BACIO BLU

martedì, maggio 22, 2007

IL CACCIATORE DI AQUILONI

COPERTINA

"Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1973. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E' stato tanto tempo fa.Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato.Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto.Oggi me ne rendo conto."

Questo brano è tratto dall'ultimo libro che ho letto: "IL CACCIATORE DI AQUILONI" il primo romanzo dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini

Il cacciatore di aquiloni narra la storia di Amir, un ragazzo afgano figlio di un ricco uomo di affari di Kabul; insieme ad Amir e suo padre Baba vivono i loro servi Hazara, padre e figlio Hassan e Ali.

Hassan è coetaneo di Amir e i due ragazzi giocano sempre insieme e rimarranno uniti finchè Amir e suo padre non dovranno fuggire dall'Afghanistan sotto il dominio dei sovietici .

Sullo sfondo della trama principale ci sono molti eventi storici come la caduta della monarchia, l'invasione russa, l'esodo di massa verso il Pakistan e per finire il regime talebano.

La storia è scritta in prima persona,il linguaggio è ricercato, ma semplicissimo da capire, lo stile è scorrevole e le descrizioni sono molto accurate.

Si dice che il tempo guarisca ogni feritama, per Amir ilpassato è terribile, lo insegue e lo riacchiappa ogni volta che con la mente torna al suo amico e alla sua terra di origine.

Sono trascorsi tanti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan, il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni, è cambiata per sempre in uno stretto e buio vicolo di Kabul; così quando una telefonata gli giunge nella sua casa americana capisce di non avere più scelta:deve correre a Kabul,tornare nella sua vecchia casa di bambino per trovare il figlio di Hassan e poter così rscattarsi e pareggiare i conti con le sue colpe e i suoi errori.

Ad attenderlo in quei luoghi non ci sono solo i vecchi fantasmi,ma trova un mondo violento e terribile, un mondo dove le donne sono invisibili e la bellezza è contro la legge,un mondo dove gli aquiloni non volano più...

Trent'anni di storia afgana dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ad arrivare ad oggi, rivivono in questo emozionante romanzo pieno di atmosfera.

Un romanzo che racconta una realtà completamente diversa dalla nostra attraverso una storia toccante e avvincente che ti prende dalla prima all'ultima pagina.

Un libro che consiglio a tutti di leggere e dopo averlo fatto guardarsi un pochino dentro, è un viaggio tra le miserie, i colori e la storia di un paese disonorato, un viaggio attraverso il disfacimento di uomini e di città, un romanzo che fa piangere e pensare, un romanzo forte dal punto di vista delle emozioni e vero dal punto di vista della storia,un libro che non avrei voluto che finisse e che ho letto tutto d'un fiato.

Vi assicuro che vale la pena di leggerlo perchè rappresenta l'essere umano così com'è, con le sue paure, i suoi errori e la sua voglia di rimediare al male fatto.

 

 

Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:07 |
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domenica, maggio 13, 2007

Vittoriale e Dintorni

Sabato scorso abbiamo fatto una gitarella di due giorni.
Siamo stati invitati dai reduci della Decima MAS al loro raduno annuale che si svolge a Ponti sul Mincio dietro Peschiera.

Data la distanza da Torino e dato che la commemorazione cominciava la mattina verso le 10 abbiamo deciso di dormire fuori e poter dedicare tutto il week end a nuove scoperte.

Abbiamo prenotato una camera alla Corte Salandini, un agriturismo della zona, un posto molto bello.
La camera ci è costata 74 euro colazione compresa.



Per la Domenica, giorno della commemorazione l'agenda era piena, restava il problema di cosa fare il sabato.
Gira e gira a Gil è venuto in mente che nei paraggi di peschiera c'e' il Vittoriale di Gabriele D'annunzio.

Il Vittoriale chiamato "Vittoriale degli Italiani" non è altro che la casa-mausoleo di Gabriele D'annunzio che egli volle donare all' Italia dopo la sua morte.



Al vittoriale si accede attraverso un lungo viale adorno di archi, le costruzioni sono molto belle, anche se normalmente non siamodegli esperti di opere artistiche  qui invece abbiamo visto delle cose notevoli.



Questa è la casa dove d'Annunzio ha trascorso i suoiultimi 17 anni di vita, dentro è bellissima e per certi versi assurda, non abbiamo potuto fare foto perchè era vietato entrare anche solo con un marsupio, dentro vi sono custoditi qualcosa come 30.000 libri e 9.000 oggetti sparsi dappertutto.
Gabriele non amava gli spazi vuoti così in casa non ne ha lasciato nessuno.


Oltre alla casa vi è anche lo schifamondo (costruzione cui intendeva abitare ma che  non venne mai ultimata) adesso è un museo della guerra con tutto il materiale bellico del poeta soldato.
In una padiglione è costudito il MAS (Motoscafo anti sommergibile) con il quale d'Annunzio si fece beffa degli Austriaci.



Il corpo del poeta si trova in cima ad un enorme mausoleo, con lui sono sepolti i suoi compagni di battaglia e amici.



Visto che poi era molto conosciuto la marina gli regalò la Nave Puglia con la quale fece il giro del mondo e andò in soccorso degli Istriani, ovviamente la fece sistemare al Vittoriale incastonandola nella montagna.





Vi sono anche dei bellissimi giardini dove riposano la figlia di d'Annunzio e anche due dei suoi Levrieri a cui teneva particolarmente Zan Zan e Crissa.





Se vi capita andateci o anche se non vi capita andateci lo stesso è un posti bellissimo che vale la pena visitare, si trova a Gardone riviera subito dopo Salò.

Il giorno dopo invece siamo andati alla celebrazione della Decima.

Ecco l'altare dove è stata celebrata la commemorazione


Corone in memoria dei caduti


Targa dei ragazzi del 99 (W L'Italia W l'esercito)


Cippo del battaglione San Marco


Questa non ha bisogno del commento


Tra gli stendardi ne spiccava uno particolare


Momento dell'alzabandiera


Targa all'ingresso del museo dedicato al gruppo Giovani fascisti


Del pranzo non abbiamo foto, solo ricordi di una piacevole compagnia.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 16:49 |
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giovedì, maggio 03, 2007

CHI HA PAURA DEGLI ORCHI?

ORCHI E FATE

Grandi, brutti e violenti,i mostri sbucano dalle loro caverne

orchetto

Per conoscere la natura di un orco, basta pensare che nella vita di tutti i giorni questa parola è usata per indicare delle persone sgradevoli, torve e malvage! Gli orchi sono tra i mostri più crudeli che esistano anche se a volte vengono raffigurati come un popolo dotato di una cultura ben precisa. Esistono tantissime specie di orchi e spesso vengono anche confusi con i Troll; il primo a parlarne in  una favola è stato Charles Perrault,chiamandoli con il noome di AGRES. La loro caratteristica più diffusa è quella di  cibarsi dei bambini, la bellezza e l'intelligenza non sono il loro punto forte; si affidano soprattutto alla loro grande forza fisica spesso usando armi rudimentali; lal oro stazza è di molto superiore a quella umana, possiedono sovente delle zanne e le loro unghie sono simili ad artigli. Solitamente hanno la pelle verde, sono organizzati in comunità e vivono in ambienti inospitali: i loro nemici giurati sono gli Elfi ai quali riservano trattamenti orribili.

GLI ORCHETTI DI SAURON

orchetti di sauron

Nella terra di mezzo gli orchi non sono molto alti,anzi hanno delle gambe arcuate che consentono loro molta agilità; sono più bassi degli uomini, sono sudici,  perversi e tutti deformi; formano il grosso delletruppe di Sauron e di Saruman.

CORNA E PELLI TIGRATE

oni

Gli Oni sono considerati gli orchi giapponesi, sia per il loro aspetto che per il loro comportamento,il loro volto terrificante è caratterizzato da zanne aguzze e da due corte corna a spirale,i loro capelli sono rossi, blu o verdi e sul corpo indossano delle caratteristiche pelli tigrate oppure un perizoma. Quando devono andare in battaglia però si rivestono di armi e armature simili a quelle umane. Amano molto uccidere e divorare gli uomini, ma detestano i fagioli verdi: scagliandoli contro di loro se ne provoca la loro fuga.

SHREK

shrek

Fra i suoi colleghi è il più simpatico, vive in una palude e preferisce non essere disturbato, tanto che pur di  mantenere la sua riservatezza è costretto a spaventare gli umani che passano vicino alla sua casa,guadagnandosi così la fama di essere spaventoso e malvagio; in realtà è tutt'altro che ostile e nelle sue avventure trova anche l'amore. Il suo name però deriva dal termine tedesco schrecklich che significa "terribile".

CIVILTA' AGGRESSIVE

orco

Gli orchi del video gioco Final Fantasy XI sono una popolazione primitiva di uomini bestia, dalle zanne sporgenti e la corporatura massiccia, in guerra con la specie degli Elvaan: le loro macchine da guerra e le loro asce spesso prese come trofei, sanno essere molto pericolose.

QUANDO GLI ORCHI SONO BUONI

irda

Nell'ambientazione di Dragon Lance appartenente a Dungeons & Dragons, esiste una varietà di orchi amichevoli: gli Irda sono umanoidi alti e di bell'aspetto,con la pelle color ciano e le orecchie a punta, che possono cambiare aspetto a piacimento.

baciotti

Pensieri scritti da giosiracconta alle 17:31 |
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