BACIO BLU |
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mercoledì, marzo 18, 2009
Franco BattiatoAltro memorabile concerto Pensieri scritti da giosiracconta alle 22:21 |permalink | commenti (2) | categoria: | Torna su mercoledì, gennaio 14, 2009
GIO' E GIL 2008
Come ogni inzio di anno facciamo il bilancio di quello passato.
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
Pensieri scritti da giosiracconta alle 15:47 |permalink | commenti (2) | categoria:giò e gil | Torna su martedì, novembre 25, 2008
Siamo Pazzi? SIII!Ieri Gil e Giò sono andati a teatro a vedere uno spettacolo. ![]() Lord of Dance Lo spettacolo è il Michael Flatley's Lord of Dance , uno spettacolo di danza irlandese ma non quella tradizionale, uno spettacolo moderno e carico di emozione, uno spettacolo per cui valeva la pena fare tutta quella strada. E' stata un'emozione dall'inizio alla fine, mi veniva la pelle d'oca, le musiche, le coreografie, le gambe e i piedi che raggiungevano velocità e ritmi frenetici, il rumore dei tacchi di metallo che dava ritmo alle musica, tutto era fantastico. Faccio fatica a descriverlo e perciò metto un clip della data di Praga, 2 ore di spettacolo condensate in 9 minuti, vederli dal vivo è stato bellissimo. Organizzazione Naturalmente se volete anche voi andare a vedere uno spettacolo vi dico che serve un minimo di organizzazione. I biglietti li ho fatti via internet su un sito autorizzato alla rivendita che avesse anche la versione in inglese anche se il francese non è difficile ho preferito non avere dubbi sull'interpretazione dei messaggi durante l'acquisto. Per evitare di doverli ritairare in loco ho optato per la spedizione a casa, il motivo era che per questo spettacolo sarei dovuto andare a ritirarli in un punto FNAC, ma non essendo pratico ne della città ne della lingua e non sapendo se erano aperti la domenica non ho voluto rischiare e farmeli spedire è stata la cosa più sicura. Per il viaggio dato che la Francia è cara ci siamo portati acqua e panini da casa per mangiare lungo il viaggio, siamo partiti alle 10:00 e siamo arrivati alle 14:10 presso il teatro, al ritorno siamo partiti alle 16:50 e siamo arrivati alle 20:30. Curioso evento, mentre, a Lione, cercavamo di capire quale fosse la via in cui ervamo fermi per poter trovare la strada sulla cartina ci si è avvicinato un signore che ci ha chiesto dove fossimo diretti. Gli abbiamo detto Halle Tony Garnier e lui in francese e con qualche parola di italiano ci ha indirzzato sulla via giusta, che dire noi non gli avevamo chiesto nulla, è stato un suo gesto spontaneo, che dire? Mercì Beaucoup e la prossima volta che vedo un turista con la cartina che cerca la strada vedrò di aiutarlo. Pensieri scritti da giosiracconta alle 20:41 |permalink | commenti (2) | categoria: | Torna su martedì, novembre 11, 2008
AMO / NON AMO
AMO sognare a occhi aperti, mangiare messicano e altre squisitezze, i gatti e i maialini, la gente interessante e non banale, visitare musei e monumenti, le fiabe e le leggende, le storie fantasy e di mistero, la lettura, l'antico Egitto, i castelli , la musica celtica la country music, la new age e la musica classica, film storici e fantasy Walt Disney,
andare alle fiere e ai mercatini dell'usato i peluches, le bambole, le candele,
cesti di vimini , le sigle dei cartoni animati anni Settanta, Angelo Branduardi e Alberto Camerini la montagna d’estate e il mare d’inverno,
le fan sfegatate di attori e cantanti chi critica tutto e tutti, chi ce l'ha con me per il mio modo di vivere, gli integralisti religiosi, la vivisezione, le discoteche, le birrerie e i locali notturni in genere,
i maniaci sessuali, i pedofili, la gente cattiva ed egoista non avere tempo da dedicare alle cose che amo, andare in spiaggia, i villaggi turistici, chi maltratta gli animali e i più deboli Pensieri scritti da giosiracconta alle 16:51 |permalink | commenti (1) | categoria:pensieri | Torna su mercoledì, ottobre 15, 2008
AMERIGO VESPUCCI
Gil e Giò domenica 5 ottobre 2008 si sono recati in quel di Ravenna a visitare la nave più bella del mondo : l'AMERIGO VESPUCCI. L'Amerigo Vespucci è un veliero della Marina Militare costruito come nave scuola per l'addestramento degli allievi Ufficiali.
STORIA Progettata dall'ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio Navale, fu costruita nei cantieri di Castellammare di Stabia nel 1930 e varata il 22 febbraio 1931 al comando del Capitano di Vascello AUGUSTO RADICATI DI MARMORITO, un nobile piemontese, madrina del varo è stata la signora ELENA CERIO. Il compito della nave fu quello di affiancare il CRISTOFORO COLOMBO nell'attività di addestramento fino al termine della seconda guerra mondiale, quando quest'ultimo fu ceduto all'URSS come risarcimento danni di guerra. Dal 1946 al 1952 è stata l'unica nave scuola a vela della marina militare italiana ed attualmente è la più anziana nave ancora in servizio. Il motto della nave ufficializzato nel 1978, è: " NON CHI COMINCIA MA QUEL CHE PERSEVERA" I precedenti motti sono stati: "PER LA PATRIA E PER IL RE", sostituito nel 1946 con "SALDI NELLA FURIA DEI VENTI E DEGLI EVENTI". L'addestramento si svolge attraverso le Campagne Addestrative, che sono crociere d'istruzione, con itinerari diversi; fino ad ora ne sono state fatte 71. Oltre all'addestramento in questi ultimi dieci anni, ha avuto il compito di ambasciatore sul mare dell'arte, della cultura e dell'ingegneria presentandosi in molti dei più importanti porti del mondo. L'Amerigo Vespucci è un veliero che mantiene vive le vecchie tradizioni, le vele sono ancora in tela olona,le cime sono ancora tutte di materiale vegetale e tutte le manovre vengono eseguite a mano; ogni ordine abordo viene impartito dal comandante, tramite ilnostromo con il fischietto; l'imbarco e lo sbarco di un ufficiale avviene con gli onori al barcarizzo a seconda del grado dell'ospite. Nel 2006, a 75 anni dall'entrata in servizio,ha ricevuto presso l'Arsenale Militare Marittimo della Spezia pesanti lavori di manutenzione con la sostituzione completa dell'albero di trinchetto,ricostruito esattemente come era in origine. Ci hanno detto che per mandare in pensione la splendida nave aspettano che compia i 100 anni e poi sarà museizzata (non so se si dice così).
TALL SHIP'S RACE La nave più bella del mondo nel 2000 ha partecipato alla Tall Ship's Race, la competizione che mette a confronto le Tall Ship, i velieri ad alti alberi delle Marine Militari di tutto il mondo. In sei mesi ha percorso più di 10.000 miglia arrivando seconda,dietro la tedesca Gorch Fock. La nave scuola ha guidato i velieri italiani anche alle The Tall Ship's Races 2007 Mediterranea, inoltre ha partecipato alla manifestazione "IL MARE DEVE VIVERE", una crociera ecologica del Mediterraneo che si è svolta dal 9 aprile al 15 giugno 1978, in questa occasione è approdata nei porti più importanti del Mediterraneo. DATI TECNICI * Stazza netta: 1.202,57 t * Scafo in acciaio (lamiere chiodate) a tre ponti definiti di coperta, batteria e corridoio con castello e cassero rispettivamente a prua e poppa * Imbarcazioni di supporto: n 11 per l'addestramento e per i servizi portuali. * Superficievelica: 2.800 mq su 26 vele quadre e di taglio in telaolona (fibra naturale). * Alberatura: su 3 alberi e bonpresso, albero di maestra (54 metri), trinchetto (50 metri) e mezzana (43 metri) - parteinferiore degli alberi, pennoni bassi e sartie in acciaio. * Manovre fisse e correnti in fibra naturale per circa 34 km di lunghezza. * Copertura del ponte, castello, cassero e rifiniture in legno teak. * Apparato motore: due motori Diesel Fiat B308 ESS accoppiati ad un motore elettrico di propulsione Marelli di 1491,4 kW, 1 elica a 4 pale fisse, quattro alternatori Diesel per l'energia elettrica.
EQUIPAGGIO L'equipaggio è composto da 11 ufficiali, 72 sottufficiali e 190 sottocapi e comuni. Nei mesi estivi imbarca anche gli allievi del primo anno dell'Accademia Navale di Livorno, circa 140, per un totale di 470 persone. L'equipaggio ha compiti diversi ed è suddiviso nei Servizi Operazioni(si occupa della navigazione, utilizzando gli strumenti di cui la nave è provvista, della meteorologia e delle telecomunicazioni) Marinaresco (Si occupa delle vele, alla gestione delle imbarcazionie all'esecuzione delle manovre di ormeggio e disormeggio) Dettaglio ( comprende il personale che gestisce le mense di bordo) Armi( Ha in consegna le armi portatili e provvede all'addestramento dell'equipaggio Genio navale/Elettrico (assicura le condizioni dell'apparato motore e degli apparati ausiliari,la produzione di energia elettrica e il mantenimento dell'integrità dello scafo) Amministrativi/Logistico (si occupa dell'acquisizione, contabilizzazionee disribuzione dei materiali, della stesura degli atti amministrativi e della gestione delle cucine Sanitario (si occupa delle attività di prevenzione e cura del personale).
IL COMANDANTE Il capitano di vascello Maurizio Bonora è nato a Riccione il 1 giugno 1960, nel 1979 è stato ammesso all'Accademia Navale di Livorno uscendone nel 1983 con il grado di Guardamarina. Dal 1983 ha prestato servizio sulle fregate Lupo, Grecale e Libeccio ricoprendo ruoli diversi nel campo dei sistemi d'arma. Nel 1990 ha prestato servizio negli Stati Uniti imbarcandosi sulla USS Saipan, rientrato in Italia si è occupato dell'allestimento della nave Sibilla per poi assumere nel 1992 con il grado di tenente di vascello il comando della nave Lipari. Dal 1993 al 1995 è stato comandante al Corso presso il Collegio Navale Francesco Morosini, oggi diventato scuola Navale a Venezia. Fino al 1988 ha prestato servizio all'Ufficio piani dello Stato Maggiore Marina per poi ricoprire dal 1999 al 2000 l'incarico di Comandante in 2^ di Nave Audace. Nel 2001, con il grado di Capitano di Fregata, ha comandato Nave Granatiere ed è stato destinato presso l'Istituto studi Militari Marittimi di Venezia in qualità di docente. Nel settembre 2005 è rientrato allo Stato Maggiore Marina con l'incarico di Capo Ufficio Immagine e Promozione fino all'ottobre del 2007 per assumere il comando dell'Amerigo Vespucci. Il comandante Bonora è laureato in Scienze Marittime e Navali presso l'università di Pisa, in Scienze Politiche presso l'università di Trieste ed ha un Master in comunicazione, inoltre è sposato ed ha due figli.
E' la seconda volta che Gil e Giò riescono a salire su questa nave, ma purtroppo non sono ancora riusciti a visitarla all'interno, anche se comunque sul ponte ci sono un sacco di cose da ammirare, soprattutto il modo in cui la tengono pulita e in ordine, degli ottoni così lucidi non li abbiamo visti in nessun altro posto. Pensieri scritti da giosiracconta alle 14:12 |permalink | commenti (1) | categoria:giò e gil | Torna su venerdì, settembre 12, 2008
QUELLO CHE NON SARA'
Stamattina ho letto un articolo scritto da Gabriele Ferraris su Torino Sette (inserto della Stampa) che mi ha emozionato e fatto pensare a quante volte durante la nostra vita ci disperiamo e ci preoccupiamo per cose davvero inutili e superflue,quando invece dovremmo essere felici di quello che ci viene regalato ogni giorno, perchè tutto potrebbe finire all'improvviso in un giorno qualunque e senza preavviso. Vi riporto per intero l'articolo e spero faccia lo stesso effetto che ha avuto su di me la sua lettura.
Vivo per miracolo. Anzi, per caso. Uno scherzo di quei tanti che fa il destino.L'altro giorno, sull'autostrada: viaggio pian piano, e da dietro una curva sbuca un'auto in contromano sulla corsia di sorpasso.Mi sfreccia accanto, scompare nel retrovisore. Non è successo niente, c'è poco traffico, si sarà fermato, chissà. Avverto la polizia,il casellante.Non ne so più nulla. Non era la mia ora. Per fortuna, non era l'ora di nesuno,su quell'autostrada quel giorno. Il destino mi è passato accanto,mi ha guardato, ha detto "ci vediamo un'altra volta, per oggi ti lascio andare". Non c'è notizia. E sono felicissimo di non essere diventato "una notizia". Però ti serve. E' una riflessione banale, ce la ripetiamo quasi ogni giorno: uno se la prende per delle sciocchezze, si arrabbia, fa piani per il fututo. A volte odia, recrimina. Eppure, potrebbe essere tutto inutile, un vaneggiamento idiota: può finire tutto così, perchè qualcuno, mentre tu insegui i tuoi pensieri, insegue i suoi, e inseguendo i suoi pensieri non s'accorge che ha imboccato l'autostrada contromano, e d'improvviso i vostri pensieri - i tuoi, i suoi - diventano gli ultimi, i più inutili. Una riflessione banale, certo. Finchè resta purissima teoria, ma sotto sotto pensi che capita agli altri, e tu invece devi lottare e soffrire, perchè davanti hai ancora - tu, soltanto tu - un futuro infinito, da riempire con chissà quali soddisfazioni, chissà quali rivincite. Ma se il destino ti fa il regalo raro di sfiorarti, di palesarsi ai tuoi occhi, magari sotto forma di uno stordito che ha imboccato la corsia sbagliata... Beh,è diverso. E' un dono prezioso. Davvero capisci che non sai quanto tempo ti resta, ma potrebbe essere pochissimo; e dunque non puoi avvelenarlo con rabbia, rancore, invidia. Usalo per dare ciò che non hai ancora dato per dire ciò che non hai ancora detto. E smetti di soffrire per quello che forse non sarà mai.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 15:59 |permalink | commenti (2) | categoria:pensieri | Torna su mercoledì, agosto 13, 2008
FERRAGOSTO FESTA DELL'ACQUA E DEL FUOCO
Mircea Eliade storico delle religioni romeno scriveva che il tempo delle feste tradizionali è un tempo sui generis, molto diverso dal tempo ordinario. Nella festa si aprirebbe una breccia nella realtà, capace di farci tornare a un passato "mitico": "la periodica riattualizzazione dei gesti creativi compiuti dagli esseri divini a quel tempo costituisce il calendario sacro, il complesso delle festività. Una festa ha sempre luogo nel tempo originario; è la reintegrazione di questo tempo che rende il comportamento umano durante la festa diverso da quello prima o dopo di essa (Il sacro e il profano). A questa norma non fa eccezione una festività tradizionale importante come quella di ferragosto.
Il mese di agosto era il capodanno per gli antichi egizi. lo è tuttora per i Copti egiziani, lo fu per i greci che lo dedicarono ad ATHENA. Tutti gli anni, proprio intorno al Ferragosto, si verifica un importante fenomeno astronomico, e cioè il levare eliaco di SIRIO. Accade che la "STELLA DEL MATTINO", raffigurazione celeste di ISIDE e MARIA, è per la prima volta nel corso dell'anno visibile appena prima dell'albeggiare. Questo fenomeno fu collegato da molte civiltà antiche, soprattutto in Egitto, dove il levare elliaco di SIRIO apriva la fertile stagione delle inondazioni, pertanto questa data viene glorificata e festeggiata.
A Roma poco dopo l'inizio del segno del leone, sulle rive del Tevere si celebravano i NEPTUNALIA, feste dedicate a NETTUNO, mentre i celti il primo giorno d'agosto lo dedicavano al Dio LUG, Dio della luce e della resurrezione, nell'antica Roma il 12 si festeggiava ERCOLE INVITTO o TRIONFATORE, due anticipazioni di San Lorenzo, due miti per parlare delle stelle cadenti che "Illuminano la notte, trionfano nelle tenebre".
Sempre a Roma si festeggiava DIANA AVENTINA, servi e padroni si recavano insieme al tempio dell'Aventino e poi nei boschi per pic nic ante litteram.
Nello stesso giorno si festeggiava anche il Dio VORTUMNO, colui che faceva maturare i frutti.
Il 17 si festeggiava PORTUNO, il Dio dei porti e delle porte, contemporaneamente a GIANO, il Dio che guarda al passato e al futuro.
Il 19 le Vinali rustiche dedicate a VENERE, il 21 era dedicato a CONSO, il Dio dei raccolti "CONSUALIA" ,periodo di festa e riposo nell'antica Roma repubblicana.
Fino al 18 a.C. più o meno questo era il calendario romano, poi l'imperatore AUGUSTO decise di riunire tutti i festeggiamenti alle Calende del mese sestile, (l'anno cominciava a marzo), che furono chiamate FERIAE AUGUSTI, le feste di Augusto da cui il nostro Ferragosto. Nel corso dei festeggiamenti in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, immutate nella forma e nella partecipazione, durante il famoso "Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena ogni 16 agosto.
ATHENA in Grecia, DIANA a Roma, nel vicinoOriente nello stesso periodo era festeggiata un'altra Grande Madre, la siriana ALTARGATIS, conosciuta come Dea SIRIA anche nel mondo greco romano, considerata protettrice della fertilità e dei lavori dei campi.
Il 15 agosto coincide con la festività religiosa dell'Assunzione della beata Vergine Maria: un antico culto importato dall'Oriente Bizantino. Non ha avuto molta storia nei Vangeli, sparisce con la discesa dello Spirito Santo, ma negli apocrifi si parla di lei con il Transito della Beata Vergine Maria attribuito a Giuseppe d'Arimatea, non databileenel VI secolo la Dormizione della Santa Madre ad opera di S. Giovanni il Teologo.
E' tra il IV e la fine del V secolo che il culto dell'Assunzione incomincia a diffondersi, a Gerusalemme si comincia a a celebrarla all'inizio del VI secolo nella chiesa costruita da EUDOSSIA sui Getsemani, dove si narrava che Maria fosse stata sepolta, perciò defunta.
L'imperatore Maurizio ordinò che la celebrazione venisse estesa a tutto l'Impero e attorno all'anno Mille la si ritrova come ricorrenza nella quale si osserva il riposo. In questa occasione, si svolgevano spettacolari processioni notturne durante le quali veniva trasportata l'antica immagine del Salvatore, in un percorso che partiva dalla cappella di San Lorenzo in Lateranofino ad arrivare alla basilica di Santa Maria Maggiore. L'immagine di Cristo, proclamata Acheropita cioè non dipinta da mano umana, ma secondola tradizione dagli angeli,veniva prelevata dal papa in persona nella sera del 14 agosto e deposta su una portantina che avrebbe attraversato la città alla luce delle fiacole. Secondo una leggenda nel corso di una di queste processioni papa Leone IV sconfisse un mostruoso basilisco che si era installato in una grotta nei pressi della chiesa di Santa Lucia in Orfeo, poi Santa Lucia in Selci. La processione venne soppressa intorno alla seconda metà del secolo XVI
Chiamata transito o Dormizione, non esprimeva chiaramente di che cosa si trattasse: in qualche caso si parlava di corpo incorrotto, perciò morto, in altri di corpo che veniva avvolto dalla luce e assunto in cielo dagli angeli. Morta o addormentata? Il dibattito continuò per secoli e secoli, si formò il partito a favore dell'assunzione, si fecero petizioni popolari perchè fosse proclamato il dogma. Nel 1950 dopo quattro anni di consultazioni,Pio XII lo confermò indicando che l'Assunzione è un fatto divinamente rivelato, che fonda sull'insieme delle indicazioni desunte dalla tradizione e dalla fede universale dei devoti, sicuro indice dell'intervento dello Spirito Santo.
La collocazione al centro del mese segue la solita prassi: sostituire le feste pagane con feste cristiane, per rendere più facili le conversioni. Tutte le feste cristiane sono sovrapposte alle antiche pagane e, qualche volta, i santi in esse celebrate hanno attributi degli Dei che li hanno preceduti. L'assunzione ha una grande eco in Spagna, dove le feste durano una settimana, in Italia non c'è città, cittadina o paesino che non abbia la sua tradizione.
E' comunque da escludersi che la festa sia dominata esclusivamente dalla componente simbolica "femminile": alla celebrazione della prosperità, della fecondità e della vegetazione si associano anche aspetti "virili", come il trionfo del sole e della luce.
In Irlanda l'assunzione viene detta nell'antica lingua gaelica Feile Mhuire 'sa bhFomhar ed è una festivita di particolare importanza poichè nel bel mezzo della stagione di buon tempo, fornisce l'opportunita di una gita fuori porta. Proprio in Irlanda era radicata la credenza che il bagno in mare il giorno di ferragosto fosse particolarmente benefico perla salute: così in epoca passata gli impiegati e i servi, nelle contee di Limerick e Kerry, includevano espreessamente negli accordi con i loro padroni la previsione della festività dell'Assunzione. Un'altra credenza diffusa era quella che in questa data fosse particolarmente benefico bere tre grosse sorsate di acqua di mare: cosa di cui erano convinti anche molti autori classici.
In molte varianti della festa ferragostiana, specie in tutta l'area alpina, si accendono nella notte grandi falò e vi si raduna poi intorno, per osservare rapiti il guizzo delle fiamme che tendono verso l'alto. Anche questa usanza ha radici antichissime: il fuoco simbolo di purificazione e rigenerazione,assurge a emblema del trionfo del sole nel corso del suo lungo ciclo annuale.
In un'ampia zona della Toscana, che ha il suo centro nel senese a ferragosto si recita il "bruscello", una festa dalle origini remote; il nome "bruscello" pare derivi dalla forma dialettale "abruscello",cioè "arbustello", "alberello". Questo bruscello veniva trasportato in processione per le strade del paese, e successivamente piantato al centro di uno spazio "sacrale",dove si svolgeva la rappresentazione drammatica. Essa consisteva essenzialmente nella disputa tra due pretendenti alla mano di una ragazza; in alcune versioni erano presenti altri personaggi,tra cui i due vecchi genitori della ragazza stessa, un "mezzano di matrimoni", un buffone che inventa scherzi e intrighi e un personaggio autorevole che assegna, alla conclusione della vicenda,la ragazza al pretendente da lei preferito.
Giò si racconta augura a tutti voi un ferragosto ricco di amore, poesia, musica e tanta allegria
Pensieri scritti da giosiracconta alle 18:44 |permalink | commenti (1) | categoria:lo sapevate che | Torna su mercoledì, luglio 09, 2008
Gita alle grotte di BosseaDomenica scorsa Gil e Giò sono andati a visitare le Grotte di Bossea, anzi la grotta dato che si tratta di un'unica enorme grotta.
L'ingresso è chiuso la guida si prepara e apre, prima di entrare le solite raccomandazioni, no toccare le concrezioni perchè la patina di grasso che le lasceremmo su ne blocca la crescita e mettersi un giubbotto perchè dentro vi sono nove gradi tutto l'anno, abbiamo provato e infatti fa parecchio freddo, meglio portarsi un maglioncino. La grotta è stata esplorata nel 1840, poi illuminata e attrezzata per le visite alla fine del 1800, si estende per oltre 2 Km, con un dislivello di oltre 200 m. In alcuni punti ci si arrampica su una scala a gradini, ma nel complesso non è una sfacchinata, inoltre ci si ferma più volte per le spiegazioni.
La prima parte è molto stretta, poi si arriva una seconda zona dove sembra di trovarsi dinnanzi ad una frana, qui sono state trovate ossa fossili di orsi vissuti oltre 500.000 ani fa che sono morti nella grotta, proseguendo nella vista si arriva in una parte molto più ampia e alta dove è stato messo uno scheletro di orso in bella mostra, anzi dovrei dire scheletro di orsi datio che è fatto con pezzi di veri individui.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 13:03 |permalink | commenti (4) | categoria: | Torna su martedì, maggio 13, 2008
ORTONE E IL MONDO DEI CHI
Gil, Giò il piccolo Ruben e Chicca lo scorso sabato sono andati a vedere questo film e si sono divertiti tantissimo...
Un mattino qualsiasi in un giorno apparentemente come gli altri Ortone l'elefante si sta trastullando in acqua nella giungla di Nullo, quando all'improvviso sente un grido di aiuto molto debole che proviene da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell'aria.
Siccome egli è molto generoso e disponibile soprattutto verso i più deboli,raggiunge il piccolo granello e scopre che su quel puntino adagiato su un trifoglio in fiore vive la città di CHI NON SO,abitata dai microscopici CHI.
Al primo cittadino della città il SINDA-CHI spaventato dalle cose strane che accadono negli ultimi tempi Ortone promette che metterà in salvo la città. E l'avventura comincia; il povero elefante dovrà fin dal principio combattere contro la terribilissima cangura che vedendolo parlare con un fiore, lo crede matto e farà di tutto per rubargli il trifoglio e fargli fare una brutta fine...
Il film di animazione è tratto da un classico per bambino scritto da THEODOR SEUSS GEISEL(1904-1991) conosciuto come DR. SEUSS,autore di più di 40 opere per bambini che hanno venduto moltissime copie, Ortone e i piccoli Chi è stato pubblicato per la prima volta nel 1954.
Il film è raccontato tutto in rima ed è la storia delle difficoltà che l'animale più grande della giungla dovrà affrontare per salvare degli esseri molto più piccoli di lui convinto che: UNA PERSONA E' SEMPRE UNA PERSONA, NON IMPORTA QUANTO SIA PICCOLA.
I registi Jimmy Hayward e Steve Martino sono stati capaci di creare un film dolce, tenero e divertente
Un film che insegna a grandi e piccini che ogni essere vivente è importante grande o piccolo che sia e che ognuno ha un suo mondo che deve essere rispettato perchè esiste anche ciò che non si sente, non si vede e non si tocca.
ORTONE E I PICCOLI CHI
Era il quindici maggio nella giungla di Nullo,mentrefuori si bolle e nell'acqua è un trastullo,lui si sciacqua... e si crogiola nelle gioie giunglevoli...
Quando Ortone l'elefante sente un suon dei più fievoli.
Perciò Ortone si ferma. E con gli occhi va alsuono. "Questa è bella!" lui pensa "Io non vedo nessuno!" Malo sente di nuovo. Un lamento minuto come fa un esserino quando chiede un aiuto.
"Io ti aiuto" fa Ortone. "Ma... dove sei? Chi sei te?" E poi guarda e riguarda.Ma non vede alcunchè. Solo un grano di polvere che svolazza nel ciel.
"Questa..." mormora Ortone" Mai sentito parlare di un granellodi polvere che sa pure gridare! Sai che penso?... Qualcuno ci deve esser per forza proprio in cima al granello,proprio sopra la scorza! Una mini creatura come non si è mai vista, così tanto piccina da sfuggirmi alla vista...
....Un povero scricciolo tremante e allarmato perchè già si vede morire annegato! Io devo salvarlo. Perchè questo penso, ognuno è importante, sia piccolo o immenso".
E con le movenze gentili ed attente la grande proboscide ora tende, il grano di polvere solleva al sicuro infine lo appoggia su un trifoglio maturo.
"Hampf!" Chi hampfa è un'odiosa cangura e hampfa la piccola sua, addirittura! "Se è men di uno spillo quel mini granello! Ci vedi qualcuno?... Ma hai perso il cervello!"
E Ortone: "Credi a me, puoi fidarti, lo sai le mie orecchie son fini enon sbagliano mai. Io lo so che laggiù c'è qualcuno. E per me ce n'èanche più d'uno,forse due, forse tre. Forse... un'intera famiglia, anche questo mi attendo, papà e mamma con piccoli che già stanno crescendo. Per questo ti prego" fa Ortone "e ti imploro: non recare disturbo, non dar noia a loro." "Sei matto!" lo deride l'odiosa cangura. "Matto!" le fa eco la mini creatura. "Sei lo sciocco più sciocco della Giungla di Nullo!" Poi i canguri si tuffano e si danno al trastullo. "Si tuffatevi, bravi!" dice Ortone arrabbiato. "Io non voglio veder quel granello annegato! Io li voglio proteggere. Perchè sono più grande." Estirpò quel trifoglio e poi via... sulle gambe!
Di liana in liana la notizia è in cammino: "Sai che Ortone ora parla con un grano piccino? Quello è fuori di testa! E' davvero impazzito!" Mentre Ortone cammina già da un'ora impaurito. "Cosa faccio? Lo poso? lui si chiede allarmato. "Se lo faccio il granello sarà certo sciupato. Non lo lascio.Non voglio! Perchè questo io penso, che ognuno è importante,sia piccolo o immenso." Aun tratto fa stop sbigottito. Una voce dalgrano ha sentito! "Più forte, ti prego,sennò non ti sento!" fa Ortone al granello, ascoltando più attento. "Mio amico" fa la voce "sei stato eccellente. Hai dato il tuo aiuto a me e alla gente. Le case hai salvato per noi da disastri, le chiese, i negozi, dai tetti ai pilastri." "Vuoi dire..." fa Ortone "che lì avete anche case?" "Si" strilla la voce "e molte altre cose! Lo so non mi vedi, nemmeno a fatica, ma io sono il sindaco di una città amica. A te paion briciole inostri edifici ma a noi sembran grandi, ci stiamo felici. Chissà è la città e Chi ci chiamiamo e tutti noi Chi a te grazie diciamo." E Ortone risponde alSindaco Chi: "Non avere paura non vi lascerò qui!" Non ha ancora finito di parlare commosso che tre scimmie dall'alto gli si buttano addosso! I fratelli Macachi vanno urlando: "Alè! Alè! Questo Ortone che parla con un Chi che non c'è! Non esistono i Chi! Ed un sindaco poi!... Ora basta con queste sciocchezze ci annoi!"
Il trifoglio gli prendono. E lo portano via e lo danno a un'aquila fortee veloce a volare, loro chiedono: "Scusa, ce ne puoi sbarazzare?" E,prima che Ortone possa muovere un pelo, con il grano nel becco sfreccia l'aquila in cielo.
Fino al sol del tramonto, per l'intera nottata quell'uccello scorrazza per larotta stellata, mentre Ortone lo insegue, tra sospiri e lamenti, con le ossa malconce per i massi cadenti, ed implora: "Non farlo, i miei amici li sbandi, han diritto di esistere quanto noi, chen siamgrandi!" Ma lasciandolo indietro, Razzia vola a diritto e gli grida beffarda: "Chiudi il becco, stai zitto! Volerò fino all'alba. Non mi stanco e domani ti nascon do il graanello dove mai tu lo stani!" E alle 6,51 il progetto si avvera. In un orrido posto lo nascose e fu fiera. Mollò giù da quel becco a casaccio il trifoglio tra mille altri su un prato, fioriti e in germoglio. "Ora trovalo!" ghigna "Se ti riesce... non credo!" E virando la coda da lui prese congedo.
"Li trovo!" grida Ortone "I miei amici li trovo! Li devo trovareo di qui non mi muovo!" E tutti i trifogli con cura, uno ad uno, lui scruta e setaccia, "Siete qui?" fa a ciascuno ma ad ogni trifoglio, uno ad uno ha la prova che quello che cerca ancora non trova. A mezzodì è sfatto il povero Ortone, ne ha scrutati setacciati,ammassati un milione. E continua così senza mai interruzzione... Alla fine li trova! Dopo il terzo milione! "Ehi amici!" grida Ortone "Come va? Come state? Tutto bene? Tutti interi? Tutto a posto? Parlate!" Dal granello ora il sindaco fa sentir la sua voce: "Che brutti momenti abbiamo passato! E quando l'uccello poi giù ci ha mollato ci ha dato una scossa che sentiamo ancora e ogni orologio si è fermato a quell'ora. Teiere in frantumi,le sdraio sdraiate, le ruote di bici son tutte acciaccate. Per questo ti supplico" fa il sindaco a Ortone "mentre noi restauriamo ci dai protezione?" "Ma certo che avete la mia protezione! Miei piccoli amici, qui fuori c'è Ortone!"
"Hampf!" hampfa una voce! "Son quasi due giorni che corri ed insisti e parli con chi non c'è, non esiste. Un modo di fare non certo da Giungla! Ed è proprio inutile che altro ti aggiunga! E se son qui è per dirti arrabbiata che del tuo giochino mi sono stufata!" "Anch'io!" fa la piccola al marsupio affacciata.
"E grazie ai Fratelli Macachi e a dozzine di Zii e Zie e di Maca-Cugine, e ogni Maca-Parente, diretto e acquisito, stai per esser legato in gabbia spedito! Il tuo grano di polvere... ah ah! Vedi là il pentolone? Dentro l'olio di Frizz friggerà a perfezione!"
"Lo friggete?..." balza Ortone! "Non potete! ci son tante persone! Vi daranno la prova se ne avranno occasione!" Chiama Ortone "Signor Sindaco! Per carità Devi darela prova chevoi siete là! Chiama tutti a raccolta! Fai venir tutti fuori! Ogni Chi lanci un grido! Ogni Chi a far rumori! Ogni Chi a squarciagola! Altrimenti ogni Chi finirà fritto in fretta dentro l'olio di Frizz!" E giù dentro al granello, nella piazza Chissà, il minuscolo Sindaco radunati li ha già. E il suo popolo strilla. Sono grida impaurite: "Siamo qui! Siamo qui! Siamo qui! Ci sentite?" L'elefante sorride: "Questo è come un barrito. Son sicuro, canguri che lo avete sentito." "Solo un soffio di brezza" la canguraè stizzita "e un frusciare di vento, solo questo io ho udito! Nessun suono di voci. Neanche tu l'hai sentito." "Nemmen'io!" fa lapiccola dal marsupio sortita Poi urlarono: "Questo stupido in gabbia portate! Commetri di fune la sua pancia legate! Serratequei nodi chelo tengano strizz! Eaffondate il granello dentro il succo di Frizz!"
Con la forza ed il vigore si dibatte ora Ortone, ma la banda Macaca era un vero plotone. Lo picchiarono! Bistrattarono! Lo tirarono dentro! Ma lui grida al suo Sindaco anche in questo momento:"Non vi date per vinti! Io vi credo e poi penso che ognuno è importante, sia piccolo o immenso! E voi, così mininmi, voi non morirete se fate sentire a lor che ci siete! E allora forza i polmoni spremete!" Il sindaco batte il tam tam con passione e ognuno a Chissà fa una gran confusione, e batton le pentole! Padelle e posate! I secchi del sudicio! Lattine già usate! Soffiando i bazuca, squillando trombetti, spremendo chi i flauti e chi i clarinetti! In citta corre il sindaco, da levante a ponente. Ogni Chi del suo meglio sembra far veramente. C'èchi berciaechi sbraita! Chi ruggisce e chi trilla! Manon bastano ancora queste altissime strilla! Deve avere qualcuno che rafforzi il baccano. E setaccia ogni casa! E ispeziona ogni piano! Mentre pensache ormai dapperttutto ha cercato, e si appresta a mollare con il cuor disperato, si ritrova ad un tratto adaprire il portone che nascondequalcuno chefa il fannullone! Nel Budel-Condominio, al G-12,oh no! Un minuscolo essere, che si chiama Giò-Giò non fa nulla,ma gioca, giocacon lo Yo-Yo! Non fa un suono! Nè un pio! Nè uno schiocco! ed il Sindaco si lancia ed afferra lo sciocco! Poi col giovane sale sulla torre Eiffelbera: "La cittàsta vivendo lasua ora più nera! L'ora in cui ogni Chi,il cui sangue sia rosso, va in aiuto alla patria!" econcludecommosso. "Dobbiamfareun rumore ancor più roboante! Perciò grida, ragazzo! Ogni voce è importante!"
Così disse làinalto. E salito,Giò-Giò si schiarisce la voce e poi grida il suo"Oh!" Quell"oH...!" Così piccolo, ma in aggiunta bastò! Finalmente! Evviva! Infin da quel grano quelle voci si udirono! Da vicino e lontano! L'elefante sorrise. "Ora è chiaro io spero! Hanno dato la prova che ci sono davvero. E se sono minuscoli, questo non cambia niente, è riuscito il più piccolo a salvar la sua gente!" "E' vero!" disse mamma cangura. "E, d'ora in poi, cercherò addirittura... d'ora in poi li proteggo, lo farò insieme a te!" E la minicangura: "Vale anche per me! Dal sole d'estate, dai freddi più intensi io voglio proteggerli, sian piccoli o immensi!"
Pensieri scritti da giosiracconta alle 19:37 |permalink | commenti (7) | categoria:cinema | Torna su mercoledì, aprile 30, 2008
LA LIBERTA'La libertà non ha mai significato "Voglio fare tutto quello che mi pare", ma è necessaria per arrivare alla conoscenza; la libertà di scelta è quello che ho, mentre invece la libertà della scelta è quello che voglio. La libertà non è stare sopra un tetto o il volo di un gabbiano e nemmeno un grande spazio libero, ma è partecipazione. La libertà è poter fare l'amore con tutto il mondo che mi sta intorno senza essere giudicata, è essere me stessa fino in fondo, senza rinnegarmi mai, saper riconoscere e amare il mio io, perchè solo così riesco a rispettare chi mi sta intorno. La libertà è di sicuro la più bella e bugiarda illusione che mi ha riservato la vita; non mi è concesso di passare a testa alta o a testa bassa sotto i tantissimi ponti che il destino mi ha destinato perchè alla fine di ogni atto di libertà arriva una sentenza che me la farà pagare cara. La libertà è l'obbedienza alle leggi che mi sono prescritta io è potere tutto su me stessa, consiste nella libertà di dire che il blu è il colore dell'amore e se questo mi è concesso poi seguiranno tutte le altre, non sta nello scegliere tra Berlusconi e Veltroni, ma sottrarsi da questa scelta obbligata, io credo che sia un diritto prima che un dovere. La libertà la vivo come una grande realtà, ma significa soprattutto, libertà dalle menzogne, è per me un dubbio continuo, è fregarmene del potere costituito dai grandi condizionamenti e dalle grandi certezze, perchè le sicurezze mi chiedono sempre in cambio qualcosa e allora è meglio avere qualche problema in più, ma essere onesti fino in fondo; è un'esenzione da un sacco di vincoli che mi vengono imposti. La libertà è il vento, è quando non ho niente da fare e niente da pensare.
Pensieri scritti da giosiracconta alle 13:55 |permalink | commenti (2) | categoria:pensieri | Torna su
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