BACIO BLU |
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domenica, febbraio 26, 2006
Il Carnevale di IvreaQuesta domenica Gil e Giò sono andati a vedere o meglio a partecipare al carnevale di Ivrea.
Il tradizionale getto delle arance affonda le sue radici intorno alla metà dell’ottocento. Ancor prima, e più precisamente nel Medioevo, erano i fagioli i protagonisti della battaglia.
Ancora oggi lo scontro si svolge nelle principali piazze della città, e vede impegnati equipaggi sul carro (simboleggianti le guardie del tiranno) contro le squadre degli aranceri a piedi (i popolani ribelli) costituite da centinaia di tiratori. Si tratta indubbiamente del momento più spettacolare della manifestazione che ben evidenzia la lotta per la libertà, simbolo del carnevale eporediese. La battaglia delle arance insieme a tutti gli eventi storici presenti nella manifestazione di Ivrea, costituisce un’incredibile patrimonio culturale e goliardico, che posiziona la festa tra le più importanti nel panorama nazionale ed internazionale. Il getto dello arance rappresenta anche il momento in cui è più alta la partecipazione collettiva: tutti possono prenderne parte, iscrivendosi in una delle nove squadre a piedi oppure divenendo equipaggio di un carro da getto.
Le squadre a piedi sono: Scacchi, Arduini, Asso di picche, Morte, Turchini, Diavoli, Mercenari, Pantere, Credentari.
Oltre alle squadre vi sono anche delle figure storiche che sfilano in corteo, le più importanti sono sicuramente la Mugnaia.
E’ il personaggio più importante della manifestazione, l’eroina che è stata elevata a simbolo della libertà conquistata dal popolo in rivolta contro il tiranno feudale. Altra figura importante è invece il Generale
All’inizio dell’ottocento, in piena occupazione napoleonica, le autorità civili e militari, preoccupati per l’ordine pubblico, istituirono una sorta di “servizio d’ordine” delle manifestazioni.
Il Berretto Frigio che in Canavese già apparteneva alla tradizione del tuchinaggio, entra nell’ufficialità con la dominazione napoleonica e si carica di ulteriori significati libertari, si può tranquillamente affermare che rappresenti un vero e proprio marchio di “eporediesità”. Lo si indossa non soltanto per evitare, durante la tradizionale battaglia delle arance, di essere fatti oggetto di lancio - proprio come vogliono la tradizione e l’Ordinanza del Generale - ma anche e soprattutto come espressione di partecipazione attiva alla manifestazione. Alla fine dei Giochi un tappeto di poltiglia di arance ricopre tutte le strade e un intenso profumo sale a deliziare gli olfatti.
Abbiamo preso anche noi qualche arancia addosso e qualcuna l'abbiamo tirata, è stato molto divertente, sicuramente un'esperienza da ripetere. Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:17 |permalink | commenti (10) | categoria:giò e gil | Torna su martedì, febbraio 21, 2006
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"Perchè papà Guglielmo" disse ilfiglio "ti ostini a camminare a testa in giù? La tua chioma è già bianca come un giglio queste cose non devi farle più." Papà Guglielmo disse: "In gioventù temevo di farmi male al cervello, ma ora che il cervello non l'ho più, lo faccio e lo rifaccio ed è più bello." Disse il figlio: "Ho già detto che sei vecchio e tra l'altro ti sei fatto pure più grasso; vieni a guardarti davanti allo specchio, quando fai le capriole sei uno spasso". Il vecchio saggio disse: "In gioventù mi8 mantenevo sempre agile e snello. Usavo questo unguento lo vuoi tu? Dammi una lira e diverrai più bello". Il figlio disse: "Sei vecchio e sdentato, puoi mangiare soltanto la pappina. Perchè invece sei tanto esagerato e a pranzo preferisci una gallina?" Rispose il vecchio: "Come un avvocato discussi sempre con la tua mammina e nel parlare mi sono allenato a masticare da sera a mattina". "Sei vecchio" disse il figlio "non negare: stanco è iltuo braccio, il tuo occhio non brilla. Come mai sei capace di portare in equilibrio sul naso un'anguilla?" Disse il padre: "Ho risposto a tre domande e continui a dir cose senza sale. La tua scemenza sembra tanto grande che ti farei volare per le scale".
Lo so è scema questa storiella e non ricordo nemmeno dove l'ho trovata nè chi l'ha scritta, ma oggi sono così.Ci sono alcune giornate in cui mi piace avere il tempo per non fare nulla, sono in disaccordo con me stessa, piena di domande e piena di dubbi, ci sono troppe cose da cui non mi sono ancora staccata, da cui non ho preso ancora congedo, e questo non va bene. Le cose esterne belle e brutte mi acchiappano con violenza di piacere o di disgusto, ma le mie fantasie e le mie allucinazioni devo tenerle per me, non sarei capace di difendere seriamente ciò che penso; sono solo una strega con i capelli rossi.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:52 |permalink | commenti (11) | categoria:pensieri, cose | Torna su mercoledì, febbraio 15, 2006
IN QUEL PICCOLO CIMITERO
Un vento dolce e caldo sembra voler accarezzare le lapidi del piccolo cimitero poco distante dal mare. Il magico silenzio è rotto solo dal dolce mormorio delle onde. Janecek e Tinia si abbracciano e piangono insieme gioia e dolore come due torrenti che si confondono. Una voce... una musica... piena di chissà quali sotterranee tristezze, ma nello stesso tempo dolcissima si alza dalle bianche tombe. Janecek e Tinia sentono l'aria calda carica di profumi estivi che riempie loro i polmoni; hanno come la sensazione di tornare a respirare dopo tanto tempo. Lui la stringe forte; prova per lei un amore struggente e una tenerezza infinita. Il profumo del mare, il rumore delle onde che rotolano piano e le creste spruzzate dalla luce creano un'atmosfera d'incanto e non esistono parole per descrivere quello che i loro occhi stanno dicendo; per un istante due anime si accarezzano in silenzio. Gli istanti sembrano eterni; vogliono amarsi come si sono amati Giulietta e Romeo e vogliono farlo proprio lì in quel piccolo cimitero poco distante dal mare.
Ho una strana voce interiore che annota continuamente, ricorda, inventa e si racconta cose da sempre.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 15:26 |permalink | commenti (18) | categoria:favole | Torna su domenica, febbraio 05, 2006
METROPOLITANA A TORINOOggi Gil e Giò sono andati all'inaugurazione della nuova Metropolitana di Torino.
La metropolitana di Torino è automatica e senza conducente; tutto il sistema è monitorato dal posto centrale di Comando e Controllo
La linea per il momento è una che parte dalla stazione Porta Susa e arriva fino a Collegno
I treni viaggiano su gomma e possono raggiungere la velocità di 80 km/ora
Le stazioni e i treni sono controllati, anche con telecamere dagli operatori del Posto di comando e Controllo, che possono comunicare con i viaggiatori tramite interfono.
Il tempo di percorrenza tra la stazione di partenza e quella di arrivo è di poco più di 10 minuti
Tra un treno e l'altro il tempo di attesa è di circa 3/4 minuti
La chiusura delle porte è preceduta da segnali acustici e luminosi
Finalmente anche Torino ha la sua metropolitana, anche se per il momento iltratto è abbastanza breve, è stato un bel giretto e fino a mercoledì sarà gratis, dopodichè il costo del biglietto sarà di 90 centesimi che durerà 70 minuti e sin potrà usufruire anche sui pullmann e i tram.
Questi tre personaggi sono Neve,Aster e Gliz le mascottes delle olimpiadi invernali che cominceranno a Torino il 10 febbraio Pensieri scritti da giosiracconta alle 21:45 |permalink | commenti (23) | categoria:giò e gil | Torna su
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