BACIO BLU |
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mercoledì, luglio 09, 2008
Gita alle grotte di BosseaDomenica scorsa Gil e Giò sono andati a visitare le Grotte di Bossea, anzi la grotta dato che si tratta di un'unica enorme grotta.
L'ingresso è chiuso la guida si prepara e apre, prima di entrare le solite raccomandazioni, no toccare le concrezioni perchè la patina di grasso che le lasceremmo su ne blocca la crescita e mettersi un giubbotto perchè dentro vi sono nove gradi tutto l'anno, abbiamo provato e infatti fa parecchio freddo, meglio portarsi un maglioncino. La grotta è stata esplorata nel 1840, poi illuminata e attrezzata per le visite alla fine del 1800, si estende per oltre 2 Km, con un dislivello di oltre 200 m. In alcuni punti ci si arrampica su una scala a gradini, ma nel complesso non è una sfacchinata, inoltre ci si ferma più volte per le spiegazioni.
La prima parte è molto stretta, poi si arriva una seconda zona dove sembra di trovarsi dinnanzi ad una frana, qui sono state trovate ossa fossili di orsi vissuti oltre 500.000 ani fa che sono morti nella grotta, proseguendo nella vista si arriva in una parte molto più ampia e alta dove è stato messo uno scheletro di orso in bella mostra, anzi dovrei dire scheletro di orsi datio che è fatto con pezzi di veri individui.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 13:03 |permalink | commenti (2) | categoria: | Torna su martedì, maggio 13, 2008
ORTONE E IL MONDO DEI CHI
Gil, Giò il piccolo Ruben e Chicca lo scorso sabato sono andati a vedere questo film e si sono divertiti tantissimo...
Un mattino qualsiasi in un giorno apparentemente come gli altri Ortone l'elefante si sta trastullando in acqua nella giungla di Nullo, quando all'improvviso sente un grido di aiuto molto debole che proviene da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell'aria.
Siccome egli è molto generoso e disponibile soprattutto verso i più deboli,raggiunge il piccolo granello e scopre che su quel puntino adagiato su un trifoglio in fiore vive la città di CHI NON SO,abitata dai microscopici CHI.
Al primo cittadino della città il SINDA-CHI spaventato dalle cose strane che accadono negli ultimi tempi Ortone promette che metterà in salvo la città. E l'avventura comincia; il povero elefante dovrà fin dal principio combattere contro la terribilissima cangura che vedendolo parlare con un fiore, lo crede matto e farà di tutto per rubargli il trifoglio e fargli fare una brutta fine...
Il film di animazione è tratto da un classico per bambino scritto da THEODOR SEUSS GEISEL(1904-1991) conosciuto come DR. SEUSS,autore di più di 40 opere per bambini che hanno venduto moltissime copie, Ortone e i piccoli Chi è stato pubblicato per la prima volta nel 1954.
Il film è raccontato tutto in rima ed è la storia delle difficoltà che l'animale più grande della giungla dovrà affrontare per salvare degli esseri molto più piccoli di lui convinto che: UNA PERSONA E' SEMPRE UNA PERSONA, NON IMPORTA QUANTO SIA PICCOLA.
I registi Jimmy Hayward e Steve Martino sono stati capaci di creare un film dolce, tenero e divertente
Un film che insegna a grandi e piccini che ogni essere vivente è importante grande o piccolo che sia e che ognuno ha un suo mondo che deve essere rispettato perchè esiste anche ciò che non si sente, non si vede e non si tocca.
ORTONE E I PICCOLI CHI
Era il quindici maggio nella giungla di Nullo,mentrefuori si bolle e nell'acqua è un trastullo,lui si sciacqua... e si crogiola nelle gioie giunglevoli...
Quando Ortone l'elefante sente un suon dei più fievoli.
Perciò Ortone si ferma. E con gli occhi va alsuono. "Questa è bella!" lui pensa "Io non vedo nessuno!" Malo sente di nuovo. Un lamento minuto come fa un esserino quando chiede un aiuto.
"Io ti aiuto" fa Ortone. "Ma... dove sei? Chi sei te?" E poi guarda e riguarda.Ma non vede alcunchè. Solo un grano di polvere che svolazza nel ciel.
"Questa..." mormora Ortone" Mai sentito parlare di un granellodi polvere che sa pure gridare! Sai che penso?... Qualcuno ci deve esser per forza proprio in cima al granello,proprio sopra la scorza! Una mini creatura come non si è mai vista, così tanto piccina da sfuggirmi alla vista...
....Un povero scricciolo tremante e allarmato perchè già si vede morire annegato! Io devo salvarlo. Perchè questo penso, ognuno è importante, sia piccolo o immenso".
E con le movenze gentili ed attente la grande proboscide ora tende, il grano di polvere solleva al sicuro infine lo appoggia su un trifoglio maturo.
"Hampf!" Chi hampfa è un'odiosa cangura e hampfa la piccola sua, addirittura! "Se è men di uno spillo quel mini granello! Ci vedi qualcuno?... Ma hai perso il cervello!"
E Ortone: "Credi a me, puoi fidarti, lo sai le mie orecchie son fini enon sbagliano mai. Io lo so che laggiù c'è qualcuno. E per me ce n'èanche più d'uno,forse due, forse tre. Forse... un'intera famiglia, anche questo mi attendo, papà e mamma con piccoli che già stanno crescendo. Per questo ti prego" fa Ortone "e ti imploro: non recare disturbo, non dar noia a loro." "Sei matto!" lo deride l'odiosa cangura. "Matto!" le fa eco la mini creatura. "Sei lo sciocco più sciocco della Giungla di Nullo!" Poi i canguri si tuffano e si danno al trastullo. "Si tuffatevi, bravi!" dice Ortone arrabbiato. "Io non voglio veder quel granello annegato! Io li voglio proteggere. Perchè sono più grande." Estirpò quel trifoglio e poi via... sulle gambe!
Di liana in liana la notizia è in cammino: "Sai che Ortone ora parla con un grano piccino? Quello è fuori di testa! E' davvero impazzito!" Mentre Ortone cammina già da un'ora impaurito. "Cosa faccio? Lo poso? lui si chiede allarmato. "Se lo faccio il granello sarà certo sciupato. Non lo lascio.Non voglio! Perchè questo io penso, che ognuno è importante,sia piccolo o immenso." Aun tratto fa stop sbigottito. Una voce dalgrano ha sentito! "Più forte, ti prego,sennò non ti sento!" fa Ortone al granello, ascoltando più attento. "Mio amico" fa la voce "sei stato eccellente. Hai dato il tuo aiuto a me e alla gente. Le case hai salvato per noi da disastri, le chiese, i negozi, dai tetti ai pilastri." "Vuoi dire..." fa Ortone "che lì avete anche case?" "Si" strilla la voce "e molte altre cose! Lo so non mi vedi, nemmeno a fatica, ma io sono il sindaco di una città amica. A te paion briciole inostri edifici ma a noi sembran grandi, ci stiamo felici. Chissà è la città e Chi ci chiamiamo e tutti noi Chi a te grazie diciamo." E Ortone risponde alSindaco Chi: "Non avere paura non vi lascerò qui!" Non ha ancora finito di parlare commosso che tre scimmie dall'alto gli si buttano addosso! I fratelli Macachi vanno urlando: "Alè! Alè! Questo Ortone che parla con un Chi che non c'è! Non esistono i Chi! Ed un sindaco poi!... Ora basta con queste sciocchezze ci annoi!"
Il trifoglio gli prendono. E lo portano via e lo danno a un'aquila fortee veloce a volare, loro chiedono: "Scusa, ce ne puoi sbarazzare?" E,prima che Ortone possa muovere un pelo, con il grano nel becco sfreccia l'aquila in cielo.
Fino al sol del tramonto, per l'intera nottata quell'uccello scorrazza per larotta stellata, mentre Ortone lo insegue, tra sospiri e lamenti, con le ossa malconce per i massi cadenti, ed implora: "Non farlo, i miei amici li sbandi, han diritto di esistere quanto noi, chen siamgrandi!" Ma lasciandolo indietro, Razzia vola a diritto e gli grida beffarda: "Chiudi il becco, stai zitto! Volerò fino all'alba. Non mi stanco e domani ti nascon do il graanello dove mai tu lo stani!" E alle 6,51 il progetto si avvera. In un orrido posto lo nascose e fu fiera. Mollò giù da quel becco a casaccio il trifoglio tra mille altri su un prato, fioriti e in germoglio. "Ora trovalo!" ghigna "Se ti riesce... non credo!" E virando la coda da lui prese congedo.
"Li trovo!" grida Ortone "I miei amici li trovo! Li devo trovareo di qui non mi muovo!" E tutti i trifogli con cura, uno ad uno, lui scruta e setaccia, "Siete qui?" fa a ciascuno ma ad ogni trifoglio, uno ad uno ha la prova che quello che cerca ancora non trova. A mezzodì è sfatto il povero Ortone, ne ha scrutati setacciati,ammassati un milione. E continua così senza mai interruzzione... Alla fine li trova! Dopo il terzo milione! "Ehi amici!" grida Ortone "Come va? Come state? Tutto bene? Tutti interi? Tutto a posto? Parlate!" Dal granello ora il sindaco fa sentir la sua voce: "Che brutti momenti abbiamo passato! E quando l'uccello poi giù ci ha mollato ci ha dato una scossa che sentiamo ancora e ogni orologio si è fermato a quell'ora. Teiere in frantumi,le sdraio sdraiate, le ruote di bici son tutte acciaccate. Per questo ti supplico" fa il sindaco a Ortone "mentre noi restauriamo ci dai protezione?" "Ma certo che avete la mia protezione! Miei piccoli amici, qui fuori c'è Ortone!"
"Hampf!" hampfa una voce! "Son quasi due giorni che corri ed insisti e parli con chi non c'è, non esiste. Un modo di fare non certo da Giungla! Ed è proprio inutile che altro ti aggiunga! E se son qui è per dirti arrabbiata che del tuo giochino mi sono stufata!" "Anch'io!" fa la piccola al marsupio affacciata.
"E grazie ai Fratelli Macachi e a dozzine di Zii e Zie e di Maca-Cugine, e ogni Maca-Parente, diretto e acquisito, stai per esser legato in gabbia spedito! Il tuo grano di polvere... ah ah! Vedi là il pentolone? Dentro l'olio di Frizz friggerà a perfezione!"
"Lo friggete?..." balza Ortone! "Non potete! ci son tante persone! Vi daranno la prova se ne avranno occasione!" Chiama Ortone "Signor Sindaco! Per carità Devi darela prova chevoi siete là! Chiama tutti a raccolta! Fai venir tutti fuori! Ogni Chi lanci un grido! Ogni Chi a far rumori! Ogni Chi a squarciagola! Altrimenti ogni Chi finirà fritto in fretta dentro l'olio di Frizz!" E giù dentro al granello, nella piazza Chissà, il minuscolo Sindaco radunati li ha già. E il suo popolo strilla. Sono grida impaurite: "Siamo qui! Siamo qui! Siamo qui! Ci sentite?" L'elefante sorride: "Questo è come un barrito. Son sicuro, canguri che lo avete sentito." "Solo un soffio di brezza" la canguraè stizzita "e un frusciare di vento, solo questo io ho udito! Nessun suono di voci. Neanche tu l'hai sentito." "Nemmen'io!" fa lapiccola dal marsupio sortita Poi urlarono: "Questo stupido in gabbia portate! Commetri di fune la sua pancia legate! Serratequei nodi chelo tengano strizz! Eaffondate il granello dentro il succo di Frizz!"
Con la forza ed il vigore si dibatte ora Ortone, ma la banda Macaca era un vero plotone. Lo picchiarono! Bistrattarono! Lo tirarono dentro! Ma lui grida al suo Sindaco anche in questo momento:"Non vi date per vinti! Io vi credo e poi penso che ognuno è importante, sia piccolo o immenso! E voi, così mininmi, voi non morirete se fate sentire a lor che ci siete! E allora forza i polmoni spremete!" Il sindaco batte il tam tam con passione e ognuno a Chissà fa una gran confusione, e batton le pentole! Padelle e posate! I secchi del sudicio! Lattine già usate! Soffiando i bazuca, squillando trombetti, spremendo chi i flauti e chi i clarinetti! In citta corre il sindaco, da levante a ponente. Ogni Chi del suo meglio sembra far veramente. C'èchi berciaechi sbraita! Chi ruggisce e chi trilla! Manon bastano ancora queste altissime strilla! Deve avere qualcuno che rafforzi il baccano. E setaccia ogni casa! E ispeziona ogni piano! Mentre pensache ormai dapperttutto ha cercato, e si appresta a mollare con il cuor disperato, si ritrova ad un tratto adaprire il portone che nascondequalcuno chefa il fannullone! Nel Budel-Condominio, al G-12,oh no! Un minuscolo essere, che si chiama Giò-Giò non fa nulla,ma gioca, giocacon lo Yo-Yo! Non fa un suono! Nè un pio! Nè uno schiocco! ed il Sindaco si lancia ed afferra lo sciocco! Poi col giovane sale sulla torre Eiffelbera: "La cittàsta vivendo lasua ora più nera! L'ora in cui ogni Chi,il cui sangue sia rosso, va in aiuto alla patria!" econcludecommosso. "Dobbiamfareun rumore ancor più roboante! Perciò grida, ragazzo! Ogni voce è importante!"
Così disse làinalto. E salito,Giò-Giò si schiarisce la voce e poi grida il suo"Oh!" Quell"oH...!" Così piccolo, ma in aggiunta bastò! Finalmente! Evviva! Infin da quel grano quelle voci si udirono! Da vicino e lontano! L'elefante sorrise. "Ora è chiaro io spero! Hanno dato la prova che ci sono davvero. E se sono minuscoli, questo non cambia niente, è riuscito il più piccolo a salvar la sua gente!" "E' vero!" disse mamma cangura. "E, d'ora in poi, cercherò addirittura... d'ora in poi li proteggo, lo farò insieme a te!" E la minicangura: "Vale anche per me! Dal sole d'estate, dai freddi più intensi io voglio proteggerli, sian piccoli o immensi!"
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:37 |permalink | commenti (7) | categoria:cinema | Torna su mercoledì, aprile 30, 2008
LA LIBERTA'La libertà non ha mai significato "Voglio fare tutto quello che mi pare", ma è necessaria per arrivare alla conoscenza; la libertà di scelta è quello che ho, mentre invece la libertà della scelta è quello che voglio. La libertà non è stare sopra un tetto o il volo di un gabbiano e nemmeno un grande spazio libero, ma è partecipazione. La libertà è poter fare l'amore con tutto il mondo che mi sta intorno senza essere giudicata, è essere me stessa fino in fondo, senza rinnegarmi mai, saper riconoscere e amare il mio io, perchè solo così riesco a rispettare chi mi sta intorno. La libertà è di sicuro la più bella e bugiarda illusione che mi ha riservato la vita; non mi è concesso di passare a testa alta o a testa bassa sotto i tantissimi ponti che il destino mi ha destinato perchè alla fine di ogni atto di libertà arriva una sentenza che me la farà pagare cara. La libertà è l'obbedienza alle leggi che mi sono prescritta io è potere tutto su me stessa, consiste nella libertà di dire che il blu è il colore dell'amore e se questo mi è concesso poi seguiranno tutte le altre, non sta nello scegliere tra Berlusconi e Veltroni, ma sottrarsi da questa scelta obbligata, io credo che sia un diritto prima che un dovere. La libertà la vivo come una grande realtà, ma significa soprattutto, libertà dalle menzogne, è per me un dubbio continuo, è fregarmene del potere costituito dai grandi condizionamenti e dalle grandi certezze, perchè le sicurezze mi chiedono sempre in cambio qualcosa e allora è meglio avere qualche problema in più, ma essere onesti fino in fondo; è un'esenzione da un sacco di vincoli che mi vengono imposti. La libertà è il vento, è quando non ho niente da fare e niente da pensare.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 13:55 |permalink | commenti (2) | categoria:pensieri | Torna su martedì, marzo 25, 2008
GIOVANNA
Dentro di me ho qualcosa che non mi piace fino in fondo, e per pigrizia o per paura, giro alla larga, anche se so benissimo che solo affrontando il problema posso sperare di risolverlo. A parole è tutto semplice! E invece si tratta sempre di affrontare vere e proprie battaglie... con la terribile prospettiva di lasciare qualcosa di me sul campo. A volte la felicità mi fa paura, penso che potrebbe finire, durare poco, che tutto possa venire spazzato via così... all'improvviso, molte volte, senza una ragione apparente, comincio ad avere paura; ho freddo e mi sento sola. I sentimenti sono così imprevedibili a volte, così indipendenti dalla volontà di chi li prova e tutto può cambiare da un momento all'altro; io non sopporto la monotonia, le cose ormai scontate. Amo il rischio, l'imprevisto e leforti emozioni e poi sono troppo impulsiva,troppo emotiva, mi lascio trascinare; spesso faccio le cose così, d'istinto, senza pensarci sopra, ma forse sono solo troppo critica con me stessa e non so apprezzarmi come dovrei; però mi piace ascoltare le persone, è così che imparo a conoscerle. Se c'è una cosa che odio è che si cerchi di leggermi nel pensiero e non sopporto di essere così vulnerabile, Vorrei diventare forte; tanto forte da non stare male per ogni sciocchezza, devo piantarla con tutti questi dubbi, smetterla di aver paura, amo e sono ricambiata da un uomo carino, dolce, intelligente e comprensivo che riesce a farmi sentire unica e speciale. In fondo sono una brava persona, sono seria e sono riuscita a vivere senza grandi aiuti, ho affrontato tutto e mi sono costruita una vita indipendente, anche se non troppo solida; sono affettuosa, dolce e ho il cuore tenero, so ascoltare, anche se a volte mi fido troppo del parere degli altri. Sono onesta,sono spiritosa, sono in gamba e pronta ad imparare! So davvero stare in piedi da sola, magari un pò traballante, ma questo è più di quello che si può dire di un sacco di donne. Non ho nulla da nascondere, nessuna zona oscura,nessun giardino segreto,nessun trauma; sono come sono con un sacco di difetti, ma in fondo mi piace il mio modo di essere,libera ed indipendente dalle mode stabilite. Non appartengo a nessun sistema, mi sono sempre opposta, frequento la gente che mi piace, vado dove mi pare, leggo un libro perchè mi attira e non perchè bisogna assolutamente averlo letto. Adoro la mia casa piena di ricordi, di suoni antichi e tutta colorata, con i disegni sui muri e le pareti scarabocchiate, non potrei mai lasciare le mie fatine, i miei folletti e i miei pupazzotti ubriaconi che mi tengono compagnia la notte quando Gil non è con me, e non riuscirei mai a separarmi dal mio vecchio amico Quasimodo che vive nel castello di un vecchio quadro. Si hai ragione tu Euridice "gattina mia" La vita è magica basta solo crederci...
Pensieri scritti da giosiracconta alle 16:00 |permalink | commenti (9) | categoria:pensieri | Torna su lunedì, febbraio 18, 2008
ECCO COME VIVO LOW COST
ISTRUZIONI PER COMBATTERE IL CARO VITA ED ESSERE FELICI Su metro ho trovato un bellissimo articolo che potrebbe essere stato scritto da me e Gil ve lo riscrivo così com'è non togliendo nulla, tralasciando solo il nome dell'autore. TENDENZE Essere low cost richiede un atteggiamento strategico, la capacità di attendere e il tempo per selezionare. Non si addice agli impulsivi, ed a chi è preda dell'ispirazione o dell'innamoramento. Tantomeno achi ha denaro, e spende solo oltre quella soglia del mercato convinto che la qualità parta da lì. Il low cost è soggettivo. Dipende da dove si pone la soglia del necessario.
Io ho un guardaroba dove girano una dozzina di capi che amo in quella stagione. E quelli sono.( Io ho qualcosa di più, ma tutto rigorosamente non di marca e acquistato al mercato con meno di 20 Euro al pezzo) Non mi faccio tentare dallo shopping. Anche perchè comprare un capo di abbigliamente per me è un'impresa. La mia aspirazione è una divisa, ma che sia a mia immagine e somiglianza. Per l'intimo, mutande,, calzini e canotte,se ci capito compro al mercato. Uso una utilitaria, da sempre. Meno consuma e meno mi consumo io. Non porto l'orologio, perchè il tempo è ovunque, riconosco l'ora dallaluce del giorno, ormai con buona precisione. Ma se proprio serve, c'è il display del cellulare senza fronzoli. Prezzo stracciato. Ma l'ho comprato anche perchè sulla scatola c'era scritto "simple essential". Semplice ed essenziale. Che non è la partenza, ma piuttosto l'arrivo di qualsiasi percorso anche artistico. "La felicità èavere salute di ferro ememoria corta" ha detto Ingrid Bergman... Eccolo è il mio telefono. Si chiude piccolo e blindato come un'ostrica, eniente display esterno, che se cade, e succede spesso, si frantuma. E non deve propormi sofisticazioni. La complessità abita già il mio cervello, e se devo perdere tempo e denaro lo faccio con lui. Fumo solo tabacco che arrotolo.(Noi non fumiamo) Spendo al mese il prezzo di un pacchetto di Marlboro. Una volta all'anno imbottiglio damigiane che vado a prendere dal contadino. (Noi non beviamo, ma dal contadino prendiamo la verdura) Poca spesa e la sicurezza di bere una buona percentuale d'uva. Ho ilmio supermercato preferito. Quando è al 30/40% di sconto qualcosa chenoi si mangia ne faccio incetta. Ogni tanto scopro qualcosadi nuovo,ma giusto perchè la trovo scontataemi invita. Nei discountalimentari recuperograndi pacchi di tutta la carta da famiglia; fazzoletti,igienica,simil scottex. Poi detersivi e cioccolate. Mi curo per prima cosa con internet. Quando c'è il sintomo o anche una diagnosi facile, ci si butta sui siti medici,ma anche sui forum, per sapere tutto. Quando il dubbio è grande e la cura fatta in casa non regge,punto dritto allo specialista. I giornali li sostituisco col web, a parte la domenica giornata buona da sfogliare. Quando abbiamo bisogno di un viaggio,mai più di uno all'anno (Qui invece io e Gil non ce la facciamo proprio a trattenerci, ci piace troppo andare in giro, comunque cerchiamo di non spendere mai tantissimo e i nostri viaggetti non sono mai lunghi,al massimo durano una settimana) selezioniamo una grande città europea. Week end lunghi. La data la scegliamo calcolando quella che offre un andata/ritorno in aereo a minor prezzo. Quella è, e per quei giorni ci si organizza, per il lavoro e per i figli.(non abbiamo bambini) E poi mi adeguo ad alberghi molto scrausi, ma che siano attaccati al centro. Il punto più vicino a qualunque meta. Non prendo taxi. Mai. Piuttosto mi umilio in un autostop,se il caso è disperato. (Di solito usiamo i mezzi, o andiamo a piedi) Non lascio la macchina nei parcheggi a pagamento. Sfido le intemperie, ma nella cerchia dell'ecopass ci entro solo in metropolitana o in bici. Faccio campeggio. Forse per risparmiare, ma anche perchè le mie figlie sono cresciute così.L'utile al dilettevole. L'aspirazione massima di un'estate è vivere come Mowgli: non aveva soffitti e ascensore, orari fissi,schemi del divertimento. Mangiamo fuori spesso, ma la domanda che ripetiamo ingenuamente, è sempre un posto dove si mangia bene, ma non si spende molto? Se chiedete agli indigeni c'è sempre un posto così. (Io leggo molto, ma compro solo libri economici e nelle bancarelle dell'usato). (Non ci facciamo regali inutili come anelli,collane e bracciali d'oro, ma preferiamo piccoli pensierini dolci e teneri come pelouche o cose che davvero ci servono o che ci piacciono per i nostri hobby) Insomma io e Gil siamo le persone più felice del mondo pur spendendo pochissimo e vestendoci al mercatino, abbiamo un sacco di amici con cui divertirci e ci amiamo da morire di che altro dovremmo aver bisogno?
Pensieri scritti da giosiracconta alle 17:08 |permalink | commenti (11) | categoria:pensieri | Torna su lunedì, gennaio 28, 2008
VISITA AL SOTTOMARINO DA VINCI
Domenica 27 gennaio Gil e Giò prendono parte al X° raduno nazionale organizzato da Betasom (Forum per gli amanti del mare) e (nome della base dei Regi Sommergibili operante a Bordeaux (Francia) durante la seconda guerra mondiale. Partendo da Betasom più di 30 battelli parteciparono alla battaglia dell'Atlantico). Dedicato a Gianfranco Gazzana Priaroggia (Nella foto), Il sommergibilista italiano che ha conseguito i migliori risultati nel corso della seconda guerra mondiale. Al comando dei sommergibili "Archimede" e "Da Vinci". Affondò undici mercantili alleati nel corso di tre missioni nell'Atlantico. Morì insieme al suo equipaggio,nell'affondamento del "Da Vinci", il 23 maggio 1943.
Oggi io e Gil abbiamo avuto l'onore di poter visitare il Da Vinci 2° serie classe Sauro, costruito a Monfalcone e consegnato alla Marina Militare il 23 ottobre 1981, è stato il primo sommergibile ad attraversare lo Stretto di Gibilterra nel 1989. La giornata è cominciata alle 9.30 all'arsenale di La Spezia, eravamo tantissimi e tutti impazienti di poter vedere ed ascoltare come si vive dentro un sommergibile dallo spazio angusto in 60 uomini, è stata un'esperienza unica e irripetibile, sono felicissima di averla fatta perchè non ti capita tutti i giorni di poter entrare dentro un sottomarino ancora operativo e funzionante. Un pulmino militare ci ha portato a spasso attraverso l'arsenale facendoci fermare nei luoghi più importanti,darci modo di ammirare le navi militari ancorate, fare fotografie e chiedere spiegazioni ai militari in servizio quel giorno e messi a nostra disposizione, tutte persone gentili,simpatiche,sorridenti e innamorate del proprio lavoro. Il tutto è finito come sempre in un pranzo al ristorante tutti insieme. Bellissima giornata insieme a persone simpatiche e con la passione dei sommergibili nel sangue.
I sommergibili forse non piacciono a tutti e nemmeno io ne ero particolarmente interessata fino a quando non ne ho visto uno dal vero; vi voglio raccontare brevemente la storia dei nostri sommergibili,e chissà che a qualcuno di voi non venga la voglia di saperne di più....
LA PRIMA GUERRA MONDIALE L'attività dei sommergibili italiani si svolge per lo più nell'Adriatico (1915-1918), un mare dai fondali bassi, dove il traffico di cabotaggio austro-ungarico si svolgeva nei canali interni attaccati alle isole della costa dalmata e difesi da grandi campi minati.
Pesanti agguati vicino alle basi navali nemiche non portarono grossi risultati, soprattutto per la poca attività della navi avversarie. La prima guerra mondiale accellera il progresso del sommergibile perfezionando la tecnologia, concepito solo come strumento di attacco,il sommergibile diventa anche posamine e cacciatore di altri sommergibil Finita la guerra gran parte della flotta subacquea viene disarmata e solo nel 1925 si cominciano a costruire nuovi sommergibili.
Agli inizi degli anni 30 comincia una fase di potenziamento delle forze subacquee italiane con la costruzione di battelli da grande crociera adatti agli oceani e di media e piccola crociera per operare nel Mediterraneo e nel Mar Rosso. LA SECONDA GUERRA MONDIALE Nella seconda guerra mondiale il sommergibile diventa sempre più importante e rende vive le comunicazioni su tutti i mari. Il 10 giugno 1940 quando l'Italia entrò in guerra, la Marina Italiana con 115 sommergibili di cui 38 adatti agli oceani allineava la maggior flotta subacquea del mondo,seconda solo all'Unione Sovietica che però aveva battelli più piccoli e suddivisi tra quattro flotte lontane tra loro.
Dal 1940 al 1943 operano nel Mediterraneo e in Oceano Atlantico dove dal 1940 ebbero la loro base a Bordeaux "Betasom". I battelli in Eritrea operarono nel Mar Rosso e nell'Oceano Indiano e nel 1941 dopo la caduta dell'Africa Orientale Italiana raggiunsero Bordeaux. I nostri sommergibilisti combatterono una dura guerra, ma non dimenticarono mai gli ideali Umanitari e lo spirito di corpo, sacrificando spesso la propria vita per salvare quella dei propri compagni.
In Mediterraneo fecero da supporto ai mezzi d'assalto della nostra Marina in particolare quelle compiute dallo SCIRE' con i successi di Gibilterra e Alessandria.
(100 sommergibili a Napoli nel 1938 a cui parteciparono tutte le forze navali d'Italia) Le perdite furono tante.90 battelli affondati e spesso con tutto l'equipaggio,ma i risultati ottenuti furono il 90% da quelli conseguiti da tutti gli altri mezzi della Marina. Lo testimoniano le tante medaglie al valore conquistate e i 3000 caduti.
DAL 1945 AD OGGI Alla fine della guerra nonostante i 33 battelli entrati in servizio dopo il giugno 1940 le forze subacquee erano rimaste 37, tutte usurate e ormai vecchie. Una delle clausole deltrattato di pace del 1947 vietava all'Italia ilpossesso e l'impiego di sommergibili, quindi tutti i battelli vennero posti in disarmo e poi demoliti tranne due, il GIADA e il VORTICE, che poterono con vari espedienti essere mantenuti in servizio consentendo di non interrompere l'addestramento delle nuove leve e la rinascita delle attuali forze subacquee italiane.
(Sommergibile Giada)
(Sommergibile Vortice) Con l'entrata dell'Italia alla NATO, la Marina degli Stati Uniti cedette a quella italiana alcuni battelli delle classi "GATO" e "BALAO", tra il '54 eil '74 entrarono a far parte della nostra Marina nove battelli battezzati con nomi di sommergibilisti distintisi in modo particolare durante la guerra (TAZZOLI - DA VINCI - TORRICELLI - CAPPELLINI - MOROSINI)
e di alcuni dei più importanti comandanti di sommergibili caduti in guerra (GAZZANA - LONGOBARDO - PIOMARTA - ROMEI).
Nel 1961 entra in servizio il sommergibile CALVI
DAL 1961 AL 1971 La vera ricostruzione della forza subacquea italiana comincia con la realizzazione dei quattro battelli della classe "TOTI" TOTI *BAGNOLINI *DANDOLO *MOCENIGO
(Sommergibile Toti ora esposto a Milano almuseo della scienza e della tecnica) Nella seconda metà degli anni '60 l'industria nazionale ritorna a costruire sommergibili. Presso le principali marine si era affermato il sommergibile nucleare destinato ad operare esclusivamente sott'acqua, anche la marina italiana aveva progettato un battello atomico che si sarebbe chiamato MARCONI, ma per l'adesione dell'Italia al trattato di non proliferazione nucleare l'impresa morì. Viene dato nuovo impulso allo studio di un moderno sottomarino a propulsione convenzionale con la costruzione dei battelli della classe "SAURO" entrati in servizio a partire dalla fine degli anni '70 SAURO*DI COSSATO*DA VINCI*MARCONI*PELOSI*PRINI A questi tra il '93 e il '95 si sono aggiunti LONGOBARDO*GAZZANA
Il Nazario Sauro è per adesso in disarmo e parcheggiato nell'arsenale di La Spezia, ma presto verrà spostato a Genova al Galata (Museo del Mare) ORGANIZZAZIONE L'organizzazione dei sommergibili della Marina Militare italina è è costituita da: UFFICIO SOMMERGIBILI presso lo Stato Maggiore Marina retto da un Contrammiraglio e si occupa della parte gestionale relatico ai mezzi e ai materiali e della gestione del personale COMANDO DEI SOMMERGIBILI all'interno del comprensorio dell'arsenale di Taranto retto da un capitano di Vascello e coordina le attività operative di tutti i sommergibili collaborando con i due gruppi DUE GRUPPI SOMMERGIBILI Uno a Taranto e l'altro ad Augustaretti daCapitani di Fregata UNA STAZIONE SOMMERGIBILIPRINCIPALE (Taranto) DUE STAZIONI SOMMERGIBILI (La Spezia e Augusta) La scuola sommergibili si occupa della formazione del personale sommergibilista destinato a bordo a tutti i livelli. Le Stazioni sommergibili e le caserme si occupano della logistica delle basi.
LA SCUOLA Gli ufficiali e i sottufficiali sommergibilisti provengono dalle sedi addestrative della Marina Militare e laloro preparazione come sommergibilisti inizia con la prima destinazione SCUOLASOM. La scuola è gestita da personale militaredi grande esperienza che ha passato molti anni a bordo di un sommergibile. Si aiutano anche con i sistemi informatici,nella scuola vengono formati tutti i sommergibilisti senza distinzione di grado o di categoria in modo che sappiano fare un pò di tutto. Per i corsi avanzati e le esercitazioni la scuola ha un moderno e complicato allenatore di immersione che riproduce l'interno della camera di manovra di un vero sommergibile. GLI UOMINI Sono uomini di mare dotati di un addestramento particolare ed inseriti in equipaggi capaci di portare per mare il loro sottomarino in modo esemplare. Vengono sottoposti ad accurate visite mediche molto spesso.devono possedere molto spirito di adattamento, cameratismo,tolleranza e grande professionalità per poter andare d'accordo sia con il sommergibile che con il resto dell'equipaggio con il quale devono vivere a stretto contatto per giorni e giorni. Lo spirito di corpo è molto sentito in quanto sanno di fare parte di una categoria molto ristretta di uomini speciali che vivono una vita molto particolare.
LA CANZONE DEI SOMMERGIBILI Sfiorano l'onde nere nella fitta oscurità dalle torrette fiere ogni sguardo attento sta. Taciti ed invisibili partonoi sommergibili! Cuori emotori contro l'Immensità! Andar pel vasto mar ridendo in faccia a Monna Morte ed al Destino! Colpir eseppellir ogni nemico che s'incontra sul cammino! E' così che vive il marinar nel profondo cuor del sonante mar! Del nemico e dell'avversità se ne infischia perchè sa che vincerà! Giù sotto l'onda grigia di foschia nell'albeggiar una torretta bigia la spia la preda al suo passar! Scattadal sommergibile rapido ed infallibile dritto e sicuro batte il siluro schianta e sconvolge il mar! Andar............ Ora sull'onda azzurra nella luce mattinal ogni motor sussurracome un canto trionfal! Ai porti inaccessibili tornano i sommergibili: ogni bandiera che batte fiera una Vittoria val!....
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:26 |permalink | commenti (6) | categoria: | Torna su mercoledì, gennaio 09, 2008
Bilancio attività 2007Il 2007 è finito ed è ora di tirare un bilancio delle cose fatte durante lo scorso anno.
Agosto . Viaggio a Londra di sette giorni . Due giorni a Diano Marina . Visita ai giardini della Venaria Reale Settembre
Bene ecco tutto, che dire, credo che forse ci convenga fare un abbonamento al cinema viste tutte le volte che ci siamo andati, forse anche la carta musei.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 00:14 |permalink | commenti (2) | categoria: | Torna su lunedì, novembre 19, 2007
CIRQUE DU SOLEIL - DELIRIUM
Domenica 18 novembre ore 16.00 al pala isozaki di Torino per la prima volta si esibisce "Le cirque du soleil" con un grande spettacolo DELIRIUM. Gil e Giò non vedono l'ora che lo spettacolo cominci, i biglietti oi hanno addirittura prenotati a maggio e stasera lo stadio è pieno di gente emozionata e impaziente.
Silenzio lo spettacolo comincia con un tripudio di suoni e colori
Musica, danza, acrobazia e tanta magia
Il tutto rigorosamente dal vivo
Nello spettacolo ci viene raccontata la storia di Bill, un uomo come tanti che vive attaccato ad una grande bolla, in una società dove ormai tutti i legami sono virtuali e dove i computer e le macchine sono diventati una barriera insormontabile per tutti.
Una favola che racconta le avventure di questo uomo chiuso in se stesso,ma che nel suo cammino via via incontra i personaggi più disparati e strani che lo condurranno verso il cambiamento e gli faranno capire che è meglio riversare la propria energia verso la vita e gli altri esseri umani perchè è tutti insieme che si affrontano i guai e i problemi.
Tutto lo spettacolo è basato su 21 canzoni scelte fra le più celebri del cirque du soleil.
Delirium è fatto di melodie e cantanti che trasformano con la loro voce le scene,in un bellissimo gioco di luci,colori,costumi e scenografie.
Musica tribale, elettronica e bellissime ballate si mischiano per creare un'atmosfera magica e piena di emozione.
Lo spettacolo è stato creato e diretto da Michel Lemieux e Victor Pilon, che propongono un mix di musica e fantastiche acrobazie,condite con gigantesche e impressionanti visioni multimediali.
Non è il solito spettacolo,le scene,le acrobazie, le musiche e i colori ci hanno lasciato senza fiato trasportandoci in una girandola di suoni e visioni.
I cantanti e i ballerini sono riusciti a portarci in un mondo gioioso e frenetico.
Delirium èla ricerca di un equilibrio in un mondo che èsempremenoin sincronia con la realtà,capace di trasformare la musica in movimento.
I testi sono stati creati per i brani strumentali e parole vere sono state inserite al posto di lingue inventate.
I testi sono in inglese,francese, spagnolo, wolof (un dialetto senegalese) e portoghese.
Per la prima volta i cantanti e i musicisti sono al centro del palco perchè la loro musica dove guidare tutto lo spettacolo.
Trentasei sono gli artisti coinvolti: 6 musicisti, 12 ballerini, sei cantanti, nove acrobati e 3 attori.
Il trionfo della tecnica, ma anche della favola e della poesia
Uno spettacolo bellissimo e pieno di emozioni che Gil e giò ricorderanno per un bel pezzo. Vi lascio una raccolta di spezzoni dello spettacolo ma non rendono come dal vivo.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 17:28 |permalink | commenti (15) | categoria:giò e gil | Torna su lunedì, ottobre 29, 2007
OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI
Sabato 28 ottobre 2007 ore 14.30 Giò e Gil riescono ad ottenere per un pelo i biglietti per la visita delle antiche officine grandi riparazioni delle ferrovie, una delle più antiche testimonianze del passato di Torino.
Sono state costruite tra il 1885 e il 1895 e destinate alla costruzione e alla manutenzione delle locomotive e dei vagoni.
Sono rimaste chiuse e inagibili per anni e soltanto per tre giorni hanno deciso di farlo visitare al pubblico, dal 31 ottobre 07 lo si potranno visitare soltanto il mercoledì alle ore 16.00 con una prenotazione.
Diventano subito il primo sviluppo di Borgo San Paolo (Dove sono ubicate),il quartiere situato fuori dalla cinta daziaria fino ad allora era agricolo, ma si trasforma rapidamente; nuove industrie cominciano ad occuparlo e l'immigrazione fa si che la crescita demografica aumenti, tutto questo cambia i valori di tutta la zona.
L'edificio delle O.G.R. si sviluppa su una superficie di 20.000 metri quadri all'interno di un'area di circa 31.000, la pianta ha un impianto ad H con due maniche di 200 metri, collegate trasversalmente da un corpo di fabbrica più basso. All'interno i due edifici sono suddividi da due file di pilastri in ghisa che creano un suggestivo impianto a navata.
Un elemento molto importante è il DUOMO unospazio ricavato all'interno della navata centrale,di altezza maggiore rispetto alle altre tre. Le O.G.R.sono state utilizzate per lariparazione dei locomotori fino agli anni '70 e in seguito come centro di stoccaggio delle macchine utensili.
Dismesse dai primi anni '90 sono state oggetto negli anni 2002/2003 di un concorso internazionale di progettazione per il recupero dell'edificio, che lo vede trasformarsi in un grande centro espositivo. Il progetto elaborato daalcuni architetti èper ora rimasto sulla carta; solo nel 2007 infatti l'edificio è stato concesso dalle Ferrovie dello Stato in comodato d'uso gratuito trentennale alla città di Torino. E'stata una visita interessante e istruttita che ci ha lasciato dentro una bella sensazione e un caschetto anti infortunistico che ci hanno lasciato in omaggio.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:50 |permalink | commenti (6) | categoria:giò e gil | Torna su mercoledì, ottobre 10, 2007
Londra 3° GiornoCattedrale si St'Paul |