BACIO BLU

mercoledì, dicembre 29, 2004

IL NUOVO MONDO

Un attimo di silenzio, e Maruska vede quegli specchi d'acqua trasparente riflessi nei suoi occhi.

Enoc le prende la mano, sempre in silenzio e quel silenzio diventa magico.

Nel centro del mondo, dove conducono tutte le carovane, dove la luce è creata un attimo dopo l'altro, è il paese dei fuochi.

I fuochi sono vivi, bruciano, ma non si consumano; danzano eternamente in questa valle infinita e si mescolano tra loro.

Qua si annodano tutte le strade umane e non umane, qua Enoc e Maruska divisi, umiliati, spezzati, lobotizzati, calpestati, potranno risorgere combattendo.

Arde un fuoco, è di colore scarlatto ed una pioggia di fiammelle dello stesso colore scende come una cascata.

Ora Maruska ed Enoc sono due guerriglieri che ballano da un'onda temporale a un presente divino, laggiù o lassù altri occhi guardano verso di loro e la luna è grande e piena stanotte; insieme tenendosi stretti declamano:

"Mare noi ti doniamo questo fuoco! Fuoco a te dedichiamo questo mare e siate felici e sposati tra voi.

Piccole e grandi stelle, e tu, tu luna silenziosa, signora velata, immergeteci nella vostra magica luce!"

C'è un grande concerto nel cielo, Maruska e Enoc sono gli iniziatori di un nuovo mondo.

Proviamo a camminare insieme; tutti nel mio mondo blu in questo nuovo anno che sta arrivando

Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:53 |
permalink | commenti (26) |
categoria:favole
| Torna su

lunedì, dicembre 27, 2004

LIDUSKA

 

Liduska in  una barca sul fiume, con alberi di mandarino e cieli di marmellata.

Una ragazza con occhi di caleidoscopio, fiori gialli e verdi.

Liduska una ragazza col sole negli occhi, lei nel cielo o su un ponte vicino la fontana.

Liduska su un cavallo a dondolo mangia torte di caramella e sorride mentre si apre un varco tra i fiori alti.

Liduska su un taxi tutto giallo o su un treno tutto blu, dove un magico viaggio misterioso la aspetta per portarla via.

Attraverso l'amore Liduska ha scoperto se stessa, la luna pallida pare rovesciata e più volte rotolata nel cielo e mentre papaveri rossi ondeggiano tra le spighe, Liduska la segue senza sapere perchè.

Chiude gli occhi si appoggia a lei e si lascia portare via nel vento...

E correremo verso nuove stagioni e avventure...

Venite con me.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 21:03 |
permalink | commenti (27) |
categoria:favole
| Torna su

Carola e Ruben i due cuginetti, nipotini coccolosi di Giosiracconta

Babbino Natalino e Babbone Natalone

Ruben con nonno Celestino

Gio si racconta quest'anno è stata buonissima e babbo Natale le ha portato tantissimi doni...

GILBERTO

Un paio di occhiali tutti blu e una fatina con topolino in ceramica

TEO

Un angioletto azzurro da appendere all'albero e un sapone a forma di maialino

GIANNI

Lui ha parlato di me a babbo natale e quest'ultimo mi ha spedito una bellissima letterina

MARINELLA

Un angioletto portacandela, un maialino portachiavi della Trudy, un bagno schiuma dell'erbolario al giglio, un calendario dell'erbolario, 2 piccoli quaderni, due segnalibri e un fantastico biglietto d'auguri rosso ricamato da lei

GIANNA

Un portafoglio rosa

GIULIA

Un vassoio quadrato di ceramica di colore verde con due candele bianche con una strana forma rettangolare e un pò storta

CLAUDIA

Un gattino grigio metallizzato portacellulare e due gattini dello stesso materiale e colore che si arrampicano da appendere sui vasi da fiori

LUCE BLU

Un maialino di ceramica che suona la batteria e una candela profumata all'arancia e cannella

MAMMA

Un cestino di vimini che contiene un sapone al pomodoro e uno fichi e latte di mandorle, un mastellino di legno con la pietra pomice, uno specchietto e una spugna ruvida, una scatola di cioccolatini assortiti della Ferrero, 2 strofinacci rotondi, uno azzurro e l'altro arancione e cinque rettangolari a fantasie varie, più 100 Euro

CAROLA

Un salvadanaio  blu a forma di porcellino seduto dell'Ikea e un portacandele da appendere in metallo con le perline blu

EUGENIO

Un salvadanaio rosa e nero a forma di gatto che fa l'occhiolino

ELISA

Una coppetta decorata da lei con un babbo Natale e due Renne dal musetto buffo piena di cioccolatini

CHICCA

L'ultimo libro di Nicholas Sparks "Il bambino che imparò a colorare il buio" e un portacellulare da appendere al collo tutto nero con il musetto di un porcellino rosa

ALESSIA E CRISTIANO

Una grossa candela ovale decorata con frutta e fiori secchi

GERMANO E LAURA

Una piccola cornice in ceramica azzurra con fiori in rilievo

RITA E PIER

Un candelabro nero a forma di fiore con tre corolle blu e una marionetta da mano maialosa

LORENZO

Un barattolo da 400 gr di crema alle nocciole Equita

MAURIZIO

Una T_shirt bianca della Emergency

MAMMA GIL

100 Euro

ALESSIA

Un bellissimo biglietto di auguri pieno di animaletti fatati della Unicef

Non ho mai ricevuto tanti doni come quest'anno, molti dei quali inaspettati, soprattutto quelli  degli amici di Gilbertino.

E' stato un bellissimo Natale, e non solo per i doni ricevuti, ma perchè... Non lo so perchè è stato bello e basta...

 

 

 

Pensieri scritti da giosiracconta alle 11:13 |
permalink | commenti (14) |
categoria:giò e gil
| Torna su

venerdì, dicembre 24, 2004

Ieri sera abbiamo invitato alcuni amici per farci gli auguri di Natale, sono venuti a mangiare con noi FreakQueen con suo fratello Giuseppe e Luceblu, eccoci qua per la foto di rito.

Abbiamo mangiato lasagne, cannelloni, una ottima pizza portata da Francesca e per finire una fetta di pandoro, dobbiamo dire che Giuseppe e Francesca non si fanno pregare per quel che riguarda il cibo.

Ci siamo scambiati i regalini e abbiamo passato la serara a raccontarci le nostre esperienze ricordando i giorni di scuola e gli strani professori che circolano negli istituti italiani.

BUON NATALE A TUTTI

Pensieri scritti da giosiracconta alle 11:39 |
permalink | commenti (16) |
categoria:giò e gil
| Torna su

mercoledì, dicembre 22, 2004

MALCUORA

Gli occhi di Malcuora sono misteriosi, sembra che possano vedere qualcosa che invece agli altri sfugge.

Posa il suo sguardo da gatta sul mondo e i suoi occhi incredibilmente verdi e trasparenti rispecchiano la sagoma delle cose.

I capelli le scendono sulle spalle indisciplinati.

E' una bellissima giornata, il sole è così tiepido e dolce da far dimenticare la realtà dell'inverno.

Malcuora  ama questa campagna, ama questo silenzio, questa pace che ha cullato tutta la sua vita, e lei canta, canta col cuore gonfio di gioia perchè il mondo non le fa paura.

Per lei c'è soltanto amore, è letteralmente ubriaca d'amore.

Il vento tra le foglie e una musica incantevole questa notte nel mio mondo blu

Pensieri scritti da giosiracconta alle 20:52 |
permalink | commenti (25) |
categoria:favole
| Torna su

martedì, dicembre 21, 2004

INSIEME...

Melampus nei grandi occhi di Nott ha scoperto orizzonti che non immaginava.

Sono usciti nella notte stellata, fra poco sarà primavera, ma prima devono soddisfare il desiderio che si legge nei loro occhi.

Nott è travolta dai baci di Melampus ai quali non  sa resistere e la mattina li ritrova ancora insieme dopo una notte di sogno.

Quando lui la bacia di  nuovo Nott si lascia trascinare in quel vortice meraviglioso e sconosciuto e la giornta si preannuncia piena di sole e di profumi, un'altra giornata da vivere insieme.

Questa notte il mare del mio mondo blu è una massa scura che risuona come un cuore

Pensieri scritti da giosiracconta alle 20:59 |
permalink | commenti (21) |
categoria:favole
| Torna su

lunedì, dicembre 20, 2004

Il destino a volte colpisce nei modi più impensati e l'amore talvolta somiglia alla sofferenza, un gruppo di disabili, un gruppo di amici, un gruppo di persone che si vogliono bene e che vogliono divertirsi.

Un pezzettino di domenica trascorsa insieme ai ragazzi disabili dell'associazione Los amigos, associazione in cui Gil offre la sua opera di volontariato.

Ho passato delle ore davvero piacevoli insieme a loro ieri, sono dei ragazzi che amano sognare, credere che appena dietro l'angolo di casa... La felicità sia a portata di mano!

Ed è così per loro, sono innocenti e senza cuore,  non conoscono il bene e il male, ma sorridono per tutto e si divertono con niente, forse non si rendono conto nemmeno del mondo in cui vivono e della cattiveria di cui siamo circondati.

La disabilità forse fa paura a chi non la vive, ma ieri mi sembrava di essere su un'isola calda piena di coccole e tenerezza.

Dopo il pranzo in pizzeria siamo stati al loro centro per la distribuzione dei regali e la loro spontaneità mi ha incantata, non volevo andarmene da lì, perchè si respirava amore.

Riuscivo a vedere la voglia di vivere nei loro occhi e sono riuscita a sentirla anche nei loro cuori, quei ragazzi sono capaci davvero di sentire il mondo, la vita, i fiori, i campi di grano, i raggi di sole, le gocce di pioggia mischiando tutto.

Sono veri dentro e fuori, non hanno bisogno di automobili e abiti firmati per essere felici, basta un babbo natale un pò strano,  una fatina un pò pagliacciosa, un grande panettone tutto blu e un piccolo dono per poter dire che è stato un Natale bellissimo.

All'uomo purtroppo manca sempre qualcosa, ma la cosa più importante della quale ha bisogno è l'amore e ieri sentivo che tutti ragazzi e volontari erano fatti solo di amore e per un attimo anche io mi sono sentita della partita.

Non so se sono riuscita a spiegare le belle sensazioni che ho sentito dentro, è una cosa difficile da dire, molto difficile, mi sembrava di essere dentro una delle mie favole ed è stato bello non avere più pensieri, è stato bello vederli ballare e abbracciarsi, è stato bello vedere quei sorrisi, quei sorrisi veri e non simulati, non di finto divertimento, ma puro amore.

Ho capito che vita per loro vuol dire vivere le proprie emozioni, tirarle fuori e rischiare di essere se stessi, anche se questo può avere come conseguenza che gli altri li rifiutino, ho capito che forse qualcosa da loro dobbiamo imparare, imparare che le piccole gioie sono le cose che ti fanno stare bene e quelle importanti, perchè quando fai una cosa per amore non può accaderti niente di brutto ed è questo che fanno i volontari che hanno deciso di dedicare qualche ora del loro tempo libero a chi ha tanto amore da dare, ma non  sa a chi...

Ed è anche per questo che mi sono innamorata di Gil.

L'amore è troppo importante e prezioso per distruggerlo in un solo attimo... è il solo sentimento per cui valga la pena di vivere... qualcosa che va oltre la vita stessa.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:26 |
permalink | commenti (21) |
categoria:pensieri
| Torna su

venerdì, dicembre 17, 2004

PER SEMPRE

Papaveri e margherite e una sensazione di pace.

Gilles e Elsbeth sono sulla collina della luna, il loro angolo segreto...

Lui la guarda felice, mentre le passa le mani tra i capelli.

Gli occhi di Elsbeth sono vivi e brillanti, le labra socchiuse come se aspettasse di essere baciata.

Gilles e Elsbeth i loro sogni sono riusciti a realizzarli.

Non possono aver paura delle cattiverie del mondo...

Perchè non si lasceranno più!

Il loro amore vivrà per sempre.

Di colpo il silenzio esplode in un caleidoscopio di colori nel mio mondo blu

Pensieri scritti da giosiracconta alle 20:59 |
permalink | commenti (27) |
categoria:favole
| Torna su

giovedì, dicembre 16, 2004

Gli antichi romani si scambiavano piccoli doni.

San Francesco allestì il primo presepio.

Nel Medioevo era il giorno in cui si mangiavano i dolci...

PERCHE' L'AGRIFOGLIO...

...Perchè ha le spine e un tempo si pensava che tenesse lontano gli spiriti maligni.

...Perchè è un sempre verde quindi una premessa di vita perenne

...Perchè ha le bacche rosse che esprimono gioia ed esultanza nel giorno in cui è nato Gesù

Nel XII secolo il ceppo natalizio era di legno.

La vigilia di Natale ci si recava nella foresta per sceglierne uno adatto.

La sera del 24 dicembre il padre lo metteva nel camino, poi, dopo aver detto una preghiera, vi dava fuoco.

In alcune regioni era la più piccola della famaiglia ad accendere il ceppo, mentre in altre toccava alla madre.

Le ceneri di questo ceppo avevano poteri magici: proteggevano la casa dalla cattiva sorte e dai demoni.

Cena della vigilia o pranzo del 25 dicembre?

Anche in questo caso le usanze sono diverse tra paese e paese e addirittura tra Nord e Sud Italia.

Nel meridione si usa festeggiare la sera della Vigilia con un menu a base di pesce; al Nord, invece, si preferiscono le carni in un pranzo chilometrico il giorno di Natale.

Ma non è sempre stato così...

Nel medioevo, per esempio, il pasto della gente comune non era certo un banchetto! Tuttavia a Natale il pane doveva essere speciale, arricchito di spezie, più grande, da potersi usare fino all'Epifania.

Insieme al pane, la carne era l'elemento che rappresentava l'abbondanza (e che si mangiava molto di rado).

Era servita per secondo, ma anche per primo, nelle paste ripiene o nel brodo.

Il cappone ra il piatto centrale, ma il simbolo di Natale erano i dolci, spesso lunghissimi da preparare erano ricchi di miele e frutta secca.

Un giocattolo di legno o di latta e un'arancia nelle famiglie ricche, un dolcetto e un pensierino acquistato alla fiera nelle famiglie più povere.

Ecco i regali che ricevevano i bambini alla fine del XVIII secolo, al primo di gennaio.

L'idea di offrire i pacchetti natalizi è stata lanciata nell'Ottocento dai grandi magazzini, appena aperti.

Oggi i reparti di giocattoli sono numerosissimi e il Natale è diventato una festa commerciale.

Babbo Natale esiste, o meglio esisteva un personaggio molto simile...

Si tratta di San Nicola (Santa Claus nei paesi anglosassoni), vescovo di Myra (in Lycia Turchia) nel IV secolo.

Quando morì le sue spoglie vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani e portate a Bari dove si trovano tutt'ora e di cui divenne il santo protettore.

Molte le leggende sul suo conto.

La più famosa dice che Nicola regalasse cibo alle famiglie povere, calandolo dal camino dove peraltro erano stese le calze ad asciugare...

L'usanza di scambiarsi i doni deriva dagli antichi romani che, durante le calende di gennaio (il primo giorno del mese), usavano offrirsi ramoscelli di alloro e ulico, oltre che mele e fichi essiccati, col tempo i regali vennero scambiati il giorno della nascita di Gesù

L'abete natalizio ha origini nordiche.

Verso l'XI secolo si diffuse l'uso di alalestire rappresentazioni sul tema della creazione.

Per simboleggiare l'albero "del bene e del male" si ricorreva, vista la zona e la stagione all'abete sul quale si appendevano frutti.

Ma bisogna arrivare ai giorni nostri per vedere palle colorate di ogni forma e materiale.

Il primo presepio si dice fu realizzato da San Francesco che fece rivivere la nascita di Gesù in una grota di Greccio (in Umbria).

Uomini e animali furono poi sostituiti da statuine di gesso, cartapesta, terracotta o da figurine di carta ritagliata.

Nel Medioevo la gente credeva che la notte di Natale fosse magica: tutti i miracoli erano possibili.

Gli animali, per esempio potevano parlare, ma in questo caso non bisognava disturbarli, perchè, secondo la leggenda, colui che li avrebbe uditi sarebbe morto l'indomani.

I dolci di Natale puntano tutti verso l'alto (panettone, pandoro...), quelli pasquali, invece preferiscono espandersi in orizzontale (colomba)

LA LEGGENDA DEL PAN DE TONI

In tempi lontani viveva un povero ragazzo, garzone da un fornaio chiamato Toni.

Una vigilia di Natale, per errore, impastò unblocco di pasta di pane con zucchero, uova e uvetta che aveva lasciato da parte per fare la torta natalizia per il suo padrone.

Ma quando le grosse pagnotte profumate uscirono dal forno il padrone capì subito che il "pan de toni" gli avrebbe fruttato un sacco di soldi.

Così l'indomani fu venduto con enorme successo ai signori del paese.

La storia ufficiale vuole invece, che il panettone apparisse per la prima volta sulla tavola di Ludovico il Moro nel Natale del 1495 e fu creato dal cuoco Antonio Toni.

Il nuovo dolce piacque molto al duca che fece distribuire la ricetta ai cuochi di Milano.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:24 |
permalink | commenti (18) |
categoria:pensieri
| Torna su

mercoledì, dicembre 15, 2004

Oggi mi sembra di trovarmi in un punto imprecisato dello spazio, chiusa fra le antiche mura di una casa senza tempo, ci sono pensieri con le unghie aguzze dentro di me, mi si sono attaccati all'anima e non riesco a liberarmene, ma non voglio uccidere il mare che ho dentro.

Perchè il mio cervello non è un computer dal quale si possono cancellare le cose che non servono, quelle che mi piacciono meno?

Come ci si sente forti quando si è insieme, forti nonostante tutto, ma oggi sono sola e ho solo voglia che arrivi presto questa sera.

Pensieri scritti da giosiracconta alle 13:41 |
permalink | commenti (22) |
categoria:pensieri
| Torna su