BACIO BLU |
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lunedì, febbraio 18, 2008
ECCO COME VIVO LOW COST
ISTRUZIONI PER COMBATTERE IL CARO VITA ED ESSERE FELICI Su metro ho trovato un bellissimo articolo che potrebbe essere stato scritto da me e Gil ve lo riscrivo così com'è non togliendo nulla, tralasciando solo il nome dell'autore. TENDENZE Essere low cost richiede un atteggiamento strategico, la capacità di attendere e il tempo per selezionare. Non si addice agli impulsivi, ed a chi è preda dell'ispirazione o dell'innamoramento. Tantomeno achi ha denaro, e spende solo oltre quella soglia del mercato convinto che la qualità parta da lì. Il low cost è soggettivo. Dipende da dove si pone la soglia del necessario.
Io ho un guardaroba dove girano una dozzina di capi che amo in quella stagione. E quelli sono.( Io ho qualcosa di più, ma tutto rigorosamente non di marca e acquistato al mercato con meno di 20 Euro al pezzo) Non mi faccio tentare dallo shopping. Anche perchè comprare un capo di abbigliamente per me è un'impresa. La mia aspirazione è una divisa, ma che sia a mia immagine e somiglianza. Per l'intimo, mutande,, calzini e canotte,se ci capito compro al mercato. Uso una utilitaria, da sempre. Meno consuma e meno mi consumo io. Non porto l'orologio, perchè il tempo è ovunque, riconosco l'ora dallaluce del giorno, ormai con buona precisione. Ma se proprio serve, c'è il display del cellulare senza fronzoli. Prezzo stracciato. Ma l'ho comprato anche perchè sulla scatola c'era scritto "simple essential". Semplice ed essenziale. Che non è la partenza, ma piuttosto l'arrivo di qualsiasi percorso anche artistico. "La felicità èavere salute di ferro ememoria corta" ha detto Ingrid Bergman... Eccolo è il mio telefono. Si chiude piccolo e blindato come un'ostrica, eniente display esterno, che se cade, e succede spesso, si frantuma. E non deve propormi sofisticazioni. La complessità abita già il mio cervello, e se devo perdere tempo e denaro lo faccio con lui. Fumo solo tabacco che arrotolo.(Noi non fumiamo) Spendo al mese il prezzo di un pacchetto di Marlboro. Una volta all'anno imbottiglio damigiane che vado a prendere dal contadino. (Noi non beviamo, ma dal contadino prendiamo la verdura) Poca spesa e la sicurezza di bere una buona percentuale d'uva. Ho ilmio supermercato preferito. Quando è al 30/40% di sconto qualcosa chenoi si mangia ne faccio incetta. Ogni tanto scopro qualcosadi nuovo,ma giusto perchè la trovo scontataemi invita. Nei discountalimentari recuperograndi pacchi di tutta la carta da famiglia; fazzoletti,igienica,simil scottex. Poi detersivi e cioccolate. Mi curo per prima cosa con internet. Quando c'è il sintomo o anche una diagnosi facile, ci si butta sui siti medici,ma anche sui forum, per sapere tutto. Quando il dubbio è grande e la cura fatta in casa non regge,punto dritto allo specialista. I giornali li sostituisco col web, a parte la domenica giornata buona da sfogliare. Quando abbiamo bisogno di un viaggio,mai più di uno all'anno (Qui invece io e Gil non ce la facciamo proprio a trattenerci, ci piace troppo andare in giro, comunque cerchiamo di non spendere mai tantissimo e i nostri viaggetti non sono mai lunghi,al massimo durano una settimana) selezioniamo una grande città europea. Week end lunghi. La data la scegliamo calcolando quella che offre un andata/ritorno in aereo a minor prezzo. Quella è, e per quei giorni ci si organizza, per il lavoro e per i figli.(non abbiamo bambini) E poi mi adeguo ad alberghi molto scrausi, ma che siano attaccati al centro. Il punto più vicino a qualunque meta. Non prendo taxi. Mai. Piuttosto mi umilio in un autostop,se il caso è disperato. (Di solito usiamo i mezzi, o andiamo a piedi) Non lascio la macchina nei parcheggi a pagamento. Sfido le intemperie, ma nella cerchia dell'ecopass ci entro solo in metropolitana o in bici. Faccio campeggio. Forse per risparmiare, ma anche perchè le mie figlie sono cresciute così.L'utile al dilettevole. L'aspirazione massima di un'estate è vivere come Mowgli: non aveva soffitti e ascensore, orari fissi,schemi del divertimento. Mangiamo fuori spesso, ma la domanda che ripetiamo ingenuamente, è sempre un posto dove si mangia bene, ma non si spende molto? Se chiedete agli indigeni c'è sempre un posto così. (Io leggo molto, ma compro solo libri economici e nelle bancarelle dell'usato). (Non ci facciamo regali inutili come anelli,collane e bracciali d'oro, ma preferiamo piccoli pensierini dolci e teneri come pelouche o cose che davvero ci servono o che ci piacciono per i nostri hobby) Insomma io e Gil siamo le persone più felice del mondo pur spendendo pochissimo e vestendoci al mercatino, abbiamo un sacco di amici con cui divertirci e ci amiamo da morire di che altro dovremmo aver bisogno?
Pensieri scritti da giosiracconta alle 17:08 |permalink | commenti (11) | categoria:pensieri | Torna su
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