BACIO BLU

martedì, maggio 23, 2006

Fuori Servizio

Un malefico incantesimo è stato lanciato sul PC di Giò, fino a quando non riuscirà a trovare un valido controincatesimo il folletto Giò non potrà postare.
Aspettate fiduciosi.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 21:57 |
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lunedì, maggio 15, 2006

L'UNICORNO

Unicorno

Questa creatura mitologica popola le leggende più antiche di diverse culture.

Games

Da sempre l'unicorno (liocorno) è considerato un simbolo di buona fortuna: vederne uno significa apprestarsi a vivere un periodo molto felice.

E'anche il simbolo della purezza d'animo anche se qualcuno lo descrive selvaggio e a volte crudele.

Di solito viene descritto come un grande cavallo bianco con un corno dritto nella fronte che punta verso il cielo; in realtà esistono vari tipi di unicorni ognuno differente rispetto agli altri.

IN PRINCIPIO ERA L'ASINO

Sirena e unicorno

Il primo unicorno di cui si abbia notizia era un asino; fu un medico greco,Ctesia a raccontare di aver saputo che nell'Indostan esistevano dei velocissimi asini selvatici dalla testa rosso porpora e gli occhi azzurri come il cielo.

La loro testa era adornata con un corno acuminato, rosso in punta, nero nel mezzo e bianco alla base.

La descrizione fatta da Ctesia però a detta di Plinio non era stata abbastanza accurata il quale racconta che in realtà l'unicorno che viveva in India aveva il corpo simile a quello di un cavallo,, la testa di cervo, le zampe come quelle dell'elefante e la coda da cinghiale.

Si raccontava anche che il suo verso fosse un muggito e non un nitrito.

LA FORZA DELL'UNICORNO

unicorno small

L'unicorno ha una forza incredibile, addirittura si dice che gli basti una sola cornata per uccidere un elefante!

L'unico animale che riesce ad affrontarlo è il leone, che stando a quanto si racconta in una antica leggenda anglosassone possiede una tattica infallibile per sconfiggerlo: si mette di fronte ad un grosso albero e sfida l'unicorno ad attaccarlo; questi furioso carica a testa bassa, lanciandosi in un galoppo sfrenato intenzionato ad infilzarlo con il suo corno; quando ormai è prosimo a essere colpito il leone si sposta all'improvviso; a questo punto non potendo frenare, l'unicorno colpisce l'albero conficcando il suo corno nel tronco così profondamente da rimanere inchiodato!

L'INNOCENZA CONTRO LA FORZA

l'ultimo unicorno

Fu solo nel Medio Evo che gli uomini impararono a catturare gli unicorni.

Non potendo usare la forza, scoprirono che l'animale era attratto dalla purezza e dall'innocenza, non appena vedeva una giovane fanciulla seduta, infatti non poteva fare a meno di sederle in grembo! La ragazza allora doveva abbracciarlo con amore e dolcezza, tranquilizzandolo; poi lo portava dal re.

L'UNICORNO CINESE

kiss

Anche l'oriente ha il suo unicorno, che viene addirittura considerato uno dei quattro animali del buon augurio insieme a: (tartaruga, drago,fenice).

Anche in questo caso, sembra esistano diverse razze: alcuni lo descrivono come un animale con il corpo di cervo, la coda di bue e la testa di cavallo. il suo corno sarebbe fatto di carne e la coloraione del suo pelo sarebbe il risultato della mescolanza di 5 colori diversi.

L'unicorno cinese non fa del male ad alcuna creatura, non calpesta nemmeno l'erba dei pascoli.

Ferirlo è un atto che porta enorme sfortuna e vederne il cadavere è segno di una sciagura.

MA COS'E' L'UNICORNO

sfera unicorno

Lo scrittore argentino Borges descrive meravigliosamente questo splendido e magico animale nel suo libro, Manuale di Zoologia fantastica: " Universalmente si ammette che l'unicorno sia un essere soprannaturale e di buon augurio... Persino i bambini e le popolane sanno che l'unicorno è presagio favorevole.

Ma quest'animale non figura tra gli animali domestici, non sempre è facile incontrarlo, non si presta ad essere classificato. Non è come il cavallo o il toro, il lupo o il cervo.

Stando così le cose, potremmo trovarci di fronte all'unicorno, e non sapremmo con sicurezza se è lui.

Sappiamo che l'animale con la criniera è il cavallo e quello con le corna il toro. Non sappiamo com'è l'unicorno."

UN ANIMALE MAGICO

azzurro

Da sempre ritenuto uno degli animali magici per eccellenza, l'unicorno per molti secoli è stato la preda preferita di maghi senza scrupoli che conoscendo i poteri di questo splendido animale non hanno esitato a dargli la caccia per i propri scopi.

Pare infatti che il corno di questo animale abbia capacità curative eccezionali.

La polvere del corno è un ingrediente estremamente potente per le pozioni di cura e lo stesso vale per il sangue.

Attualmente vengono utilizzate alcune parti di Unicorno come il suo crine per aumentare la potenza di oggetti magici come per esempio le bacchette, ma questo fortunatamente non causa nessun danno all'animale.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:24 |
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martedì, maggio 02, 2006

MUSEO NAVALE INTERNAZIONALE DI IMPERIA

MUSEO NAVALE

Questo lunghissimofine settimana Gil e Giò lo hanno trascorso in Liguria e precisamente a Diano Marina; non hanno fatto nulla di particolare, ma si sono rilassati, riposati e fatti le coccole, sono però anche riusciti a visitare il famoso museo navale internazionale di Imperia...

voto

Il museo viene fondato dal Comandante Flavio Serafini nel 1980 con lo scopo di salvaguardare un patrimonio unico e vasto di testimonianze delle tradizioni marinare  liguri e nazionali che altrimenti sarebbero andate perdute.

Con l'aiuto di personale volontario altamente qualificato è stata creata "l'Associazione Amici delMuseoNavale".

documento

La prima sezione a nascere è stata quella documentaristica, centinaia di documenti d'epoca da metà settecento al 1950 sono qua custoditi.

Diari di bordo, manoscritti, una raccolta di antiche polizze di carico, registri di contabilità, copia di lettere, relazioni di viaggio, atti della cassa invalidi, estratti matricolari, diplomi di benemerenze, scritture private e contratti di costruzione di bastimenti.

Una grande parte dei documenti esposti si riferiscono ai naviganti: Patroni, Capitani di Gran Cabotaggio, Capitani di 1°classe (di lungo corso), con attestati che riportano le firme dei vari Ministri del Regno d'Italia.

Diversi sono gli attestati di Congedo dei Dipartimenti Marittimi, firmati dal Comandante in Capo e sottoscritti dai Membri del Consiglio Principale d'Amministrazione della Prima Divisione del Corpo Reale Equipaggi (Armata di mare).

Molto interessante un libro dei Segnali Generali fatti in Malta il 6 febbraio 1715 unito ad un codice dei Segnali del 1750.

polena

Alle pareti una grande raccolta di quadri del periodo velico che va tra il XV e XVII secolo e una serie di modelli di antichi vascellicon bandiera olandese,francese, spagnola ed inglese che partono dalsecolo scorso fino ad arrivare ai primi decenni del novecento.

Notevole è il trittico colombiano con le famose caravelle, in una ricostruzione perfetta, tra i modelli più accurati figurano quelli relativi al navicello, al brigantino goletta, al chalutier francese, al trabaccolo adriatico ed il diorama di laboratorio del modellista.

In questa sala viene anche conservato il primo esemplare, presente al museo di polena di brigantino inglese del 1840.

Umberto primo

Il Museo è dotato anche di  una biblioteca "specialistica" che serva anche come supporto alle esigenze interne di ricercatori ed operatori museali; i temi trattati nei volumi sono : navigazione, astronomia, oceanografia, meterorologia, architettura navale, diritto marittimo, storia navale, archeologia subacquea, malacologia, sicurezza della navigazione, esplorazioni, storia della sanità marittima, storia della nautica, navigazione velica oceanica e di Capo Horn,, portualistica, commerci marittimi, cantieristica navale, modellistica, pesca, ricerca e lavori subacquei, navigazione a vapore.

Inoltre troviamo alcune raccolte di riviste specializzate nel campo storico e tecnico navale e che nel loro insieme trasformano il museo in un centro di studio e di lavoro.

quadri

Alcuni reperti del sommergibile Scirè fanno mostra di sè all'interno del museo, le tute dei Mezzi d'Assalto della Marina, le famose tute "Gamma", il vestito "Belloni", maschere, pinne, s'argenti per l'applicazione dei baluetti esplosivi sotto la chiglia delle navi nemiche e altro.

Abbiamo ammirato alcune tempere ed acquerelli dei vascelli della Marina Sarda, i modelli militari del Lèon Perret, le vecchie gamelle di bordo, le amache, i nastrini delle navi della Regia Marina.

uniformi

Una gigantesca teca ospita alcune uniformi marine, abbiamo ammirato il giaccone felpato del Comandante Magni all'epoca dell'imbarco sulla "Stella Polare",alcune giacche della fanteria marina, la feluca dell'Ammiraglio Jachino, l'uniforme dell'Ammiraglio Legnani, gradi e spalline da grande uniforme, medaglie, spadini della Scuola di Marina di Genova e della Marina Toscana, alcune vecchie uniformi dell'Accademia di Livorno e interessanti capi di vestiario delle varie Marine Europee.

palombaro

Interessanti raccolte di vari utensili sono protette dalle teche, modelli di rimorchiatori, mezzi portuali, e due bellissimi modelli delle navi Artiglio e Rostro

nave

L'evoluzione della nave mercantile è documentata da una serie di modelli dell'artigianato italiano; alle grandi riproduzioni dei transatlantici "Giulio Cesare" e "Leonardo Da Vinci" si affiancano decine di quadri raffiguranti i primi piroscafi a vapore, in questa sala inoltre vengono conservati alcuni cimeli del Comandante Tarabotto ed il modellino del "Rex" dono del sindaco di New York dopo la conquista del "nastro azzurro".

Con la stoviglieria di lusso dei grandi transatlantici abbiamo ammirato anche una cabina radio.

barca

Oltre a diversi modelli di "cantiere" o di "arsenale" che rappresentano navi a vela (mercantili e militari) o navi a propulsione, abbiamo ammirato una serie di modelli costruiti da vari modellisti italiani.

stock

Nel museo sono anche custodite alcune antiche carte nautiche francesi dell'epoca napoleonica che si affiancano a quelle inglesi, austroungariche, italiane unitamente ad alcuni portolani francesi di fine settecento e italiani del secolo XIX.

Gli strumenti sono  vari: dall'ottante al sestante di varie case costruttrici, cronometri di bordo, bussole a secco, tra le quali quella della nave "Narcissus", strumenti azimutali, il sestante tascabile del Comandante esploratore Giacomo Bove, un mareografo meccanico, uno scandaglio e vecchi solcometri.

Tra le ultime acquisizione abbiamo ammirato la bussola normale ed il giropilota del transatlantico Stockolm (nella foto) che entrò in collisione con l'Andrea Doria.

Alcuni cimeli della "Tenda Rossa" che ricorda la sfortunata impresa del dirigibile "Italia" al Polo Nord (1928)

Si tratta di ricordi personali dell'Ammiraglio Viglieri, Ufficiale di rotta dell'aereonave, indumenti polari, diari, volumi della storica spedizione, grafici di deriva ...

legno

Centinaia di attrezzi, utensili da lavoro occupano una intera sala e si contrappongono a preziosi piani di costruzione, molti dei quali ancora tracciati a matita dai costruttori navali è quello che rimane dell'arte e della fatica dei Maestri d'ascia, calafati, segantini, chiodaiuoli, incisori, carpentieri e fabbri.

Pregevoli e suggestivi sono anche i diorami: bastimenti e chiatte sugli scali, il piegatore di tavole, i segantini al lavoro,  il trasporto dei tronchi in cantiere, vere costruzioni artistiche frutto Giuseppe Roggero da Genova.

Agli attrezzi inglesi (tools) si contrappongono l'antico argano per alare i bastimenti sugli arenili, le grandi "serre" da cantiere, i magli, le mazze, i compassi e i vari tipi di asce.

bottiglie

Una sala è dedicata alla navigazione velica a Capo Horn, dove per secoli si è consumata la più grande tragedia della marineria velica internazionale.

I cimeli esposti sono moltissimi: dalle carte nautiche con ancora tracciate le rotte nelle acque del Capo,agli esemplari di albatros delle basse latitudini, dai guardamani, agli agorai, dai denti lavorati ed incisi del capodoglio, alle bottiglie di salnitro variopinto, dai coltelli di manovra alle teche con bastimenti a vele quadre.

vascello

Ogni oggetto del museo ha  contribuito a far vivere un pezzo della nostra storia accompagando Gil e Giò in questa strana carrellata di ricordi e  in una delle avventure più straordinarie dell'essere umano.

interno museo

Il museo è anche la sede dell'ultima Sezione Italiana dei Cape Horners.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 20:16 |
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