BACIO BLU

domenica, febbraio 26, 2006

Il Carnevale di Ivrea

Questa domenica Gil e Giò sono andati a vedere o meglio a partecipare al carnevale di Ivrea.
Questo carnevale è pieno di storia ma la sua caratteristica più importante è La battaglia delle arance.

Il tradizionale getto delle arance affonda le sue radici intorno alla metà dell’ottocento. Ancor prima, e più precisamente nel Medioevo, erano i fagioli i protagonisti della battaglia.
Si narra infatti che due volte all’anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, gettassero i fagioli per le strade. Gli stessi legumi erano anche utilizzati in tempo di carnevale, come scherzosi proiettili da lanciare addosso ad improvvisati avversari. Intorno agli anni trenta e sessanta del secolo scorso, insieme a coriandoli, confetti, lupini e fiori, le ragazze lanciavano dai balconi, mirando le carrozze del corteo carnevalesco, qualche arancia. I destinatari erano giovincelli dai quali le stesse ragazze volevano essere notate.
Dalle carrozze si iniziò a rispondere scherzosamente a tono e, poco a poco, il gesto di omaggio si trasformò prima in duello, quindi in un vero e proprio testa a testa tra lanciatori dai balconi e lanciatori di strada. Solo dal secondo dopoguerra la battaglia assunse i connotati attuali seguendo regole ben precise.

 Ancora oggi lo scontro si svolge nelle principali piazze della città, e vede impegnati equipaggi sul carro (simboleggianti le guardie del tiranno) contro le squadre degli aranceri a piedi (i popolani ribelli) costituite da centinaia di tiratori. Si tratta indubbiamente del momento più spettacolare della manifestazione che ben evidenzia la lotta per la libertà, simbolo del carnevale eporediese. La battaglia delle arance insieme a tutti gli eventi storici presenti nella manifestazione di Ivrea, costituisce un’incredibile patrimonio culturale e goliardico, che posiziona la festa tra le più importanti nel panorama nazionale ed internazionale. Il getto dello arance rappresenta anche il momento in cui è più alta la partecipazione collettiva: tutti possono prenderne parte, iscrivendosi in una delle nove squadre a piedi oppure divenendo equipaggio di un carro da getto.

Le squadre a piedi sono: Scacchi, Arduini, Asso di picche, Morte, Turchini, Diavoli, Mercenari, Pantere, Credentari.

Oltre alle squadre vi sono anche delle figure storiche che sfilano in corteo, le più importanti sono sicuramente la Mugnaia.

E’ il personaggio più importante della manifestazione, l’eroina che è stata elevata a simbolo della libertà conquistata dal popolo in rivolta contro il tiranno feudale.
All'epoca del marchese Raineri di Biandrate, la giovane popolana e novella sposa Violetta, si oppose con coraggio alle attenzioni del tiranno che, non contento di vessare il popolo con tasse e maltrattamenti, aveva imposto alle giovani spose lo ius primae noctis.
Salita al castello la sera delle nozze, questa giovane giurò al marito Toniotto che non avrebbe accettato un simile ricatto.
Estratto improvvisamente un pugnale dalle vesti, mozzò la testa del tiranno e la mostrò al popolo intero dagli spalti del castello. Fu il segno della rivolta. Il maniero fu subito preso e incendiato e il popolo giurò che in quel luogo non si sarebbe mai più costruito nulla.

Altra figura importante è invece il Generale

All’inizio dell’ottocento, in piena occupazione napoleonica, le autorità civili e militari, preoccupati per l’ordine pubblico, istituirono una sorta di “servizio d’ordine” delle manifestazioni.
A capo di questo gruppo di controllo nel 1808 venne nominato un uomo che, godendo di grande prestigio presso la cittadinanza, ben rappresentava la cultura e l’orgoglio municipalista, soprattutto quando i carnevali rionali vennero unificati in un’unica grande festa cittadina.
Secondo la tradizione, l’Imperatore nominò tale cittadino Generale inficiandolo del titolo e della suprema uniforme dell’esercito napoleonico. Inoltre allo stesso Generale fu concesso di chiamare con se altre persone che, in veste di Ufficiali dello Stato Maggiore, lo aiutassero nei suoi compiti.
Il Generale entra in carica il 6 di gennaio di ogni anno quando riceve dall’interprete dell’edizione precedente la feluca e la sciabola.
Il Giovedì grasso poi, otterrà dal Sindaco, nella cerimonia del “Passaggio dei Poteri”, la fascia di primo cittadino insieme agli oneri (oggi ovviamente simbolici) del controllo dell’ordine pubblico.

Il Berretto Frigio che in Canavese già apparteneva alla tradizione del tuchinaggio, entra nell’ufficialità con la dominazione napoleonica e si carica di ulteriori significati libertari, si può tranquillamente affermare che rappresenti un vero e proprio marchio di “eporediesità”. Lo si indossa non soltanto per evitare, durante la tradizionale battaglia delle arance, di essere fatti oggetto di lancio - proprio come vogliono la tradizione e l’Ordinanza del Generale - ma anche e soprattutto come espressione di partecipazione attiva alla manifestazione.
E’ un simbolo appunto di libertà che gode di una tradizione radicata in tempi remotissimi. Nelle antiche stampe che raffigurano gli abitanti dei dintorni di Ivrea, alcuni personaggi sono rappresentati con in capo il berretto frigio rosso. Naturalmente ai dominatori francesi fece buon gioco perpetuare una tradizione così vicina alla loro.

Alla fine dei Giochi un tappeto di poltiglia di arance ricopre tutte le strade e un intenso profumo sale a deliziare gli olfatti.

Abbiamo preso anche noi qualche arancia addosso e qualcuna l'abbiamo tirata, è stato molto divertente, sicuramente un'esperienza da ripetere.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:17 |
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martedì, febbraio 21, 2006

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mano di donna

"Perchè papà Guglielmo" disse ilfiglio "ti ostini a camminare a testa in giù? La tua chioma è già bianca come un giglio queste cose non devi farle più."

Papà Guglielmo disse: "In gioventù temevo di farmi male al cervello, ma ora che il cervello non l'ho più, lo faccio e lo rifaccio ed è più bello."

Disse il figlio: "Ho già detto che sei vecchio e tra l'altro ti sei fatto pure più grasso; vieni a guardarti davanti allo specchio, quando fai le capriole sei uno spasso".

Il vecchio saggio disse: "In gioventù mi8 mantenevo sempre agile e snello. Usavo questo unguento lo vuoi tu? Dammi una lira e diverrai più bello".

Il figlio disse: "Sei vecchio e sdentato, puoi mangiare soltanto la pappina. Perchè invece sei tanto esagerato e a pranzo preferisci una gallina?"

Rispose il vecchio: "Come un avvocato discussi sempre con la tua mammina e nel parlare mi sono allenato a masticare da sera a mattina".

"Sei vecchio" disse il figlio "non negare: stanco è iltuo braccio, il tuo occhio non brilla. Come mai sei capace di portare in equilibrio sul naso un'anguilla?"

Disse il padre: "Ho risposto a tre domande e continui a dir cose senza sale. La tua scemenza sembra tanto grande che ti farei volare per le scale".

Azzurra

Lo so è scema questa storiella e non ricordo nemmeno dove l'ho trovata nè chi l'ha scritta, ma oggi sono così.Ci sono alcune giornate in cui mi piace avere il tempo per non fare nulla, sono in disaccordo con me stessa, piena di domande e piena di dubbi, ci sono troppe cose da cui non mi sono ancora staccata, da cui non ho preso ancora congedo, e questo non va bene.

Le cose esterne belle e brutte mi acchiappano con violenza di piacere o di disgusto, ma le mie fantasie e le mie allucinazioni devo tenerle per me, non sarei capace di difendere seriamente ciò che penso; sono  solo una strega con i capelli rossi.

 

Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:52 |
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mercoledì, febbraio 15, 2006

IN QUEL PICCOLO CIMITERO

PICCOLO CIMITERO

Un vento dolce e caldo sembra voler accarezzare le lapidi del piccolo cimitero poco distante dal mare.

Il magico silenzio è rotto solo dal dolce mormorio delle onde.

Janecek e Tinia si abbracciano e piangono insieme  gioia e dolore come due torrenti che si confondono.

Una voce... una musica... piena di chissà quali sotterranee tristezze, ma nello stesso tempo dolcissima si alza dalle bianche tombe.

Janecek e Tinia sentono l'aria calda carica di profumi estivi che riempie loro i polmoni; hanno come la sensazione di tornare a respirare dopo tanto tempo.

Lui la stringe forte; prova per lei un amore struggente e una tenerezza infinita.

Il profumo del mare,  il rumore delle onde che rotolano piano e le creste spruzzate dalla luce creano un'atmosfera d'incanto e non esistono parole per descrivere quello che i loro occhi stanno dicendo; per un istante due anime si accarezzano in silenzio.

Gli istanti sembrano eterni; vogliono amarsi come si sono amati Giulietta e Romeo e vogliono farlo proprio lì in quel piccolo cimitero poco distante dal mare.

Angioletto

Ho una strana voce interiore che annota continuamente, ricorda, inventa e si racconta cose da sempre.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 15:26 |
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domenica, febbraio 05, 2006

METROPOLITANA A TORINO

Oggi Gil e Giò sono andati all'inaugurazione della nuova Metropolitana di Torino.

La metropolitana di Torino è automatica e senza conducente; tutto il sistema è monitorato dal posto centrale di Comando e Controllo

 

La linea per il momento è una che parte dalla stazione Porta Susa e arriva fino a Collegno

I treni viaggiano su gomma e possono raggiungere la velocità di 80 km/ora

Le stazioni e i treni sono controllati, anche con telecamere dagli operatori del Posto di comando e Controllo, che possono comunicare con i viaggiatori tramite interfono.

Il tempo di percorrenza tra la stazione di partenza e quella di arrivo è di poco più di 10 minuti

Tra un treno e l'altro il tempo di attesa è di circa 3/4 minuti

La chiusura delle porte è preceduta da segnali acustici e luminosi

Finalmente anche Torino ha la sua metropolitana,  anche se per il momento iltratto è abbastanza breve, è stato un bel giretto e fino a mercoledì sarà gratis, dopodichè il costo del biglietto sarà di 90 centesimi che durerà 70 minuti e sin potrà usufruire anche sui pullmann e i tram.

Questi tre personaggi sono Neve,Aster e Gliz le mascottes delle olimpiadi invernali che cominceranno a Torino il 10 febbraio

Pensieri scritti da giosiracconta alle 21:45 |
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