BACIO BLU |
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lunedì, ottobre 30, 2006
CREATURE VOLANTI
Il mondo della magia e dei miti è ricco di creature fantastiche e dotate di incredibili poteri: tra tutte quelle capaci di volare sono tra le più affascinanti, forse perchè sono dotate di una abilità che spesso ognuno di noi ha sognato di possedere
Spiccare un balzo,guadagnarel'azzurro delcielo,sfrecciare trale nuvole; poi scendere in picchiata, puntare sulla terra e fare fuggire i nostri nemici. Peccato che per noi essere umani l'arte di volare rimane solo un sogno, a meno che di lanciarci con un deltaplano o imitare Icaro. La fantasia dei poeti e degli scrittore però ci aiuta raccontandoci di esseri fatati o mostruosi che invece sono in grado di raggiungere grandi altezze. Chiudiamo allora gli occhi e immaginiamo per un attimo di essere come loro. IL GRIFONE
Questa creatura volante è una delle più antiche, per primo ce ne parla Erodoto, che la definisce un "mostro alato" e ci racconta della sua eterna lotta contro gli Arimaspi, esseri dotati di un solo occhio in mezzo alla fronte e alla continua ricerca dell'oro a cui i grifoni facevano la guardia. Fu durante ilmedioevo che questo essere venne considerato ugale al demonio, ma bisogna aspettare Dante per vedere il Grifone trainare un carro: il poeta lo descrive come metà leone e metà aquila, due animali pieni di qualità e due simboli di forza e nobiltà. IL ROC
Per aspetto il Roc non è un animale particolare: c'è chi lo avvicina a un'aquila echi a un avvoltoio; sono invece le sue dimensionia renderlo straordinario, un uccello enorme capace di afferrare e sollevare da terra un elefante, portarlo alsuo nido e darlo in pasto ai suoi piccoli! Il primo Roc a comparire nei racconti è quello che vede Simbad in una delle favole narrate ne Le mille e una notte; poi Marco Polo dice di averne vista una piuma portata in Cina da alcuni messaggeri. L'IPPOGRIFO
Questo cavallo alato compare in molti miti; in origine l'ippogrifo era stato immaginato da Virgilio, che si chiese se fosse possibile incrociare un cavallo con un grifone, ma solo nel 500 si tornò a parlare di questo animale e a farlo fu Ludovico Ariosto che lo descrisse in ogni dettaglio. Si tratta di un incrocio di "secondo grado", perchè nato da un cavallo e da un mostro a sua volta generato da due animali appartenenti a specie diverse (un'aquila e un leone). ARPIA
In greco significava "coloro che saccheggiano", le arpie erano temute perchè si scagliavano in gruppo contro gli uomini; a volte, addirittura venivano inviate dagli dei per tormentare gli uomini che erano caduti in disgrazia. L'aspetto delle arpie era terribile; il poeta Esiodo le decrive come divinità alate, dai capelli lunghi, più veloci degli uccelli, ma la loro immagine nei secoli è spesso trasformata in quella di grossi uccelli dalle zampe artigliose e dalla testa di donna. LE RENNE VOLANTI
Sono loro che trainano laslittadi babbo Natale lungo le rote del cielo,lanottedi Natale, trasportando i regali per tutti i bambini. Si racconta che un potente mago abbia donato a Kris Kringle (Il nome di babbo Natale prima che cominciasse la sua carriera di portatore di doni) un corno magico, capace di fare volare le renne che avrebbero poi trainato la slitta, oltre a donare loro una grande forza. LA SFINGE GRECA
La sfinge greca ha un corpo strano, avendo ilpetto e la testa di donna,ali d'uccello, corpo e piedi da leone. Essa dimorava nei pressi di Tebe e si dice avesse voce umana e che si divertiva a porre degli enigmi agli sventurati passanti: se questi non sapevano rispondere li divorava. A mettere fine al suo regno di terrore intervenne Edipo, che riuscì a risolvere il famoso quesito: Qual'è l'animale che almattino cammina con quattro zampe,al pomeriggio con due e alla sera con tre?. La sfinge fu così delusa dal fatto che Edipo fosse riuscito a rispondere che si gettò da una rupe. IL DRAGO CINESE
Dotato di corna e artigli, dalla pelle squamata e con ildorso attraversato da una cresta di punte. Secondo lacosmogonia cinese il drago sarebbe nato dallo Yang, cioè il principio maschile che rappresenta lo sviluppo, la luce, i numeri dispari eilcaldo eche ha come propri simboli lemontagne, il fuoco, l'essere umano di sesso maschile,ilcolore azzurro e il drago. Il drago cinese viene anche chiamatolung ed ha un carattere molto più nobile d9i quelloesibito da molte specie occidentali: La sua natura è divina, lo scrittoreJorge Luis Borges lo ha definito un "angelo che è anche un leone". Si racconta che un imperatore avesse nelle sue stalle dei draghi che utilizzava sia come animali da tiro oppure da sella. Si racconta anche di un altroimperatore che si nutriva della loro carne e che per questo riuscì ad assicurare al proprio regno anni di grande prosperità e quando un regnante moriva, si pensava che fosse un drago a portarlo tra le stelle. Il drago cinese è sempre stato collegato alla figura del saggio e compare nell'emblema imperiale:non per niente il suo trono veniva chiamato il trono del Drago. Borges riporta una bella leggenda secondo la quale il pittore ChangSeng-Yu aveva appena composto un dipinto murale in cui erano stati rappresentati quattro draghi; tutti quelli che andarono a vederlo si lamentarono perchè l'artista non aveva dipinto gli occhi; punto sul vivo Chang prese i pennelli e aggiunse a due delle figure gli occhi; a quel punto dal cielo cominciarono a cadere lampi e fulmini, il muro si comnciò a sgretolare e i due grande draghi a cui era stata data la vista volarono via, lasciando gli altri due ancora ciechi, immobili e imprigionati nel dipinto. FENICE
Questo animale occupa un posto molto importante, le sue origini non sono greche, ma risalgono all'antico Egitto, dove veniva chiamato Benu e rappresentavala divinità del tempo; è Erodoto a raccontrci la natura di questo strano uccello. (Gli EGizi) Considerano sacro anche un altro uccello, che chiamano Fenice. Io però l'ho visto solo in un dipinto, perchè sembra che arrivi qui solo una volta ogni 500 anni quando muore suo padre... (Gli Egizi) raccontano cose che mi lasciano stupefatto. Esso giunge dall'Arabia, portando il corpo del padre per seppellirlo nel Tempio del Sole: prima modella un uovo fatto di mirra, poi lo scava per metterci dentro il corpo del genitore..." Solo molti secoli dopo si racconterà che in realtà la fenice rinasce semplicemente dalle proprie ceneri. Prima di morire la Fenice vive circa 1.461 anni per alcuni, per altri un "anno magno" equivalente a 12.994 anni terrestri! Il ciclo di vita di una fenice in definitiva non sarebbe altro che quello dell'Universo intero, che nascerebbe e morirebbe secondo un ciclo ben definito, ogni volta ripetendosi identico.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 20:32 |permalink | commenti (8) | categoria:fantasy e mitologia | Torna su
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