticina nel retro del suo castello si cala in realtà parallele e tragiche che preferisce non condividere con i suoi compagni, combatte contro mostriciattoli deformi che si liquefano tra le fessure e spaventano
Alla fine giustizia sarà fatta, com'è giusto che accada, ma non posso raccontarvi di più...
E' una storia dolce e piena d'amore, ma non melensa e Howl è ritenuto cattivo perchè tutto il mondo in cui vivono i personaggi è preda di un incantesimo, della regina Saliman
L'ambientazione sembra una ottocentesca città europea con le stradine strette e tortuose, le botteghe e i palazzi alti con i comignoli.
Il castello errante di Howl è anche un'apologia antimilitarista, un segno contro la distruzione della guerra e la sua inutilità
I disegni sembrano dei quadri e le ambientazioni calde, magiche e romantiche, è un racconto poetico ed affascinante ambientato in un mondo che unisce sia il passato che il futuro esseri strani, ma non impossibili che convivono rispettando un equilibrio fatto di magia e di cose antiche; c'è poesia in questo film che riesce anche a trattare il tema del rapporto tra vecchi e giovani.
Un film che parla di temi universali come l'amore e il rispetto umano, la pace e la morte.
Un film da vedere anche se quando in sala si sono accese le luci alcune persone hanno esordito dicendo che non avevano capito nulla; forse non è un film per tutti, ma sicuramente bellissimo
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:48 |permalink | commenti (18) | categoria:cinema | Torna su venerdì, giugno 03, 2005
CHOCOLAT
Commedia girata nel 2000 e diretta da Lasse Hallstrom. Gli interpreti sono: Juliette Binoche e Johnny Depp.
E' il 1959 e in una tranquilla e monotona cittadina arretrata e bigotta della Francia, arriva Vianne insieme a sua figlia Anouk a seminare scompiglio.
Vianne prende in affitto uno scantinato abbandonato e lo trasforma in una accattivante cioccolateria. Tutto questo attira molto presto l'attenzione poco favorevole del sindaco, il quale la invita a moderare la sua attività.
Il conte tiene a freno il paese con delle regole ferree, scandite dalla vita della chiesa secondo un suo rituale nel quale si adegua anche il parroco costretto a leggere durante la messa i sermoni scritti dallo stesso sindaco.
Intanto però alcuni abitanti cominciano a trovare nella pasticceria un miracoloso e insperato momento di conforto; così Josephine scappa dal marito manesco e trova il coraggio per restare da Vianne ed aiutarla.
Armande l'anziana proprietaria del locale si ferma spesso a chiacchierare con Vianne e si confida con lei; sembra una donna robusta, fino a quando Caroline sua figlia la trova nel negozio e rivela che ha il diabete in uno stadio avanzato.
Anche Luc il figlio di Caroline, trova nel negozio la magia giusta per dedicarsi al disegno la sua passione.
Lungo il fiume è arrivato un gruppo di girovaghi e Vianne fa amicizia con uno di loro Roux
Ovviamente la faccenda non piace al consiglio comunale quindi si decide che bisogna mandarli via, ma dopo il pranzo per la festa dei 70 anni di Armande mentre Vianne e Roux si sono appartati, qualcuno appicca il fuoco al barcone, Vianne pensa di aver perso la piccola Anouk, ma per fortuna la piccola è riuscita a salvarsi.
Il cuore della vecchia Armande purtroppo non regge allo sforzo della festa e muore durante la notte.
Arriva la Pasqua e il sindaco nottetempo si introduce nel negozio, non resiste più di fronte a tante prelibatezze e si lascia andare a gesti furiosi fino a quando si addormenta, così lo trova Vianne il mattino dopo; sporco di cioccolata e addormentato e lo aiuta ad andare via. Per la prima volta il parroco dice la messa senza leggere i discorsi scritti dal sindaco e si festeggia la pasqua in un modo grandioso. Vianne decide di partire nuovamente per altri lidi, mentre il paese festeggia e tutti quanti sono felici e disponibili.
Il film è tratto da un romanzo di Joanne Harris, è una dolce favola a lieto fine, dove il cioccolato è una metafora, il potere liberatorio del piacere e dell'appagamento.
Ho trovato bellissima l'interpretazione di Armande, forse l'unica persona del villaggio che ha ancora voglia di vivere ed è disposta a rischiare tutto per non perderla.
E' magia o qualcosa d'altro? Vianne riesce a cogliere i desideri delle persone e ad aiutarle a ritrovare la strada che hanno perduto senza forzarle, ma accompagnandole.
Ma forse non è magia e lei non è una strega, semplicemente ha la capacità di ascoltare e capire chi la circonda.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 17:21 |permalink | commenti (13) | categoria:cinema | Torna su
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